1 Marzo 2012: ”è morto Lucio”; in giro per Bologna non serve nemmeno specificare il cognome, perché Lucio, lì, può essere solo uno: Dalla.
Se l’Italia perse uno dei più geniali musicisti degli ultimi 50 anni, per i suoi concittadini se ne andò un amico, uno zio, qualcuno che trovavi nelle osterie e che viveva Piazza Grande con la stessa naturalezza e genuinità con cui ne cantava.
La fortuna però, quando se ne va un grandissimo, è che l’eredità è tale da far sì che la mancanza sia mitigata dalla riscoperta di tale grandezza.
Oggi, a 7 anni dalla sua morte, vogliamo ricordarlo tramite lo sport; una passione che non ha mai nascosto e che anzi ha sempre messo in parallelo con la sua musica; regalandoci non solo alcune delle più belle canzoni sul tema di sempre, ma vere e proprie pietre miliari del cantautorato italiano. 

Partiamo, come doveroso, dal Bologna. Se Fabrizio De Andrè affermò di non aver mai scritto del Genoa perché “scriverei una canzone d’amore, ma ne sono troppo coinvolto”, Lucio è cofirmatario dell’inno ufficiale,”le tue ali Bologna”, della squadra felsinea assieme ad altri tre grandi musicisti della Dotta: Gianni Morandi, Andrea Mingardi e Luca Carboni.

Le mie ali Bologna
Sto correndo con te
1 fisso nel mio cuor

Tale canzone, pubblicata nel 1988, venne subito adottata dalla squadra fino alla fine degli anni 90, per poi venire reintrodotta nel 2012, all`indomani proprio della sua morte. Questo non è comunque l’unico tributo riservatogli dai rossoblu: ancora oggi il suo abbonamento al Dall’Ara viene simbolicamente rinnovato e, dal 2016, quello che era il suo posto abituale è diventato ufficialmente il posto di Lucio, reso riconoscibile da una poltroncina dedicata raffigurante, sullo schienale, la sagoma del musicista intento a suonare il sax ed il suo nome.

Inoltre, se sei un tifoso di una squadra che vive un momento di appannamento rispetto al suo grande passato e nel 1997 ti ritrovi in rosa quello che in molti considerano il miglior calciatore italiano di sempre, non puoi esimerti dal dedicare un tributo ad esso: nacque così Baggio…Baggio, canzone dedicata al Divin Codino pubblicata nel 2001 all’interno dell’album Luna Mentana.

“Sei mai stato il piede del calciatore
che sta per battere un rigore
E il mignolo destro di quel portiere che è lì
È lì per parare

Rimanendo in ambito calcistico, un’altra squadra per cui confessò di avere un debole fu il Milan degli anni ’60 che vinse per due volte la Coppa dei Campioni. Di tale legame rimane traccia nel testo di Milano:

Milan Benfica, Milano, che fatica”

Dal prato verde al parquet; come allo stadio, anche alle partite della sua Virtus Bologna, sempre munito di abbonamento, era una presenza più che consueta (spesso in compagnia del suo manager Tobia Righi, tifosissimo dei rivali dell’Olimpia Milano). Della sua passione per il basket amava scherzare soprattutto in relazione alla sua stazza non proprio imponente, si definiva infatti: “un grande playmaker. Forse il più grande, da tre non sbaglio un tiro, mi ha fregato l’altezza”

Infine, non si può non citare la sua passione, da buon emiliano, per i motori (tematica centrale nell’album del ’76 Automobili) ed in particolare il fascino che i grandi eroi della formula 1 esercitavano su di lui.

Contenuto nel sopraccitato Automobili, Nuvolari è senza dubbio uno dei pezzi a tema sportivo più famosi ed intensi di sempre: una poesia su un uomo venuto da un paesino del mantovano basso di statura, con cinquanta chili d’ossa e un talismano nelle mani per superare i limiti umani imposti dall’automobilismo di inizio secolo. Un racconto sulla leggenda di Tazio, sul suo coraggio e sul suo modo di correre sfrontato ed appassionante.

Nuvolari ha la bocca sempre chiusa
Di morire non gli importa niente
Corre se piove corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette”

Ma quando a pochi chilometri dalla sua città, il 1 maggio 1994, al tamburello di Imola si spense una delle più luminose stelle del firmamento motoristico di sempre, Ayrton Senna, la sensibilità di Lucio trovò sfogo in un’altra perla di livello assoluto sul tema. La splendida Ayrton, pubblicata nel 1996 come tributo al mito di milioni di appassionati di formula 1, andatosene troppo pesto.

“Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
e corro veloce per la mia strada”

Ricordare una persona come Lucio Dalla è al contempo un piacere, vista la qualità e la grandezza di ciò che ci ha lasciato, e qualcosa reso complicato dalla paura di aver detto sempre troppo poco rispetto ad un artista così grande.
L’unica cosa che certamente è appropriata è salutarlo, dicendogli semplicemente “grazie di tutto Lucio, artista geniale e sportivo vero, ci manchi.”

“e ho capito che era tutto finto
ho capito che un vincitore vale quanto un vinto”

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