L’Europa League, tanto boicottata dalle squadre italiane (sperando che quest’anno le cose possano cambiare) e ritenuto impegno troppo dispendioso, è invece una vera e propria risorsa per molti direttori sportivi europei, i quali spesso e volentieri vi vanno a pescare giovani talenti in rampa di lancio. Una coppa in cui negli ultimi anni abbiamo ammirato le prodezze dei vari Milinkovic-Savic e Leon Bailey (entrambi con la maglia del Genk prima, con Lazio e Leverkusen poi), di Florian Thauvin al Velodrome di Marsiglia, senza dimenticare quel Kasper Dolberg dell’Ajax che a 19 anni alla prima esperienza in Europa mise a segno 6 reti.
In questa edizione, invece, la scena se la stanno prendendo i due giovani attaccanti dell’Eintracht Francoforte: stiamo parlando di Luka Jović e Sebastien Haller.

I tedeschi si stanno rivelando davvero una piacevole sorpresa: dopo la buona stagione dello scorso anno sotto la guida di Kovac, che si è conclusa con la vittoria della Coppa di Germania (il pass valido per l’Europa League), gli uomini del nuovo allenatore Hütter sono sesti in Bundesliga a -4 dalla zona Champions, con il terzo miglior attacco (alle spalle di Borussia e Bayern). E in Europa League le cose vanno ancora meglio: 18 punti su 18 nella fase ai gironi, (a Roma sponda Lazio ne sanno qualcosa), eliminato lo Shakhtar Donetsk ai sedicesimi, e migliore attacco del torneo con 23 reti realizzate. Una squadra molto giovane, che diverte e si diverte, disposta con un 3-4-1-2, di natura e per idea votato all’attacco, ma al tempo stesso molto equilibrato, con un Rebić sempre più maturo in versione trequartista e l’esperienza di Hasebe in mezzo al campo.

Se però l’Eintracht si trova in questa situazione gran parte del merito è proprio dei suoi due giovanissimi bomber. Luka Jović è forse l’uomo del momento: il serbo classe 1997, cresciuto nella Stella Rossa, e transitato anche da Lisbona (con la maglia del Benfica), si sta affermando sempre di più ad altissimi livelli, risultando spesso decisivo per le sorti della sua squadra. In campionato ha realizzato ben 15 gol e fornito 5 assist vincenti. In Europa League sono invece 6 i gol in 8 presenze ed il totale stagionale finora ammonta a 23 reti. Niente male se si considera che siamo ancora a febbraio, che lo scorso anno si era fermato a 9 gol totali in stagione, e che stiamo parlando di un ragazzo di 22 anni (da compiere, a dicembre). Jović è un centravanti a cui piace muoversi molto, alle volte anche parecchio lontano dall’area di rigore, per dialogare con i compagni, per cercare il tiro da fuori, essendo dotato di un sinistro davvero preciso e potente. Però segna come un attaccante d’area di rigore ed i 5 gol contro il Fortuna Düsseldorf lo stanno lì a dimostrare: una mezza rovesciata, un colpo di testa e una girata da grande attaccante all’interno dell’area, mentre gli altri due gol sono arrivati con due bei tiri da fuori. L’inter ci ha messo gli occhi addosso, e anche il Barcellona sta pensando a Luka come erede di Luis Suarez. E il paragone forse non è cosi azzardato: mancano tante partite e soprattuto parecchi gol a Jović, ma si può notare guardando giocare il serbo, come lui e il pistolero uruguaiano siano molto simili nelle movenze, nella potenza del tiro e dello scatto, e anche sul piano tecnico. Per ora è solo un accostamento, aspettando che il giovane centravanti confermi quanto di buono fatto in questa stagione (non ancora conclusa) magari in un qualche squadra più blasonata.

Il compagno di reparto del numero 8 dell’Eintracht è un francese, classe 1994, di nome Sebastien Haller. Cresciuto nell’Auxerre, è maturato moltissimo nella sua esperienza all’Utrecht (45 gol in 90 presenze in Eredivisie), per arrivare a Francoforte nella stagione 2017-2018, nella quale ha messo a segno in totale 13 gol in 36 presenze. Come per il suo collega serbo, nella stagione in corso le cose sono migliorate: i gol di Haller sono già 16 in 30 presenze, 11 in campionato e sono saliti a 5 in Europa League dopo la decisiva doppietta di giovedì scorso allo Shakhtar. Il francese è un centravanti diverso da Jović, più fisico e più presente in area di rigore come punto di riferimento, ma non per questo meno dotato tecnicamente, come si può capire dai gol di pregevole fattura realizzati contro gli ucraini, oltre che dal numero degli assist forniti dal centravanti francese, che in ben 8 occasioni ha messo i propri compagni davanti alla porta. Sognando Ibra, (la sua esultanza è la stessa) intanto Seb si sta ritagliando sempre più visibilità, tant’è che la nazionale francese non è più soltanto un’utopia. La Lazio si era interessata al centravanti per portarlo in Italia quando militava ancora in Olanda ma poi non se ne fece più nulla.

Una fortuna per l’Eintracht, che ha così potuto schierare una coppia d’attacco davvero completa, affiatata e di grandissima prospettiva e soprattutto capace di segnare finora ben 38 gol. Giovani, bravi, affamati e ora pronti per l’Inter, nuova italiana lungo la loro strada europea: i ragazzi di Spalletti sono avvertiti.

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