Tifosi della Rossa, segnate la data in agenda: 15 febbraio 2019. Sarà quello il giorno in cui si accenderanno i riflettori sulla nuova Ferrari F1, e con loro le speranze nei cuori degli appassionati che sognano un nuovo mondiale a Maranello, ormai distante oltre dieci anni.

La Ferrari non vince il titolo piloti dal 2007 (con Kimi Raikkonen) e quello costruttori 2008 (accanto al finnico, Felipe Massa che sfiorò il mondiale piloti contro Lewis Hamilton). In questi anni tante delusioni per gli uomini del Cavallino, le più brucianti nel 2010 e 2012, con Fernando Alonso ad una manciata di punti dalla gloria, finita nelle tasche targate Red Bull di Sebastian Vettel.

Proprio Seb Vettel, passato in Ferrari nel 2015, ha dovuto masticare amaro nelle ultime due stagioni, fermandosi alle spalle di Hamilton in vista del traguardo. Nel 2017 ha pagato la scarsa affidabilità della Rossa e nel 2018 ci sono stati alcuni preoccupanti cali di rendimento dello stesso pilota.

E allora, come e perché essere un ferrarista ottimista alla vigilia del mondiale 2019?

Un motivo per esserlo è la chiara direzione che il board di FCA, azionista di riferimento Ferrari, ha voluto dare alla gestione sportiva, affidata completamente a Mattia Binotto, dopo quattro anni di coabitazione difficile con Maurizio Arrivabene, di fatto esautorato dal ruolo di Team Principal ad inizio gennaio. Con Binotto è evidente la continuità tecnica, che nell’anno passato aveva dimostrato ottimi picchi. La SF71H era stata a lungo la macchina più veloce in pista, capace di sverniciare la Mercedes in certe condizioni, ma mancando di sviluppo nella parte decisiva del mondiale, quella post break estivo. Se le intuizioni di Binotto continueranno il percorso di crescita evidenziato lo scorso anno, per la Ferrari non sarà più un miraggio lottare ruota a ruota con Mercedes fino al termine del campionato.

Altro motivo di ottimismo, la nuova coppia di piloti potrà fornire grandi stimoli ai box e in pista. Accanto al confermato Seb Vettel ci sarà Charles Leclerc, giovane e affamato talento, capace di ottimi piazzamenti a punti con l’Alfa Sauber. L’avvicendamento tra il monegasco e Kimi Raikkonen può essere un grosso stimolo per Vettel, apparso poco concentrato in certi passaggi fondamentali del 2018. Gli errori decisivi di Baku, Hockenheim e Monza sono costati caro al quattro volte campione del mondo, sbriciolato dalla solidità di Lewis Hamilton. Leclerc è giovane ed è appena al secondo anno di F1, indubbiamente avrà una grande responsabilità da gestire, ma anche molto da guadagnare, soprattutto accanto ad un compagno di box all’ultima chiamata per vincere il mondiale in rosso.

Infine, quello che sembra un elemento marginale ed è invece la chiave di tutto per competere al massimo: la Ferrari è disposta ad aumentare la spesa, pur di vincere il mondiale. Lo ha dichiarato Louis Camilleri, presidente di Ferrari e successore di Sergio Marchionne. Per la prima volta in tanti anni sembra evidente che la priorità aziendale adesso è vincere in pista, forte di buoni risultati dal lato commerciale e di ottimi riscontri in borsa. Considerato l’imponente impegno economico profuso da Mercedes e Red Bull nell’ultimo decennio per dominare sotto la bandiera a scacchi, più di tutte le considerazioni tecniche vale quella che senza le corse (e le vittorie in pista) non c’è Ferrari. E senza Ferrari, naturalmente, non c’è Formula Uno.

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