Si scaldano i motori in vista del mondiale 2019 di Formula Uno. La Mercedes ha annunciato la data in cui presenterà la sua nuova monoposto: mercoledì 13 febbraio. Due giorni prima della Ferrari e lo stesso giorno di Red Bull. Insomma, la stella a tre punte starà ancora davanti agli avversari italiani, per un dominio nelle classifiche piloti e costruttori che resiste dall’ormai lontano 2014.
Se la data di presentazione, alla vigilia di San Valentino, suggerisce una luna di miele infinita tra Stoccarda e l’iride, quali sono i dati oggettivi e concreti per cui la Mercedes può sentirsi ottimista verso il prossimo campionato?

Il primo motivo è la striscia vincente nell’era turbo ibrida. Come detto, dal 2014 è sempre stata la Mercedes a vincere il titolo costruttori ed è sempre stato un suo pilota ad essere incoronato campione a fine anno. Quattro titoli per Lewis Hamilton (2014-2015-2017-2018), interrotti solo dall’acuto di Nico Rosberg (2016), costato al tedesco figlio d’arte tutte le energie fisiche e mentali possibili, tanto da portarlo al ritiro subito dopo il piazzamento decisivo ad Abu Dhabi.
Insomma, Mercedes ha dimostrato tutta la sua forza dall’inizio di questo ciclo tecnico fino al recente successo sulla Ferrari di Sebastian Vettel e Maurizio Arrivabene. Se si aggiunge la costante capacità di Mercedes per innovare il pacchetto aerodinamico (vedi mozzi forati nel 2018), si capisce come la squadra da battere sia ancora quella delle Frecce d’Argento.

Il secondo motivo si chiama semplicemente Lewis Hamilton. I suoi quattro titoli in argento, messi in bacheca accanto al primo mondiale, quello targato McLaren 2008, sono la consacrazione da campione a leggenda. Raggiunto Juan Manuel Fangio a quota cinque titoli iridati, per Re Lewis sembra non esserci più un limite. Dopo il record di pole position (83) strappato a Schumacher (68) avendo già raggiunto Senna (65), il record di vittorie del mito tedesco sempre più vicino (91 per Michael, 73 per Lewis). Forse mai in carriera Hamilton aveva guidato con la classe e la determinazione del 2018. Tutto fa pensare che l’anno in corso vedrà nuovi incredibili numeri di questo fuoriclasse assoluto.

Infine, altro tassello importante sarà la stabilità Mercedes, ben rappresentata da due “foresti” in terra di Germania.
Da un lato Toto Wolff, passaporto austriaco, vero trascinatore e deus ex machina del team. A lui sono spettate le decisioni più difficili, a lui il compito di fare il parafulmine nei momenti più complessi dell’ultimo lustro (e ce ne sono stati, a dispetto dello strapotere tecnico dei tedeschi).
Dall’altro Valtteri Bottas, il silenzioso secondo pilota, ligio nell’accettare il ruolo di stopper tattico contro la Ferrari e di “maggiordomo” (Wolff dixit) quando il pragmatismo della squadra lo suggeriva. Nulla lascia immaginare che sotto la guida di Toto il Grande possa esserci spazio in un ruolo diverso per Valterino. E senza un vicino di box ingombrante, per Lewis Hamilton sarà un gioco da ragazzi concentrarsi sull’asfalto ed esprimere tutto il suo potenziale.

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