Gli Oklahoma City Thunder stanno vivendo un stagione incredibile soprattutto grazie ad un duo che l’anno scorso non aveva probabilmente dimostrato appieno tutto il suo potenziale: Russel Westbrook e Paul George.

Nella partita di lunedì notte contro i Portland Trail Blazers, i 2 sono diventati i primi compagni di squadra nella storia della NBA a registrare una tripla doppia con almeno 20 punti nella stessa partita, cosa che ha ovviamente permesso ai Thunder di vincere con un punteggio finale di 120-111.

Paul George nelle tre partite giocate contro Damian Lillard e compagni quest’anno ha riportato medie strabilianti: 40.0 punti, 9.3 rimbalzi e 5.3 assist a gara, con un incredibile 57% al tiro da tre punti (su una media di 9.3 tentativi a partita), mentre Russell Westbrook ha stabilito un altro record NBA, facendo registrare dieci triple doppie consecutive, battendo il precedente primato detenuto da Wilt Chamberlain fermo a nove, che resisteva da oltre 50 anni, portando così a 23 il suo bottino stagionale e a 127 quello in carriera.

Anche grazie alle performance dei due fenomeni, OKC ha vinto quattro partite consecutive ed è solo ad una partita di distanza dai Denver Nuggets che occupano il secondo posto nella classifica della Western Conference. Westbrook, che è sempre stato considerato come un giocatore che non migliora i suoi compagni di squadra, sembra essersi defilato nei meccanismi della squadra per far diventare George la principale arma offensiva dei Thunder. Questo andamento positivo di Westbrook potrebbe rappresentare finalmente la svolta nella sua carriera dopo che i suoi comportamenti in passato potrebbero aver contribuito alla partenza dell’ex compagno di squadra Kevin Durant. Ora Westbrook sembra aver accettato il suo ruolo nei Thunder, nonostante non sia più la prima scelta offensiva, è ancora chiaramente il cuore e l’anima della franchigia. La sua maturità come giocatore ha aiutato molto la squadra in questa stagione, e i risultati dei suoi cambiamenti sono evidenti. OKC ha iniziato la stagione con quattro sconfitte consecutive, facendo pensare a molti che quello sarebbe stato l’inizio della fine. Quando però hanno iniziato a vincere non si sono più fermati e ora sembrano la squadra più quotata per battere i Golden State Warriors ai playoff.

Ad inizio stagione il roster di OKC faceva ben sperare pur non avendo la nomina della super favorita, ma con Westbrook, George ed il nuovo acquisto Schroder può tentare l’assalto alla finale di Conference, in mezzo a tanti avversari e difficoltà. Gli Oklahoma City Thunder dispongono di un giocatore fra i migliori al mondo, Russell Westbrook: mai nessuno era riuscito nell’impresa di concludere due annate consecutive con una tripla doppia di media a fine stagione. Westbrook è un fenomeno in grado di trascinare i suoi durante la regular season, poi nei playoff c’è bisogno di un cast di primo piano per puntare ad obiettivi ambiziosi. Un acquisto importante è stato quello di Dennis Schroder, il playmaker tedesco scambiato con Carmelo Anthony, che è la riserva di lusso di Westbrook. Nel quintetto titolare oltre a Westbrook, George agisce da guardia, mentre in ala piccola viene schierato Andre Roberson, probabilmente il miglior difensore in circolazione durante la fase di non possesso (non ha invece buone caratteristiche offensive). Completano il quintetto titolare l’ala grande Jerami Grant ed il centro Steven Adams. I titolari hanno un grande margine di forza offensiva in Westbrook, George ed Adams, e difensiva in Roberson e Grant. Tra gli acquisti di quest’estate c’è anche l’ala piccola Timothé Luwawu-Cabarrot, proveniente dai Sixers, Nerlens Noel, dal carattere fumantino e dal rendimento in crollo, centro che cerca un rilancio, e Abdel Nader, ottenuto dai Celtics per completare la panchina. Il draft ha poi portato tre scelte: la guardia Hamidou Diallo, l’altra guardia Devon Hall e l’ala piccola Kevin Hervey e da questi Oklahoma City spera di trovare almeno una sorpresa positiva, che ancora non è arrivata.

Tra i giocatori partiti, oltre ad Anthony e alla bandiera Nick Collison, ritiratasi, c’è Dakari Johnson, scambiato con i Magic, e Rodney Purvis, mandato ai Celtics. Nei free agent che l’anno scorso vestivano la canotta azzurra non ci sono giocatori di spicco, tra cui: Corey Brewer, PJ Dozier, Daniel Hamilton e John Huestis. Il roster della franchigia dell’Oklahoma trova tra i suoi elementi della panchina tre giocatori molto interessanti come Raymond Felton, esperto playmaker, di lusso per essere il terzo dopo Westbrook e Schroder; Alex Abrines, guardia con discrete statistiche, la riserva naturale di George, e Patrick Patterson, centro di grande forza. La guardia Terrance Ferguson e l’ala grande Kyle Singler sono gli altri giocatori sotto contratto; il tetto salariale è sceso solo in parte grazie alla cessione di Anthony. Con questi titolari e con una panchina di ottimo livello, i Thunder stanno riuscendo nel loro obiettivo, che è quello di inserirsi nella lotta per rimanere nei primi quattro posti della Western Conference, per evitare le due precoci eliminazioni al primo turno delle scorse due stagioni.

Il loro gioco è frizzante, soprattutto quando Donovan decide di schierare i suoi due migliori portatori di palla: Schroeder e Westbrook. Con entrambi in campo il gioco è più veloce data la loro rapidità, avviene un giro palla che fa quasi girare la testa agli avversari e le azioni si concludono il più delle volte: con un tiro da 3 o con un’entrata personale. Quando è presente solo uno dei due playmaker citati in precedenza si arriva spesso ad un tiro forzato dato che il giro palla non avviene in modo fluido. La difesa invece può essere considerato il loro punto di forza grazie alle capacità di George, Roberson e Grant.

Paul George e Russell Westbrook hanno trovato un feeling speciale questa stagione, dopo non aver affrontato la prima al 100%, dati dei contrasti avvenuti in passato. L’ormai veterano di Oklahoma, Russell Westbrook, ha ritrovato un compagno di squadra al suo livello in George dopo ben due anni dal saluto di KD35. Viene considerato uno dei migliori cestisti dell’NBA e della sua generazione, in grado di vincere il premio di MVP della stagione 2016-2017. Ha partecipato sei volte all’All-Star Game, risultando miglior giocatore dell’evento nel 2015 e nel 2016, anni durante la quale ha affrontato le sue migliori stagioni. Oltre al record agguantato durante la notte di lunedì detiene molti altri record, tra cui: quello del giocatore con il maggior numero di triple doppie in una regular season (42), giocatore con più triple doppie da almeno 50 punti nella storia (3) ed è inoltre anche stato l’unico giocatore ad aver mantenuto una tripla doppia di media per 2 stagioni NBA (2016-2017 e 2017-2018). Quest’anno sembra quindi ritornato ai suoi standard con una media di: 21 punti, 11 assist, 11 rimbalzi e 2 palle rubate a partita.

L’ex giocatore dei Pacers è invece arrivato a OKC il 30 giugno 2017, solo poche ore prima dell’inizio della free agency 2017, e dopo essere stato accostato a numerose squadre (tra cui Cavaliers, Celtics, Rockets e Lakers) George viene ceduto agli Oklahoma City Thunder in cambio di Victor Oladipo e Domantas Sabonis. Disputa un’ottima stagione da dietro l’arco dei 3 punti (40% di media, massimo in carriera), tanto da ottenere l’invito a partecipare alla gara del tiro dei tre punti, a cui partecipa anche come riserva del Team LeBron. Conclude la stagione con 21,9 punti, 5,7 rimbalzi e 3,3 assist a partita.

I Thunder chiudono la regular season al quarto posto dell’affollatissima Western Conference, affrontando nei Playoff gli Utah Jazz del rookie Donovan Mitchell.

La serie si rivela molto combattuta, ma sono i Jazz a prevalere in sei gare. In estate George diventa free agent. Nonostante il forte interesse dei Los Angeles Lakers, squadra della sua città d’origine e per cui aveva sempre espresso il desiderio di giocare, decide di rimanere ai Thunder, senza nemmeno incontrarsi con i rappresentanti della squadra californiana. Dato ciò, alla sua prima apparizione della stagione a Los Angeles, George è stato accolto in maniera poco calorosa. Seguentemente al rifiuto nei confronti della franchigia californiana ha firmato un contratto di quattro anni a 137 milioni di dollari. George sta disputando un’eccellente stagione, migliorando in ogni categoria e imponendosi come uno dei migliori giocatori della lega in attacco e in difesa e venendo quindi selezionato come titolare per l’All-Star Game di Charlotte. Durante l’anno ha migliorato anche il suo career-high per triple realizzate in una partita, mettendone a referto 10 contro i Miami Heat. Inoltre è 1º in NBA per palle rubate, 3º per Defensive Win Share (statistica che calcola il contributo difensivo alla vittoria di un giocatore) ed è 8º per Defensive Rating. Ricordiamo inoltre che è un giocatore estremamente versatile in grado di giocare 2-3 ruoli diversi sul parquet. Ottimo difensore, dotato di fisico slanciato, braccia lunghe e grande reattività.

Può marcare le ali più pericolose sul perimetro e fornire contemporaneamente anche grande aiuto a rimbalzo ai lunghi. Senza dimenticare ovviamente le sue capacità da 3 punti, che lasciano veramente senza fiato.

Si diceva che fosse un giocatore finito dopo il terribile infortunio rimediato con la casacca degli USA e che gli fece saltare i mondiali del 2014, quando si fratturò la tibia e il perone della gamba destra e che non sarebbe mai più riuscito a tornare quello di una volta. Ma come sempre è il campo a parlare ed oggi PG13 è al massimo del suo livello in carriera ed è anche un serio candidato per la vittoria al titolo di MVP e di miglior difensore dell’anno. Facendo capire a tutti che è tornato più forte cha mai.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here