Match da record quello andato in scena poche ore fa alla State Farm Arena di Atlanta: i padroni di casa degli Hawks (21-42) affrontavano i Chicago Bulls (18-45), in un incontro poco significativo in termini di classifica della Eastern Conference, che vede le due franchigie notevolmente staccate dall’ottava e ultima posizione valevole per l’accesso ai play-off.
Come talvolta accade quando si scende in campo con la mente sgombra da pressioni, ne è venuto fuori uno spettacolo piuttosto godibile: dopo un’autentica maratona – conclusa solo al quarto overtime – a spuntarla sono stati i Bulls di Zach LaVine (47 punti per lui) con il punteggio di 168-161.

Va sottolineato come il più che interessante rookie di Atlanta, Trae Young, le abbia provate tutte per volgere a proprio favore le sorti dell’incontro: fresco rookie del mese di febbraio – quando ha viaggiato a una media di 23.3 punti, 9.3 assist e 4.3 rimbalzi a partita – per la Eastern Conference, ha ritoccato il proprio career high con 49 punti (il precedente era 36, toccato consecutivamente nelle ultime due uscite) e aggiunto ben 16 assist.
E avrebbe anche trovato il possibile game-winner, la tripla del 124-121 con soli 2.2 secondi sul cronometro a fine del quarto periodo. Dall’altra parte, però, l’ingenuo fallo di Dedmon ha mandato Otto Porter Jr. in lunetta per tre tentativi: overtime.
Qui è proseguita la sfida a distanza con LaVine: ancora Young ha trovato il layup del 145-145 per portare la gara al secondo overtime, fino al quarto dove i Bulls – spinti dal finlandese Markkanen – hanno preso definitivamente il largo per il 168-161 finale.

I 329 punti totali fanno di questa partita l’incontro con il punteggio più alto del nuovo millennio, play-off o regular season non fa differenza, e il quarto all-time nella storia NBA.
Resta lontano il record assoluto: il 13 dicembre del 1983 i Detroit Pistons sconfissero i Denver Nuggets per 186-184, con ben 4 giocatori sopra quota 40 punti e 142 conclusioni dal campo!

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