Divisa bianca con righe sbiadite, pantaloncini a vita alta, anzi molto alta, fango e portici. La storia del Petrarca Rugby nasce così, nel secondo dopo guerra, tra le macerie patavine e l’Antonianum a fare da anfiteatro ai gladiatori della palla ovale. Siamo nel 1947, Fausto Coppi vinceva il Giro del Veneto con otto minuti di vantaggio su Fiorenzo Magni e il Calcio Padova concludeva al secondo posto il campionato di Serie B.

Luppi, Avossa, Frigo, Busato, Maini, Somma, Varotto, Picotti, Cosi, Laberio, Munaron, Sbordoni, Gagliardo, Romagnoni e Santini. Sono questi i nomi dei giocatori che, per la prima volta, il 5 dicembre 1947, appaiono su Il Gazzettino affianco al nome Petrarca per una semplice amichevole con il Treviso. Ma il giorno che segnò l’inizio della storia epica della squadra di Padova fu il 23 novembre, per l’esordio nel campionato di Serie B contro il Laur (squadra polesana) fuori casa: 17 a 0 grazie ai piazzati e ad un drop di Frigo. Qualche giorno dopo, un secco 8 a 0 al Modena segnò il primo successo al Tre Pini, un’icona per la storia della città di Antenore.

L’esordio ad alto livello del Petrarca sembrò stupefacente e anzi fu una vera sorpresa per tutti (pochi) gli appassionati:

Petrarca – Laur 15-0

Petrarca – Bologna 6-3

Petrarca – Bologna 15-0

Petrarca – Trieste 15-6

Petrarca – Brescia 3-0

Brescia – Petrarca 0-0

Torino – Petrarca 6-14

Un “filotto” di risultati fenomenali, senza sconfitte e con un solo pareggio in trasferta a Brescia significarono SERIE A! Un’annata speciale per la città del Prato della Valle, oltre alla promozione in A del Petrarca, anche il Calcio Padova venne promosso grazie al 3-1 rifilato ai rivali del Verona allo Stadio Appiani. L’esordio nella massima serie,tuttavia, riportò il Petrarca sulla terra e fu un’annata molto complicata, iniziata malissimo con la sconfitta per 9 a 3 ai danni del Rovigo, la squadra che divenne la cryptonite dei padovani e che ad oggi resta la più grande rivalità nel panorama rugbistico italiano. I giornali parlarono di una sfida non equilibrata “tra giovani pieni di buona volontà e una squadra con anni di esperienza” ed in effetti avevano ragione, difatti di veri talenti a disposizione dell’allenatore Francesco Valvassori erano pochi: Luise, Nicolao e Geremia.

Nonostante le due vittorie con Milano e Napoli, il Petrarca stentò ad entrare nel ritmo delle big e perse nettamente contro Parma, Bologna, Amatori, Roma e di nuovo Rovigo. Il campionato 1948/1949 si concluse con la vittoria del Rugby Roma, davanti al Rovigo e al Parma, con una salvezza sudatissima per il Petrarca, graziata dallo Snus Napoli che fece peggio e retrocesse con soli 5 punti all’attivo. La stagione seguente cominciò con la stessa squadra e lo stesso allenatore. Le prerogative non lasciavano ben sperare i tifosi patavini, tuttavia, dopo un inizio altalenante trovò una serie di vittorie che la tolsero subito dalla zona retrocessione e che fecero chiudere il Petrarca al quinto posto in classifica nel campionato 1949/1950 (vinto dal Parma).

Il 5 febbraio 1951 fu un’altra data storica per i giocatori del Tre Pini perché per la prima volta scesero in campo con la mitica maglia nera, colore diventato il simbolo del Petrarca Rugby. La nuova divisa portò bene e i “tutti neri” vinsero per 6 a 3 contro Roma. La stagione nel complesso fu molto simile a quella precedente e si concluse con un settimo posto per i ragazzi capitanati da Bonaiti e la vittoria del Rovigo. Il campionato 1952/1953 fu il più complesso degli anni Cinquanta, a causa delle assenze dei rodatissimi Brusin, Scattolin e Geremia, partiti per la leva militare e rimpiazzati da giocatori non all’altezza, eccezion fatta per Dagnini, mediano di mischia della nazionale.

L’ennesima data fondamentale per la storia del Petrarca fu il 21 dicembre 1952, quando iniziò a tutti gli effetti la rivalità con Rovigo, un odio diventato leggenda. Cinque espulsi, mete annullate e i rodigini che annunciarono il ritiro della squadra. La partita finì 3 a 8 per il Petrarca, ma da quel giorno il derby non fu più lo stesso.

Dal 1952 al 1968 il Petrarca continuò a non sfondare. Tanti piazzamenti a metà classifica, un terzo posto nel 1955 grazie ai rinforzi di Comin, campionati chiusi con un voto sufficiente. Ma Padova aspettava i tutti neri. Tra la nuova promozione in Serie A del Padova di Nereo Rocco e Gianni Gross che dava speranze olimpiche nei 100 rana, il cuore era tutto verso il Petrarca. Perché chi ha vissuto a Padova in quegli anni e ha potuto assistere agli albori del Petrarca Rugby ha sempre raccontato di una squadra diversa dalle altre, di un movimento nato con ambizioni importanti che con molta pazienza sarebbero diventate realtà.

Perché il Petrarca Rugby non è una semplice squadra, è una cultura che dal 1947 si tramanda nella città del Santo e che ha segnato la storia dello sport italiano.

La settimana prossima parleremo del boom dei tutti neri dal 1969 al 1980

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