Si è chiusa oggi, con una splendida medaglia di bronzo, l’ultima pagina di un romanzo dove la protagonista non è frutto di immaginazione come si legge spesso nella seconda di copertina dei noti romanzi d’autore. Qui la storia è stata reale e la copertina che lo chiuderà è di quelle pesantissime in brossura di pelle per la quale sarà fatica girarla. La protagonista di questo romanzo è una Regina alta dai capelli biondi che è nata a Saint Paul, in Minnesota, e nella sua vita ha scelto di sciare: una vita dove, come ogni regina che si rispetti, ha donato ed elargito  agli appassionati degli sport invernali, e non solo a quelli, enormi doni ed emozioni, accompagnati sovente da altrettanti periodi di immensa sfortuna. 

Una Regina che ha vissuto (e vive tuttora) nel mondo moderno e attuale dei social e grazie a loro è entrata nei cuori di tutti, facendo partecipare tutti alle avventure del suo regno, regno bianco sia di neve che di cliniche, di gioie e di dolori, di battaglie vinte e perse, di sorrisi e lacrime, di passioni vere per la vita e per lo sport. Una Regina che oggi ha fatto scattare in maniera definitiva quel nemico invisibile che è il cronometro, un nemico temporale che solo la forza e abilità potrà interrompere prima dei tuoi avversari; una lotta adrenalinica contro il nemico numero uno di tutti gli sciatori, un nemico che inesorabilmente, con qualsiasi numero impresso e con qualsiasi luce, sia rossa o meglio ancora verde, ha visto per la sua ultima volta la Regina dello Sci, Lindsey Vonn.   

It was a pleasure, Lindsey.

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