Mercoledì a Seefeld sono incominciati i Mondiali degli sport nordici: sci di fondo, salto con gli sci e combinata nordica. L’incipit, per quello che riguarda i nostri colori, è stato davvero positivo, con la splendida medaglia d’argento di Federico Pellegrino nella sprint in skating. Dopo l’oro, ottenuto 2 anni fa in quel di Lathi, il valdostano si è dovuto piegare solo sul rettilineo finale a un irreale Johannes Høsflot Klæbo. L’evento potrebbe però rimanere nella storia, anche e soprattutto per i nervi tesi fra lo stesso Klæbo e il russo Ustiugov, che nella semifinale non hanno lesinato duri colpi sia durante la competizione che all’arrivo. In campo femminile è stata Maiken Caspersen Falla, anch’ella norvegese, ad avere la meglio sulla svedese Stina Nilsson e sulla compagna di squadra Mari Eide.

Ora i riflettori sono tutti puntati sullo skiathlon, ed oggi abbiamo la fortuna di intervistare uno dei nostri portacolori in vista della competizione odierna: Simone Daprá, pronto al suo esordio nella rassegna iridata. Il giovane azzurro, classe ’97, a gennaio nella tappa del Tour de Ski di Dobbiaco ha fatto il suo ingresso nella massima serie, la Coppa del Mondo. Il resto della stagione è stato una progressiva crescita e dimostrazione del proprio valore, a partire dai campionati italiani di categoria, due vittorie, alla rassegna iridata under23, con il 7° posto nella 30km in classico, fino alla Coppa Europa, dove è riuscito a staccare il biglietto per l’Austria, battendo a ripetizione i connazionali.

Buongiorno Simone, intanto complimenti per quanto fatto durante la stagione che le ha permesso di essere lì dove è in questo momento. Partiamo da quelle che sono le sue sensazioni ed emozioni, come sta affrontando il momento?

“Devo ammettere che non mi aspettavo neanche nel più bello dei miei sogni di poter partecipare ai Mondiali. Ho fatto bene nel recente passato e mi sono goduto questi ultimi giorni di preparazione. Le sensazioni sono buone e spero di portarle anche in gara. Sarà tutto nuovo, correrò fra due ali di folla, una situazione a cui non sono abituato, ma che non vedo l’ora di provare. Penso che la gente mi possa dare una spinta ancora maggiore.”

Ha parlato di sensazioni positive e di questa attesa del grande momento. Allora, quando e dove la vedremo all’opera?

“Sicuramente quest’oggi, ore 12.30, partirò nello skiathlon. Sono stato selezionato solo ed esclusivamente per questa gara. Chiaro, se dovesse arrivare un risultato clamoroso, probabilmente ci potrebbe essere un’altra occasione. Restiamo con i piedi per terra, valutando giorno dopo giorno i vari sviluppi interni. Se arriveranno altre occasioni di gareggiare, sarò il primo ad essere euforico”.

Tutti i giorni ha un contatto diretto con Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani, il loro inizio di Mondiale è stato davvero imperioso, con la medaglia del primo e la finale sfiorata del secondo. Ora cosa ci possiamo aspettare, fin dove si possono spingere?

“Intanto, vanno i miei più sentiti complimenti a Chicco per la medaglia. Giovedì sera in albergo c’era proprio un bel clima di festa: è stata anche quella un’emozione condivisa con tutti i miei compagni di squadra. Per quello che riguarda la loro situazione specifica non saprei dirvi, sicuramente ora si concentreranno sulla staffetta sprint, boicottando lo skiathlon. Poi non so quali altre gare affronteranno, ma la staffetta sicuramente rappresenta un altro passaggio chiave nella storia di questo Mondiale. Nella fase di preparazione, non so quali possano essere stati i loro carichi di lavoro, ma va dato atto che anche questa volta si sono presentati al top quando contava. Il raduno di una settimana, nella medesima località austriaca non può che essere un valore aggiunto”.

Il duello Klæbo-Ustiugov, sta infuocando la rassegna iridata. A tratti, tramite dichiarazioni e nervosismo in pista, pare proprio di vedere un grande guerra fra Russia e Norvegia, lo percepisce anche lei?

“Sono le due grandi potenze della disciplina e per forza di cosa se le danno di santa ragione ogni volta che possono. Nella sprint il pronostico alla fine è stato rispettato, mentre per la 15km in tecnica classica, occhio a Sundby che non lo si vede da qualche tempo e che di certo avrà preparato alla perfezione questo evento. Nella staffetta, invece, può succedere di tutto, credo sia la gara più difficile da leggere nonostante i valori messi in campo siano ben chiari. Detto questo, i pronostici ci dicono che dovrebbe essere l’ennesimo capitolo delle storie tese fra Russia e Norvegia, nella quale noi non vorremmo essere spettatori non paganti”.

Dunque, va un grande in bocca al lupo a tutti gli azzurri impegnati a Seefeld da oggi ai prossimo giorni, nella speranza ci regalino divertimento, prima che emozioni.

 

Un ringraziamento speciale a Simone Daprà.

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Intervista di Francesco Zambianchi

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