Quest’anno Eden Hazard sta ormai abituando i suoi tifosi ad un rendimento sopra la norma, un fatto che lo rende, senza ombra di dubbio, uno dei top player europei più in forma al momento. Infatti, nelle ultime due vittorie del Chelsea in Premier League contro Manchester City e Brighton, il belga ha offerto due grandissime prestazioni condite da un gol e tre assist.

In teoria, nulla di eclatante per uno come lui, ma quello che stupisce e che ha attirato la nostra l’attenzione è la collocazione in campo che mister Sarri ha pensato per lui: attaccante centrale nel tridente completato da Pedro e Willian. Sicuramente l‘assenza di Morata per un fastidioso infortunio alla schiena ha propiziato l’esperimento, ma c’è da aggiungere che l’allenatore italiano in rosa dispone anche di un attaccante del calibro di Giroud, campione del mondo in carica con la Francia e centravanti di sicuro affidamento che ha già dimostrato il suo valore in questi anni. In teoria, doveva essere lui il sostituto di Morata: in pratica, così non è stato, con Sarri che in queste ultime due partite gli ha concesso soltanto otto minuti in totale in campo e preferendo dar spazio al nuovo tridente dei “piccoletti”.

Già, perché non può non riemergere il paragone col trio Insigne-Mertens-Callejon che fece le fortune del Napoli degli anni scorsi. Come sappiamo, anche lì complice l’ennesimo infortunio di Milik, fu Mertens ad essere messo al centro dell’attacco, riscoprendosi un vero rapace dell’area di rigore mettendo a segno ben 34 gol nella stagione 2016/2017 e 22 in quella passata, considerando tutte le competizioni. La sua mobilità contribuì a rendere il tridente leggero partenopeo decisamente imprevedibile e capace di non dare mai punti di riferimento alle difese avversarie.

I gol arrivati in queste due giornate, infatti, confermano questa teoria: contro i Citizens, Hazard si è infilato tra i difensori avversari lasciando un varco aperto per l’inserimento e il gol di Kantè; contro il Brighton invece, il belga ha trovato il gol involandosi verso la porta sfruttando velocità e spazio, concetti cari a Pep Guardiola, riferimento principale per l’idea di calcio dell’allenatore ex Napoli.

La cura-Sarri quindi finora si è mostrata rigenerante per il numero 10 blues che mai nelle prime 16 giornate di Premier League aveva fatto così bene: con 8 gol e 9 assist, il capitano del Belgio, nonostante i 27 anni continua a migliorarsi dimostrando una completa abnegazione e un feeling mai nascosto con il suo nuovo allenatore.
Chissà quindi, che la “trasformazione” in punta centrale non possa diventare una costante per Hazard, e considerando le idee del suo allenatore, oltre al fortunato precedente del suo connazionale Dries, tutto ciò non sarebbe neanche così utopistico da immaginare.

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