Essere centravanti al Borussia Dortmund di questi tempi, a menochè non ti chiami Aubameyang, Batshuayi o Alcàcer, non dev’essere semplice per chi vuole provare ad affermarsi nel calcio conta: lo sa bene il giovane Alexander Isak, gioiello svedese classe 2000 oggi in forza al Willem II in Olanda, ma di proprietà del club tedesco. Sì, perché negli ultimi anni di attaccanti “ingombranti” se stanno vedendo passare un bel po’ a Dortmund e così, da un paio di giorni a questa parte, fino al termine della stagione, il baby e talentuoso bomber scandinavo è stato costretto, dopo due anni in cui ha provato a mettersi in mostra, ad andare in prestito in una piazza “minore” per trovare un po’ di spazio.

Come molti suoi connazionali, la storia di Isak fino a questo momento è stata davvero semplice: il fisico imponente (1.90 cm x 72 kg), la tecnica, la forza palla al piede e soprattutto la precocità nel venir fuori, quando nasci in Svezia e sei figlio di immigrati, non possono che far di te il “nuovo Ibrahimovic” della tua generazione. E nonostante la giovane età, il ragazzo cresciuto nell’Allmänna Idrottsklubben Fotboll, meglio conosciuta come AIK, la squadra della città di Solna (dove Isak è nato e cresciuto), questa pesante eredità se la porta dietro già da un paio di anni, nello stesso arco di tempo in cui ha già bruciato diverse tappe della sua seppur breve carriera.

Infatti, il “piccolo Ibra” per mettersi in mostra fra i professionisti impiega poco: a 16 anni, l’esordio nel calcio dei grandi è bagnato anche da un gol, in una partita di Coppa di Svezia vinta dal suo AIK per 6-0. Siamo nella Allsvenskan 2016 e, qualche settimana più tardi, alla seconda giornata di campionato contro l’Ostersund, l’allenatore Andreas Alm lo getta nella mischia anche in campionato, schierandolo titolare dal primo minuto al fianco del quasi diciannovenne Carlos Strandberg. Incredibilmente, anche in quest’occasione Isak ripaga la fiducia del suo mentore con il gol dello 2-0 che chiude la partita, una rete che lo rende il più giovane marcatore nella massima serie svedese nella storia del suo club.
Da quel momento in poi, come niente fosse, Isak viene confermato titolare anche nelle successive partite. Nel giorno del suo 17° compleanno, segna la sua prima doppietta in carriera aprendo le marcature nel derby cittadino poi vinto 3-0 contro i rivali del Djurgarden. Soltanto qualche giorno dopo realizza altri due gol contro i campioni in carica del IFK Norrkoping. Disputa quindi una stagione d’esordio da assoluto protagonista e trascinatore dei suoi, mettendo in totale a referto ben 29 presenze e 13 reti all’attivo fra tutte le competizioni (24 match e 10 gol in campionato) guadagnadosi così il riconoscimento di “debuttante dell’anno” e venendo inserito nella top 11 del campionato. Ecco quindi che aumentano anche i paragoni con Re Zlatan, cui il giovane Isak cerca di emulare anche l’esultanza: testa alta e braccia larghe, come a voler dire: “Anch’io ho qualcosa di speciale”.

Una carriera che sembra proprio da predestinato. Ben presto infatti, anche in nazionale maggiore si accorgono di lui: l’8 gennaio 2017 è il giorno dell’esordio, che arriva in un’amichevole persa 1-2 contro la Costa d’Avorio. Stavolta per segnare impiega una partita in più: quattro giorni dopo infatti, sempre in amichevole e alla sua prima presenza da titolare, apre le marcature contro la Slovacchia (partita poi vinta per 6-0), infrangendo un altro record divenendo il più giovane realizzatore nella storia dei gialloblu con i suoi 17 anni, 3 mesi e 21 giorni. Con questi numeri, il palcoscenico nazionale inizia a stargli stretto. Si racconta che in occasione di una partita vinta dalla Svezia Under 21 in Estonia, allo stadio ci fossero ben 70 osservatori di 90 società diverse solo per lui. Di lì a poco, si muoverà non meno che il Real Madrd campione d’Europa in carica per portarlo in Spagna. Sembra impossibile resistere al fascino e ai soldi dei blancos, tuttavia Isak dimostra di aver preso dal suo idolo Zlatan non solo le qualità fisiche e tecniche, ma anche la superbia e l’orgoglio tipiche del fenomeno svedese, decidendo così, incredibilmente, di rifiutare le merengues per aspettare la chiamata di un club che possa dargli maggior spazio in prima squadra.

E allora, per crescere ed essere lanciati ad alti livelli, quale miglior squadra del Borussia Dortmund? Una realtà abituata a fare questo tipo di investimenti e che negli anni ha scoperto e formato diversi talenti, soprattutto in avanti. Così Isak lascia la sua Svezia e nel gennaio 2017 vola in Germania per ben 10 milioni di euro, con la speranza di poter trovare il suo spazio nonostante un parco attaccanti che vede indietro nelle gerarchie. Tuttavia, sfortunatamente non sarà così.

Nei primi 6 mesi della restante stagione, gioca perlopiù con la primavera, riuscendo ad esordire in prima squadra solo in una partita della Coppa di Germania. L’annata seguente, complici alcune assenze di Aubameyang, inizia a collezionare qualche presenza in più anche in campionato, dove però non riesce a sbloccarsi. Il gol arriva invece sempre in coppa il 24 ottobre 2017 contro il Magdeburg, in un successo rotondo per i suoi in cui Isak sigla in appena 5 minuti l’assist per il gol di Castro e il suo primo personale centro in Germania. Tuttavia, sciaguratamente per lui, ad oggi rimarrà l’unica rete siglata con i gialloneri: infatti, come detto, in campionato non riesce a sbloccarsi e a trovare spazio. A gennaio parte Aubameyang in direzione Arsenal e arriva Batshuayi, che non fa affatto rimpiangere il bomber africano e relega Isak in panchina fino al termine della stagione. Arriviamo così a quest’anno, in cui il Borussia compra ancora una volta un attaccante che finisce davanti al talento svedese: Paco Alcàcer, anch’egli protagonista di un impatto devastante in Bundesliga. Isak in questi 6 mesi la prima squadra non la vede proprio, ed è costretto a giocare con la seconda nella Reggionaliga West, in cui comunque mette a segno 5 gol in 11 apparizioni.

Arriva quindi in questo gennaio la decisione di andare in prestito per trovare spazio altrove. Come detto, a puntare su di lui adesso è il Willem II in Eredivise.

Proprio il campionato olandese ha reso grande l’idolo Ibra, e chissà quindi che Isak non possa, ancora una volta, ripercorrere proprio le sue orme. Due domeniche fa ha esordito con la squadra di Tiburg giocando la mezz’ora finale nella vittoria per 1-0 contro l’Utrecht, sabato scorso invece ha disputato la sua prima da titolare contro il Groningen in casa (persa 1-2), senza tuttavia riuscire a sbloccarsi. Questione di tempo, probabilmente. Il Borussia Dortmund e la Germania possono aspettare, Alexander adesso proverà a formarsi e a maturare per far sì che quel paragone ingombrante non sia più affrettato e fuoriluogo, ma bensì riconosciuto e giustificato.

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Fondatore e Direttore reponsabile della testata. Nella vita quotidiana uno studente 24enne di Giurisprudenza, nato e cresciuto a Catania. Oltre all’attività con Journalism Zoom, lavora come articolista ed inviato per la testata giornalistica registrata Catania Channel, che segue le vicende sportive e non solo dell’omonima squadra di calcio. Collabora inoltre in qualità di redattore con Calciomercato.com e saltuariamente, come web content, con vari blog sportivi. Ha partecipato al Corso di Alta Formazione Calcistica in Giornalismo e Uffici Stampa della scuola Élite Football Center a Milano. Ideatore e gestore della rubrica “Born Striker”, normalmente si occupa di approfondimenti su Calcio e Basket.

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