La stagione del nuoto è terminata e a questo punto è legittimo tirare le somme dell’annata con un ampio sguardo al futuro. Con le ultime risposte arrivateci dal Mondiale in vasca corta di Hangzhou, ora il quadro dell’intero panorama internazionale è completo e il percorso di avvicinamento a Tokyo può finalmente entrare nel vivo.

Per sviscerare i tanti temi che il nuoto quotidianamente ci propone, ci siamo avvalsi della collaborazione di Enrico Spada, editore di OAsport, giornalista, in loco, per i grandi eventi del Corriere dello Sport e commentatore per la webtv IRCSport degli eventi sul suolo italiano in compagnia dell’ex campionessa Cristina Chiuso.

Caro Enrico, partiamo dagli avvenimenti più freschi, i Mondiali in vasca corta. Chi lo ha impressionato di più e chi invece secondo lei è stato l’uomo/donna della manifestazione?

Caeleb Dressel è stato quello che mi ha impressionato più di tutti: sempre lì nelle sue gare e altrettanto decisivo nelle staffette. Se però devo trovare la foto copertina di Hangzhou metterei di certo Cameron Van der Burgh. Nell’ultima occasione della carriera ha saputo tirare fuori qualcosa di magico lasciandoci con due splendidi ori. Mancherà tanto al nuoto al pari di tutti campioni che hanno deciso di smettere mentre erano all’apice”.

Il ritiro di Michael Phelps ha aperto scenari importanti per la concorrenza pronta a prendersi il trono da lui lasciato vacante. Chi secondo lei prenderà la scena dalla prossima stagione fino a Tokyo?

Credo che l’indiziato n°1 sia il sopra nominato Caeleb Dressel. Ha dimostrato di essere un grande campione e anche dopo una stagione complicata, anche se non di fondamentale importanza. Non dimentichiamoci, però, di Adam Peaty che parte sempre per due medaglie d’oro e di Katie Ledecky una grande campionessa che si prenderà tante medaglie importanti e pesanti nel prossimo biennio”.

Australia e Russia sono di certo da annoverare nel lotto delle superpotenze della disciplina. Stano vivendo momenti molto diversi, forse agli antipodi: difficoltà da una parte e giovani pronti ad esplodere dall’altra. Come evolverà la situazione da qui alle prossime Olimpiadi?

Capire la Russia non è mai cosa semplice, ma i talenti ci sono e anche in grande quantità. Storicamente per i russi è difficile ripetersi e spesso, quando richiesto, mancano all’appello. La discontinuità gli appartiene per diritto e anche allo stesso Kliment Kolesnikov, già qui è sembrato che non tutto venisse con la stessa naturalezza mostrata in estate. Campione di indecifrabilità, sotto ogni punto di vista, è Vladimir Morozov in grado di fare tutto e il contrario di tutto nel giro di poche ore, completa mancanza della gestione del momento. Per quel che riguarda i canguri attenderei prima di darli per morti. A Hangzhou si presentavano senza i big e per questo non li abbiamo visti lottare per alcune gare e staffette che invece li vedrebbero protagonisti. Per pesare la reale condizione australiana aspetterei il prossimo agosto, vedrete lì le cose cambieranno. Tornano comunque in madrepatria con rinnovate consapevolezze, hanno infatti trovato una mezzofondista decisamente degna di nota e che darà fastidio negli anni a venire”.

Il duello Paltrinieri-Romančuk ha raggiunto ormai livelli stella e nelle piscine di tutto il mondo vale il prezzo del biglietto. Quanto può spostare gli equilibri la scelta di Greg di darsi anche alle acque libere?

Il fatto che Paltrinieri abbia deciso di passare alle acque libere non cambia molto. Il ragazzo ha grande consapevolezza nei propri mezzi e grande capacità di preparare i grandi eventi. Il duello con l’ucraino pende ancora dalla suo parte e la dimostrazione l’abbiamo avuto domenica. Nonostante la sconfitta è stato un grandissimo Gregorio Paltrinieri, forse uno dei più belli mai visti perché ha tenuto testa a Romančuk nonostante la vasca corta di certo non lo favorisca per nulla di fronte alle grandi virate dell’avversario”.

L’Italia sta vivendo un dei momenti più felici della sua storia. Ma come esce, realmente, dalla competizione iridata in vasca corta?

Il ritorno nel Bel Paese deve essere fatto a testa altissima. Non è arrivato l’oro ma poco cambia, nelle stesse condizioni è arrivato solo una volta nella storia. Quello che ci deve far felici è che abbiamo finalmente un movimento di spessore e che i nostri ragazzi provengano da tutta Italia. Un segno che ci deve far capire quanto di buono sia stato fatto e quanto si stia navigando tutti compatti in un’unica direzione. Ora siamo veramente all’avanguardia in tutti i fronti. Grande qualità di tecnici e tanta organizzazione sono solide basi da cui partire. Inoltre è importante sottolineare come i nostri atleti abbiano fatto quel passettino in avanti migliorandosi costantemente quando più conta. Dovremo essere bravi a sostenere questo gruppo perché ci darà soddisfazioni”.

Un ringraziamento speciale a Enrico Spada.

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Intervista di Francesco Zambianchi

Grafica di Francesco Daniel Severi

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