Il clima decisamente mite delle ultime settimane non ha fatto altro che velocizzare l’arrivo della primavera, che nel ciclismo vuole dire, sassi, muri e il volto più crudo della fatica. Prima del vero inizio della bella stagione, però, c’è ancora il bianco al centro della scena. Il passaggio dai grandi campioni del Circo Bianco al palcoscenico perfetto delle tipiche strade sterrate delle colline attorno a Siena sa tanto di cambio di testimone. I primi lasceranno la scena nei prossimi week-end, mentre i secondi sono in rampa di lancio per la grande primavera, uno dei momenti più entusiasmanti della stagione che racchiude tutti le grandi classiche di un giorno, per uno spettacolo assicurato.

In un bianco che questa volta è lucente, ed entro certi limiti amico, la Francia ha conquistato per la prima volta Piazza del Campo a Siena. Lo ha fatto grazie al solito Julien Alaphilippe, sempre più protagonista del ciclismo mondiale e grande scalatore di classifiche nella storia di questo sport. Nella terra dei grandi vini, gli ingredienti per chiudere il banchetto alla perfezione sono stati davvero pregiati per i tempi che corrono. Classe cristallina, capacità di guida favolose e quel pizzico di malizia, disegnano, solo in parte, le grandi qualità del talento transalpino. Sì, perché poi ci sono le gambe, che in questo sport tendono a fare la differenza, bravo lui a seguire Jakob Fuglsang nel momento più caldo, bravo a tenere sull’ultimo strappo, immenso nel rilanciare a 300m dall’arrivo come solo i grandi finisseur sanno fare.

Le mitiche strade toscane sono sempre state palcoscenico di grandi attacchi da lontano, uno spettacolo per gli occhi non solo per i bellissimi panorami, baciati, nell’occasione anche da un caldo sole. Quest’anno ci aveva provato anche Diego Rosa, un grande combattente nella corazzata Sky che torna a dare un segnale di vita dopo una stagione difficile. Tutto solo, però, non ha potuto nulla nei confronti di un gruppo per certi versi scatenato e per altri tanto attendista. Così, quando la corsa è esplosa, grazie all’attacco di Fuglsang, l’attesa era tanta, e forse solo a tratti è stata ricompensata. Onore al coraggio del danese che ha deciso di fare la differenza nel tratto a lui più congeniale: la salita, senza però riuscire a staccare l’avversario più pericoloso, il grillo della bici.

La storia di sabato, racconta poi dell’ennesimo grande segnale da parte di Wout Van Aert, il belga venuto direttamente dal ciclocross, per lunghi tratti nel suo terreno naturale. Speciale e ammirevole la sua tenacia nel perseguire il risultato, allontanatosi solo nell’ultima rampa d’ingresso al centro storico di Siena. Il futuro nelle grandi classiche di un giorno è tutto suo, a 24 anni pochi corridori possono permettersi un palmares come il suo e per di più conquistato solo in una stagione.

Per i tanti delusi, forse un po’ troppo attendisti, dovranno attendere qualche settimana e la prima monumento della stagione sarà servita. Dopo la parentesi Tirreno-Adriatico sarà la volta della Milano-San Remo, dove tutto può succedere, il recente passato lo urla a gran voce.

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