Dopo le sofferenze ed i bocconi amari dell’ultimo periodo storico, i tifosi del Parma possono finalmente tornare al Tardini con la voglia e la convizione di vedere una squadra in salute in grado di combattere e lottare contro qualsiasi avversario. Certo, non stiamo parlando del grande Parma degli anni ’90, ma dopo anni vissuti nelle serie minori in cui gli obiettivi ed il valore della rosa erano decisamente inferiori, la stagione 2018-19 si sta rivelando una dolce sorpresa per tutto il mondo gialloblù.

Gli anni ’90 sono stati senza dubbio il decennio più importante nella storia dei crociati con la prima promozione in Seria A e la conquista di numerosi trofei sia a livello nazionale che europeo. L’allora neo-patron Calisto Tanzi, con gli acquisti di Faustino Asprilla e Gianfranco Zola in primis, diede il la ad un’epopea in cui il Parma salì agli onori della cronaca calcistica in più di un’occasione. Dalla stagione 1991-92 fino ad arrivare all’annata 2001-02 infatti il club emiliano riuscì ad ottenere ben 8 trofei tra cui tre Coppe Italia, due Coppe Uefa, una Supercoppa Uefa, una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa italiana; fu il Parma di Buffon, Cannavaro, Thuram e Crespo per citare i più famosi, che divennero poi i punti fermi del calcio italiano, europeo e mondiale.

In tempi più recenti però la società emiliana è conosciuta anche e soprattutto per i disastri societari commessi dai vari presidenti che dal 2003 in poi si sono succeduti. Il crac Parmalat sembra essere l’inizio della fine, ma è un evento da cui, sportivamente parlando, il club riesce a risollevarsi egregiamente. Ben più grave invece è la vicenda che investe il Parma nel 2015: i continui cambi di proprietà non migliorano l’ormai compromessa situazione finanziaria che trova il suo epilogo con la dichiarazione di fallimento che condanna i ducali a ripartire dalla meno gloriosa Serie D. La rinascita sembra una strada dura ed impervia, ma Lucarelli e compagni riescono in un’impresa che nessuno aveva mai compiuto, ovvero quella di raggiungere la Serie A in tre anni: nel 2015-16 il passaggio dalla Serie D alla Lega Pro, 2016-2017 dalla Lega Pro alla Serie B ed infine nella stagione 2017-2018 il tanto desiderato ritorno nella massima serie.

Ad inizio stagione però la partecipazione alla Serie A sembra essere solo una breve apparizione: operazioni di mercato mirate ai giovani ed all’usato sicuro e l’incertezza di non poter competere contro squadre più organizzate sembra fare degli emiliani la vittima sacrificale di questo campionato, destinati a ritornare sin da subito tra gli inferi della categoria cadetta. Ma si sa, i pronostici sono fatti per essere ribaltati ed infatti il campo ci mette ben poco a dare i suoi primi riscontri. Il Parma di D’Aversa gioca di rimessa, si difende in massa e riparte immediatamente con la velocità di Gervinho e la possenza fisica di Inglese; i ducali hanno inanellato una serie di risultati positivi in grado di far dormire sogni tranquilli ai propri tifosi, garantendo una posizione al di fuori delle zone calde della retrocessione e ritrovandosi addirittura nella parte sinistra della classifica con possibilità di sognare un’Europa tanto bella quanto inaspettata.

Il pareggio nell’ultima giornata con la Juventus ottenuto all’ultimo minuto è la dimostrazione della bontà di una squadra che ha fatto di carattere, grinta ed organizzazione un pilastro fondamentale del proprio DNA. Ora ci sarà da affrontare l’Inter al Tardini, sul campo amico che tanto ha dato ai gialloblù in questa stagione e che porterà nuovi stimoli alla banda di D’Aversa nella seconda parte di campionato alla ricerca di un posto di tutto rilievo nella classifica finale.

Come la fenice risorge dalle proprie ceneri, così il Parma è riuscito a risollevarsi da una situazione in cui tutto sembrava perduto, dimostrando a tutti che le favole non sono nient’altro che sogni realizzabili solo dai più caparbi.

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