Qualche giorno fa l’attaccante dell’AS Roma Stephan El Shaarawy ha postato delle foto dalla O2 Arena di Londra con il fresco vincitore Masters Judd Trump. Ma chi è Trump? Cos’è il Masters? Andiamo oggi alla scoperta di uno degli sport più diffusi e in crescita in Gran Bretagna, India e, soprattutto, Cina: lo Snooker.

Lo snooker è una disciplina del biliardo, reputata da tutti gli esperti come la più difficile e complessa sia per il regolamento sia per le caratteristiche tecniche del gioco in sé. Innanzitutto, il tavolo è ben più lungo di quello utilizzato nel pool o nella carambola all’italiana e misura 3,66 metri di lunghezza e 1,83 di larghezza; sul panno verde sono presenti sei buche (le quattro d’angolo e due al centro). Da sempre lo snooker, come un po’ tutte le specialità del biliardo, fa fatica a creare appeal nella platea dell’Europa continentale a causa della poca dinamicità della partita e dei frangenti alquanto “soporiferi” per chi non conosce appieno la parte tecnico-strategica. Poco tempo fa la BBC ha spiegato questa tendenza e ha cercato di far appassionare il pubblico attraverso dei documentari e degli speciali sulle regole e sulla storia di questo bellissimo gioco. D’altronde, tra gli appassionati è risaputo che lo snooker per amarlo bisogna conoscerlo e per conoscerlo serve un grande impegno.

Le regole sono molte, ma proviamo a spiegarne velocemente quelle principali:

Sul tavolo inizialmente sono presenti 22 bilie, delle quali una bianca (la battente),15 rosse, una gialla, una verde, una marrone, una blu, una rosa e una nera. Queste vengono differenziate tra “rosse” e colorate” e lo scopo del gioco sta nell’imbucare in modo alternato una bilia rossa ed una colorata, quella rossa una volta imbucata giù, mentre le colorate vengono riposizionate di volta in volta sugli appositi spot. Una volta terminate le 15 rosse, si procede alla “serie finale sui colori” imbucando le palle dalla gialla alla nera nell’ordine sopra citato. In caso di imbucata della bilia battente scatterà una penalità di quattro punti. Un incontro è composto da varie partite o frames (si va da match al meglio delle 5 nei tornei minori, fino a scontri al meglio delle 35 per il Mondiale).

I punti sono i seguenti: Rossa 1; Gialla 2; Verde 3; Marrone 4; Blu 5; Rosa 6 e Nera 7. Per tale motivo, il punteggio massimo ottenibile in un match di snooker è il fantomatico (e tanto ricercato dai giocatori) 147 o maximum break. Questa serie deriva dall’imbucata in sequenza delle 15 rosse alternando sempre la nera finché possibile per poi concludere con i 27 punti finali. Il 147 risulta essere tanto affascinante quando difficilmente raggiungibile, difatti ci sono giocatori professionisti che nella carriera non sono mai riusciti a portarlo a termine, mentre il migliore di questa classifica è Ronnie O’Sullivan (il più talentoso snookerista della storia) a quota 15.

Questo sport nasce in Inghilterra nel 1927 ma ebbe il primo slancio importante negli anni Settanta con l’avvento del primo grande campione: Ray Reardon, vincitore di sei Campionati di Mondo. Da quella esplosione vennero introdotti tre tornei principali, che compongono la Triple Crown o Triplice Corona: il Campionato del Mondo, il Campionato del Regno Unito e il Masters.

Dal punto di vista mediatico il boom definitivo arrivò negli anni Ottanta con l’inizio del dominio di Steve Davis, l’inglese che sbaragliò la concorrenza in quella decade vincendo anch’egli sei edizioni del mondiale e 15 tornei della triplice corona.

Gli ultimi dieci anni del millennio invece videro affermarsi quello che ad oggi è ritenuto da molti uno dei due migliori giocatori della storia, lo scozzese Stephen Hendry, vincitore e recordman del mondiale a quota 7.

I primi due lustri del Duemila furono appannaggio dei cosiddetti “tre gemelli“: Mark Williams, John Higgins e Ronnie O’Sullivan, quest’ultimo recordman della Triple Crown a quota 19; mentre le ultime stagioni hanno visto imporsi il giocatore più difensivo della storia dello sport, l’inglese Mark Selby.

Nelle prossime settimane racconteremo l’evolversi di questa disciplina, passata dall’essere un hobby da pub a far girare montepremi milionari.

 

 

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