Quante possibilità c’erano che i due giocatori più forti nella storia del calcio africano nascessero – a distanza di tre anni – l’uno il giorno dopo dell’altro?
Probabilmente, anche il migliore degli statisti a tale domanda risponderebbe con un “incolcolabile”. Eppure, è successo.

Didier Drogba nasce in Costa D’Avorio ad Abidjan l’11 marzo del 1978, mentre Samuel Eto’o – come detto, a distanza di tre anni – un giorno prima, il 10 marzo del 1981 a Nkon, in Camerun e i due, ieri e l’altro ieri, hanno compiuto rispettivamente 38 e 41 anni.

Una coincidenza che per i loro popoli, e per l’Africa in generale – almeno da un punto di vista sportivo – rappresenta molto di più che una semplice curiosità. Si tratta infatti, di due personaggi che in qualche modo hanno saputo portare in alto il nome della terra da cui provengono e dove, normalmente, sono ben lontani i riflettori del mondo intero.

Infatti, oltre ai risultati e alle vittorie conquistate sul campo, sia a livello individuale sia con le loro rispettive nazionali, Droga ed Eto’o si sono spesi e si spendono parecchio per l’Africa anche da un punto di vista sociale: entrambi, nel corso delle loro lunghe carriere, nonostante la lontananza e le “vite da privilegiati” che hanno avuto il talento e la fortuna di condurre, non hanno mai dimenticato le loro origini, cercando sempre ed in ogni modo di “eportare” il continente nero nel mondo intero. Celebri le campagne pubblicitarie realizzate da Eto’o – ai tempi del suo periodo di militanza nel Barcellona e nell’Inter – a favore dello sviluppo del calcio in Camerun e non solo; dal canto suo, Drogba non è mai stato da meno: dopo essere riuscito a portare la nazionale ivoriana al Mondiale del 2006 (il primo in assoluto nella storia della nazionale verdearancio) ha fondato a sue spese la Didier Drogba Foundation”, un’associazione che permise la costruzione di ospedali e scuole in Costa d’Avorio (ne avevamo parlato anche in questo approfondimento a lui dedicato qualche mese fa). Iniziative benefiche, filantrope, sociali e non solo, per due leggende che hanno dimostrato di essere campioni veri anche fuori dal campo.

Proprio nel terreno di gioco, i regali più grandi li hanno fatti a noi amanti del calcio con le loro gesta e i loro – tanti – gol. Parliamo di due attaccanti che insieme hanno siglato la bellezza di 797 gol (rispettivamente, 372 Drogba e 425 Eto’o, che ancora può aggiornare il suo score) e che nelle loro carriere hanno vinto di tutto.

Da sempre, com’è scontato che sia, ci si è sempre chiesti chi fosse più forte.

Una domanda a cui ancora oggi è difficile rispondere: Eto’o ha vinto di più, portandosi a casa ben tre Champions (con due triplete consecutivi, unico nella storia a riuscirci) e diversi titoli nazionali fra Spagna, Italia ed Inghilterra; come nell’impegno sociale, anche in questo caso, non è stato da meno Drogba, capace di portare il suo Chelsea alla vittoria di quella che finora è stata l’unica Champions conquistata dai londinesi e di affermarsi per quasi un decennio come uno degli attaccanti più forti in Europa. Il camerunense è riuscito anche a vincere ben due Coppe d’Africa con la sua nazionale, un trofeo che è invece mancato all’ex centravanti dei blues, riuscito però – come detto – nell’“impresa” di portare i suoi a disputare ben tre mondiali.

Se dovessimo paragonarli su un piano tecnico, invece, Eto’o era sicuramente più duttile e disponibile al sacrificio (Inter del triplete docet) e più completo come caratteristiche, ma Drogba, pur avendo giocato quasi sempre “solo” come centravanti, era più implacabile sotto porta e sopratutto, nei momenti decisivi. Sue le firme in tutti i successi del Chelsea in quegl’anni, con Eto’o che nonostante abbia vinto tanto e sempre da protagonista, ha giocato in squadre “più forti”.

In ogni caso, mettendo da parte gli inutili paragoni, quando serviva entrambi ci sono sempre stati: per i club in cui hanno militato, per le loro nazioni e soprattutto, per la loro patria. Due uomini fenomenali, prima che due grandi attaccanti, leader riconosciuti in campo e non solo. Re Leoni invecchiati, ma che verranno per sempre ricordati fra gli sportivi più influenti della storia.

Non resta che augurargli il meglio per il proseguio delle loro vite, auspicando per la stessa Africa di poter riavere ben presto, due natali così “felici” in così poco tempo.

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Fondatore e Direttore reponsabile della testata. Nella vita quotidiana uno studente 24enne di Giurisprudenza, nato e cresciuto a Catania. Oltre all’attività con Journalism Zoom, lavora come articolista ed inviato per la testata giornalistica registrata Catania Channel, che segue le vicende sportive e non solo dell’omonima squadra di calcio. Collabora inoltre in qualità di redattore con Calciomercato.com e saltuariamente, come web content, con vari blog sportivi. Ha partecipato al Corso di Alta Formazione Calcistica in Giornalismo e Uffici Stampa della scuola Élite Football Center a Milano. Ideatore e gestore della rubrica “Born Striker”, normalmente si occupa di approfondimenti su Calcio e Basket.

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