Quest’anno in Serie A la lotta al 4° posto per un piazzamento in Champions League è più viva che mai. Al momento Lazio, Milan e Fiorentina sono le principali contendenti, ma anche Sampdoria, Sassuolo e Atalanta, potenzialmente hanno i numeri per ambire a tale traguardo.

In particolare, ci affascina il pensiero di una “Dea in Champions” dopo le ultime due grandissime stagioni terminate con un piazzamento per l’Europa League. Infatti, dopo un avvio di stagione complicato, è da un paio di mesi che Gasperini e i suoi uomini sono tornati ad essere quella magnifica “piccola corazzata” che abbiamo ammirato negli ultimi anni. A tal proposito, abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con un fedele seguace – per motivi giornalistici – dei bergamaschi.

Francesco Fontana è un giornalista sportivo nato ad Erba (CO) nel 1991.  Ha iniziato la sua carriera lavorando per FcInterNews, TuttoMercatoWeb, TuttoMercatoWeb Radio e Calcio 2000. Ospite fisso di Sportitalia e 7Gold-Diretta Stadio in veste di commentatore e opinionista, negli scorsi anni ha collaborato saltuariamente anche con Premium Sport per analizzare il calciomercato. Attualmente lavora da due anni per La Gazzetta dello Sport, di cui è la prima penna per quanto riguarda l’Atalanta. In redazione, fra i suoi colleghi è uno dei più giovani a lavorare per la Rosea milanese.
Alle spalle ha anche un passato da ex calciatore di Calcio Como e Monza Calcio, prima di aver abbandonato l’attività agonistica a 19 anni in seguito a due gravi infortuni consecutivi quando militava nella vecchia Serie C1 (l’attuale Serie C), per poi dedicarsi completamente alla carriera giornalistica.

Nella nostra chiacchierata, si è parlato in generale del buon momento degli Orobici, coinciso con l’exploit in maglia neroazzurra del suo nuovo bomber Dùvan Zapata, e con l’affermazione di un giovane talentuoso ed interessante anche in ottica nazionale come Gianluca Mancini, chiosando sul finale con uno sguardo all’ardua sfida odierna contro la Juventus.

Ciao Francesco, doveroso partire dall’ultima partita: la sconfitta contro il Genoa, che dopo l’ottimo andamento avuto negli ultimi mesi se vogliamo è arrivata anche in modo inaspettato. Semplice imprevisto o c’è di più?

“Penso proprio che quella sconfitta si possa catalogare come un piccolo incidente di percorso, anche perchè – Empoli e Napoli a parte – l’Atalanta era reduce da un buon filotto di vittorie. Parliamo di una squadra ormai consolidata, che sta facendo bene nonostante un calendario che non gioca a suo favore. Anche oggi, infatti, alle porte c’è una partita veramente difficile, probabilmente la più ostica del campionato contro quella che in Italia, al momento, è chiaramente la squadra più forte di tutte, e che forse lo è anche d’Europa, motivo per il quale sarà molto importante innanzitutto cercare di fare bella figura con una prestazione di livello.”

Archiviata questa battuta d’arresto, come dicevo i neroazzurri si trovano in buon momento: da fine ottobre in poi sono arrivate 6 vittorie nelle ultime 9 partite, di cui alcune “pesanti” in chiave europea contro Inter e Lazio: proprio i biancocelesti adesso si trovano quarto posto a soli 4 punti dalla Dea. Anche se la concorrenza non manca, è una follia considerare gli uomini di Gasperini in lotta per un posto in Champions?

“Secondo me nel calcio di ‘folle’ non esiste nulla, a maggior ragione in un campionato con una classifica così corta come quella di quest’anno. Detto ciò, credo che la dimensione dell’Atalanta o comunque l’obiettivo concreto debba essere l’Europa League, una competizione alla portata e di cui i bergamaschi possiedono tutte le carte in regola per potersi nuovamente qualificare. Poi, come ho detto, è chiaro che sognare non costa nulla e tutto quello che eventualmente verrà in più sarà ‘guadagnato’, ma allo stato attuale bisogna puntare all’Europa League.”

Mentre sulla partenza a rilento di inizio stagione che idea ti sei fatto? Era dovuta solo alla delusione per la mancata qualificazione ai gironi di Europa League o hai intravisto altre motivazioni?

“Partendo dal presupposto che anche allenatore e giocatori lo hanno più volte lasciato intendere, anch’io penso proprio che la causa del malessere derivasse dall’eliminazione di Copenaghen. Considerati i 180 minuti in cui l’Atalanta aveva chiaramente dominato, credo si possa assolutamente parlare di ‘choc psicologico’. Uscire in quel modo è stato pesante, la rosa era stata costruita nell’ottica della tripla competizione e quindi credo che non sarebbe stato facile per nessuno riordinare le idee, gli uomini, le risorse e gestire l’unico impegno a settimana con tanti giocatori a disposizione.”

Impossibile non parlare del momento di Duvàn Zapata, a segno anche sabato nonostante la sconfitta: con questo fanno 6 gol nelle ultime 4 e un giocatore che adesso si è totalmente ritrovato. Era lui l’ultimo tassello mancante alla corazzata perfetta di Gasperini? Petagna in questi ultimi due anni ha fatto bene sì, ma mancava un grande bomber come Duvàn.

Petagna è stato importantissimo per l’Atalanta in queste stagioni. A mio avviso, un attaccante che gioca per la squadra come pochi e che si è messo a totale disposizione di Gasperini. Tuttavia, dovendo mettere nella bilancia i due giocatori, parliamo di livelli differenti. Zapata è giocatore vero, a me piace parecchio e ammetto di avere un debole tecnico per lui perchè secondo me è veramente forte: un attaccante completo che lavora per la squadra e fa anche tanti gol, perchè comunque anche l’anno scorso con la Samp ne ha messi a segno ben 11 in campionato. Sicuramente mancava uno lui, e a inizio anno aveva solo bisogno di adattarsi. A tal proposito, prendo in prestito le parole del Papu che qualche settimana fa in merito alla questione aveva detto che ‘Mister Gasperini non è per tutti’ e che quindi è normale faticare un po’ all’inizio. Adesso Duvàn onestamente è un giocatore perfetto per quest’Atalanta perchè fa veramente il doppio e il triplo compito: protegge palla, fa salire la squadra, è freddo sotto porta, ha tecnica e potenza, quindi sta dimostrando di essere davvero un ottimo attaccante. Sinceramente avevo pochissimi dubbi sulla sua ‘ripartenza’.”

Dall’altro lato della medaglia c’è un Papu Gomez che da un anno a questa parte va un po’ a sprazzi, e soprattutto manca di continuità sotto porta. Semplice calo dovuto all’età che avanza?

“Su questa disamina di Gomez non mi trovo d’accordo. Il Papu è un classe ’88, un giocatore ancora nel pieno della sua forma. La questione è che quest’anno ha totalmente cambiato ruolo perchè non è più un esterno puro che può rientrare e sbizzarrirsi negli uno contro uno, ma un trequartista. Lui stesso in più occasioni l’ha spiegato e ha detto che adesso deve giocare in modo intelligente cercando anche di dispensare bene le energie. È un giocatore superiore rispetto a prima perchè ora pensa prima alla squadra che a se stesso. In ogni caso, se si dà un’occhiata allo score di questa prima parte di campionato, è anche in linea con le ultime stagioni, quindi assolutamente non lo vedo in calo: ancora oggi è una certezza per questa Atalanta e lo rimarrà a lungo. In breve tempo riuscirà ad esprimersi al 100% anche in questa posizione, ha un’intelligenza tattica e una qualità tale che non avrà problemi.”

In generale sulla trequarti ancora non c’è un vero “erede” di Cristante: Ilicic ha avuto problemi ad inizio stagione ma nonostante una leggera discontinuità sembra essere quello più affidabile, Rigoni era partito forte e poi ha avuto un calo, Pasalic è sparito. Chi pensi offrirà più garanzie da qui a fine stagione?

“Proprio il Papu di recente l’ha spiegato: non c’era nessuno della rosa attuale in grado di prendere il posto di Cristante perchè lui è stato un giocatore ‘unico’ per l’Atalanta di questi anni. Come detto, ci sta provando il Papu anche se con caratteristiche diverse. Per quanto riguarda gli altri: Pasalic al momento manca, ancora non si è inserito bene nei meccanismi di Gasperini, Rigoni va a sprazzi e per adesso è un giocatore un po’ anarchico che deve ancora adattarsi al calcio italiano e soprattutto alla filosofia del suo tecnico. Quel che è certo che comunque si tratta di un giocatore che ha qualità. È vero che al giorno d’oggi e in Italia in particolare non si aspetta nessuno, ma Rigoni secondo me merita fiducia perchè ha parecchio talento. Per questi motivi, alla tua domanda su chi darà più garanzie, rispondo che da qui a fine stagione la ‘quadra’ è ormai fatta: Papu trequartista insieme a Ilicic e Zapata. 

Mentre invece il vivaio neroazzurro continua a sfornare giovani interessanti: adesso si sta affermando Mancini, ma dalla primavera scalpitano anche i vari Kulusevski, Piccoli e Colpani. Secondo te vedremo qualcuno di questi ragazzi nelle rotazioni di Gasperini già quest’anno?

“Assolutamente sì. Lo ha detto in più occasioni lo stesso Gasperini, che spera a breve di poter dare loro spazio, e lo ha detto ancor più chiaramente il presidente Percassi in occorrenza dell’evento per la consegna del premio Manager dell’Anno tenutosi a Milano qualche settimana fa, dicendo che da gennaio vorrebbero vedere alcuni di questi giovani della Primavera neroazzurra in campo. In questo caso, tu hai citato i migliori e in merito al loro possibile impiego mi trovo quindi d’accordo con te. In particolare, mi soffermo su Mancini perchè è il giocatore che rispetto all’anno scorso ha fatto dei chiari passi in avanti a livello di crescita tecnica e soprattutto personalità. Dovesse continuare così, è probabile che a giugno si possa scatenare una vera a propria asta per accaparrarselo.”

Chiudiamo con una battuta sulla partita di oggi pomeriggio contro la Juventus. L’Atalanta in questi ultimi anni è stata una delle poche squadre ad essere riuscita a mettere seriamente in difficoltà i bianconeri, che quest’anno sono di fatto imbattibili. Impresa impossibile anche per la Dea?

Potrà sembrare una frase fatta ma, come ho detto all’inizio dell’intervista, nel calcio di impossibile non c’è assolutamente nulla. Poi è chiaro che, almeno sulla carta, se consideriamo i valori assoluti delle due squadre e soprattutto le pesanti assenze per l’Atalanta di Palomino, Toloi e De Roon, la Juventus rimane pur sempre la Juventus. Partire con queste tre assenze non sarà affatto una cosa semplice per Gasperini. Tuttavia, spesso abbiamo parlato di un’Atalanta-ammazza grandi e quindi non li vedo sconfitti a priori. Provare a strappare un punto qui a Bergamo non è un’impresa impossibile, a maggior ragione senza un Cristiano Ronaldo in campo dal primo minuto come annunciato da Allegri. In ogni caso, generalmente l’Atalanta contro le grandi indipendentemente dal risultato finale, ha sempre dimostrato di esserci: anche col Napoli, ha perso ma se l’è giocata, perciò staremo vedere come andrà oggi pomeriggio.”

Un ringraziamento speciale a Francesco Fontana.

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Intervista di Marcello Mazzari

Grafica di Francesco Daniel Severi

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Fondatore e Direttore reponsabile della testata. Nella vita quotidiana uno studente 24enne di Giurisprudenza, nato e cresciuto a Catania. Oltre all’attività con Journalism Zoom, lavora come articolista ed inviato per la testata giornalistica registrata Catania Channel, che segue le vicende sportive e non solo dell’omonima squadra di calcio. Collabora inoltre in qualità di redattore con Calciomercato.com e saltuariamente, come web content, con vari blog sportivi. Ha partecipato al Corso di Alta Formazione Calcistica in Giornalismo e Uffici Stampa della scuola Élite Football Center a Milano. Ideatore e gestore della rubrica “Born Striker”, normalmente si occupa di approfondimenti su Calcio e Basket.

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