È il 30 agosto del 2016 quando il Barcellona acquista dal Valencia per 30 milioni di euro un giovane attaccante di 23 anni, Francisco Alcácer García, meglio conosciuto come Paco Alcácer. La società blaugrana punta molto sul centravanti, nato e cresciuto calcisticamente nella comunità valenciana, per regalare a Luis Enrique quella che (nelle intenzioni) doveva essere una valida alternativa al pistolero Luis Suárez. Già, doveva essere, perché dopo la stagione precedente con il Valencia, chiusa con 15 gol all’attivo, che ha spinto il Barcellona all’investimento, lo spagnolo fatica non poco a ritagliarsi spazio: 8 gol in 27 presenze nel primo anno; 7 invece le reti, in 23 apparizioni nella stagione successiva. Numeri non proprio esaltanti, minutaggio esiguo (parte spesso e volentieri in panchina), e per Paco forse è ora di cambiare aria.

La chiamata del Dortmund: Paco torna alla ribalta

Le pretendenti per l’attaccante non mancano: in Italia si fanno sotto con alcuni sondaggi Inter e Napoli, ma alla fine a spuntarla è il Borussia Dortmund del neo allenatore Lucien Favre, pagando 2 milioni di euro al Barça per il prestito oneroso, con diritto di riscatto fissato a 23 milioni di euro.

Squadra giovane, ambiziosa, e che, come Alcàcer, ha un obiettivo, ovvero ripartire dopo una serie di stagioni piuttosto anonime, cercando di contendere il trono di Germania al Bayern e di confermarsi a buoni livelli in Europa. L’esordio arriva il 14 settembre contro l’Eintracht e a Paco, subentrato a Philipp, bastano soltanto 20 minuti per realizzare la sua prima rete sotto il muro giallonero. Un inizio davvero niente male.

Una cosa in comune però con l’esperienza di Barcellona rimane: Paco anche a Dortmund non è il centravanti titolare, Favre gli preferisce Philipp prima e poi Mario Götze, nel tridente tutto qualità e fantasia con Marco Reus e il sorprendente millenial, Jadon Sancho. Tuttavia questa volta, il ruolo di dodicesimo uomo non sembra pesargli, anzi lo esalta: Alcácer dalla panchina spesso e volentieri è decisivo, facendo la differenza quasi in tutte le circostanze in cui agisce da subentrante. A Leverkusen entra al 63′ sul risultato di 2-0 per le aspirine; Larsen e Reus pareggiano i conti, ma la vittoria la suggella proprio lui segnando due gol (85′ e 94′). Il 6 ottobre contro l’Augsburg dopo esser entrato in campo al 60′, sigla la sua prima tripletta in Bundesliga, in poco più di mezz’ora. Sono 6 gol nelle prime tre presenze con il Borussia in campionato, eguagliato il record di Gert Dörfel del 1963.

Decisivo anche nel Klassiker contro il Bayern, dove mette la sua firma nel match in meno di un quarto d’ora, segnando (da subentrato, neanche a dirlo) il gol del definitivo 3-2.

Segna sempre Alcácer

I numeri del centravanti valenciano sono davvero incredibili: in 18 presenze in campionato (7 volte partito da titolare, mentre nelle altre 11 occasioni entrato dalla panchina) ha segnato la bellezza di 12 gol. Il rapporto gol-minuti giocati dice che Paco segna una rete ogni 63 minuti! A dir poco impressionante, se si pensa poi che di questi 12 gol, ben 9 li ha realizzati da subentrato, eguagliando un altro record in Bundesliga.

Sarà il modo di proporre calcio del Dortmund targato Favre, che ben si combina con le qualità di Alcácer, centravanti di movimento, veloce e tecnico, e con un gran fiuto del gol, oppure sarà la sua voglia di riscatto, o ancora la fiducia che gli ha dato e gli sta dando tutto l’ambiente Borussia, sta di fatto che il giocatore che avevamo visto con la maglia del Valencia sembra essere tornato ai suoi livelli, se non addirittura migliorato. E a proposito di fiducia, il direttore sportivo dei gialloneri, Michael Zorc, ha deciso di anticipare il pagamento del riscatto già a novembre, senza esitare ed aspettare un momento in più, esprimendosi così a proposito dell’attaccante: “Paco è un grande realizzatore e ha grandi qualità tecniche. Ci aspettiamo molto da lui nei prossimi anni”Le premesse ci sono tutte, ora sta a Paco non disattendere le aspettative.

Che sia titolare o in panchina poco cambia, la certezza è comunque in qualche modo alla prima occasione lo spagnolo la butterà dentro.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here