L’ultimo appuntamento della stagione per il grande biathlon era munito, alla partenza, di attenzioni importanti. Fra le premesse quella per la lotta alla classifica generale femminile era quella che più di tutti sulle spine. C’erano le nostre due campionesse, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, con un margine rassicurante sulla concorrenza che segna il nome di Marte Olsbu Roiseland, in primis, Anastasia Kuzmina poi. Così, la tavola per un grande duello era apparecchiata: Oslo-Holmenkollen la location perfetta. Lì dove una serie infinita di battaglie all’ultimo sangue si sono combattute e in tutte le discipline nordiche, voleva mettere il suo nome anche in questa risoluzione di conti, ma purtroppo così sarà solo in parte.

Il biathlon, però, quando ci si mette non lascia spazio a favole. Il biathlon è uno sport crudo, che quando vuole farti male lo fa senza esclusione di colpi. Il vento, la giornata storta sugli sci, un qualsiasi particolare al poligono o motivazioni un minimo al di sotto del solito e finisci lontano, forse anche dimenticato. Spesso, poi, quando a fare la differenza è un’inerzia, anche i nervi fanno la loro parte. Proprio quelli che hanno ceduto a Lisa Vittozzi nel giorno più importante, dove si decideva tutto. 5 errori che prima la cacciano fuori dall’inseguimento, poiché 68esima al traguardo, e di conseguenza da qualsiasi possibile lotta. Si poteva vedere la corsa Vittozzi-Wierer, il Coppi-Bartali del biathlon, o forse in maniera molto più semplice l’ennesima vittoria in senso assoluto dello sport italiano. Poco male, dunque, se non è arrivato il tanto agognato duello all’ultimo colpo fra le nostre due. Dorothea Wierer, dal canto suo, si è difesa, finendo 11esima. Domani avrà il match-point sul suo servizio: l’inseguimento.

In una strana successione di emozioni, questa volta è stato Lukas Hofer a portare nuove gioie alla spedizione azzurra in terra Norge. Ennesima giornata da leoni, nebbia bassa e ancora il tricolore a cantare, il secondo posto del nativo di Brunico segna la ventesima tappa consecutiva a podio per l’Italia: due stagioni. Una gara gestita in modo perfetto al poligono, capendo che non era la giornata sugli sci: simbolo di maturità, che ormai è conclamata. Per lui è il 7° podio individuale in carriera, il quinto nella storia del biathlon maschile italiano. Nella giornata in cui si ricorderà, il record di vittorie di Jhoannes Boe in una singola stagione, anche il vincitore di domenica non ha tradito le attese, 13° dopo una settimana definita dal diretto protagonista “emozionante”.

Spazio ora ad inseguimenti e mass, per il gran finale che anche questa volta trova casa nelle parole trionfo azzurro.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here