Mentre in questi giorni le attenzioni degli appassionati di calcio sono rivolte, più che legittimamente, alle partite delle Nazionali, la sosta che ha spezzato il campionato di Serie A ci offre la possibilità di fare qualche riflessione più a freddo in merito a quanto abbiamo visto in queste prime 28 giornate. Se la vittoria dello Scudetto sembra ormai solo una formalità per la Juve, d’altro canto le battaglie per le zone Europa e per la salvezza sono agguerrite e difficili da pronosticare. Vediamo più nel dettaglio, procedendo dalle zone alte della classifica verso quelle basse, con quali volti si ripresenterà la Serie A al fischio d’inizio di Chievo-Cagliari, anticipo di venerdì 29 marzo che darà il via al rush finale delle ultime 11 giornate da disputare.

La “lotta” scudetto

Se parliamo della corsa al titolo finale, è inevitabile mettere le virgolette al vocabolo lotta: la Juventus campione d’Italia da 7 anni consecutivi, ha già ipotecato anche l’ottavo Scudetto di fila e in virtù dei 15 punti di distacco sulla seconda potrà permettersi di gestire il vantaggio in ottica di quello che è il grande obiettivo dei bianconeri, la Champions League. Per comprendere come la vittoria del campionato sia affare di pertinenza esclusivamente zebrata, basti pensare che la prima sconfitta della Juve in campionato è arrivata proprio la scorsa settimana a Marassi contro il Genoa. Oltre a quella, un impressionante ruolino di marcia di 24 vittorie e 3 pareggi ha portato gli uomini di Allegri ad essere i rivali di se stessi: solo un suicidio sportivo potrebbe aprire le porte del successo al Napoli. I partenopei, nonostante il notevole gap dai rivali di sempre, hanno disputato un campionato tutto sommato positivo sebbene le sole 3 vittorie nelle ultime 8 partite abbiano evidenziato qualche limite della squadra di Ancelotti. Il posto in Champions invece, sembra assicurato, e le preoccupazioni di perdere il secondo posto a beneficio di una delle due milanesi, almeno per adesso, sono state messe a tacere. Per il Napoli può comunque essere determinante il quarto di finale di Europa League contro l’Arsenal.

La corsa verso le stelle

Dopo il derby della Madonnina, così recita la classifica: terza l’Inter a quota 53, quarto il Milan a 51, quinta la Roma a 47, sesta la Lazio a 45 ma con una partita contro l’Udinese da recuperare (e i favori del pronostico sono tutti a favore degli aquilotti). A dir la verità, potrebbe arrivare qualche sorpresa clamorosa dalle zone immediatamente retrostanti della classifica, ma per convenzione includiamo nella lotta per un posto in Champions solo le 4 squadre citate raccolte in 6 punti (4 qualora, a distacchi invariati, i biancocelesti dovessero battere i friulani nel match mancante). Dopo la vittoria nella stracittadina, l’Inter sembra la compagine più certa del posto nell’Europa dei grandi, e il graduale rientro in gruppo di Icardi potrebbe essere un’arma in più per i nerazzurri, a patto che ritrovi la coesione con lo spogliatoio. Per il Milan è arrivata la prima sconfitta dopo un lungo filotto di 9 risultati utili consecutivi, ma il flop della Roma contro la Spal ha lasciato gli animi relativamente tranquilli in casa rossonera. Resta da vedere se la banda di Gattuso riuscirà a tornare sugli alti livelli espressi fino a qualche settimana fa o se le difficoltà delle ultime tre uscite contro Sassuolo, Chievo e appunto Inter saranno amplificate dalla sconfitta contro i cugini. La Roma di Ranieri è psicologicamente provata da un ambiente esigente e i giocatori non stanno mettendo in campo le loro migliori qualità: sarà compito di sir Claudio indirizzare i suoi giocatori sulla retta via per ottenere un posto in Champions. Ma attenzione a una Lazio in crescendo, che vincendo contro l’Udinese scavalcherebbe i rivali battuti recentemente nel derby e si attribuirebbe il ruolo di principale inseguitrice del quarto posto, con l’occasione di raccogliere punti preziosi nello scontro diretto imminente contro l’Inter.

All’assalto della “piccola” Europa

Due delle quattro squadre citate sopra saranno inevitabilmente escluse dalla top 4 e se da un lato sono le meno favorite per la Champions, è altrettanto vero che sono le più accreditate per i due posti in Europa League. Nella lotta per entrare nell’Europa dei “piccoli”, però, sono coinvolte anche l’Atalanta (45 punti), il Torino (44) e la Sampdoria (42). Gli uomini di Gasperini, trainati da un travolgente Zapata, giocano un grande calcio e sembrano essersi scrollati di dosso l’etichetta di semplice outsider, trovandosi per il terzo anno consecutivo a soggiornare ai piani alti della classifica. Il Toro, pur reduce da una bruciante e inaspettata sconfitta casalinga contro il Bologna, ha ancora velleità di qualificazione nell’ex Coppa Uefa, e punterà sulla sua solidità difensiva per inseguire il sogno Europa vissuto qualche anno fa. La Samp, invece, farà affidamento sul suo capitano, lo straordinario Quagliarella che a 36 anni si trova in vetta alla classifica marcatori con 21 reti. Ma la lotta per l’Europa League non si limiterà a quinto e sesto posto: se la vincitrice di Coppa Italia dovesse essere una squadra della top 6 finale, il terzo posto in Europa League sarà riservato alla squadra che si piazzerà settima; altrimenti (e potrebbe essere il caso dell’Atalanta e della Fiorentina, attualmente ottava e decima, e in corsa per la Coppa Italia) il trofeo continentale minore sarà disputato proprio dalla compagine che strapperà la coccarda tricolore dalla maglia della Juve, detentrice del trofeo da 4 stagioni e che quest’anno è capitolata sotto i colpi della Dea. La lotta per l’Europa in generale, dunque, sarà assolutamente infuocata.

Il limbo

Quello che potremmo poeticamente definire “limbo” della classifica include le 5 squadre, dal decimo al quattordicesimo posto, racchiuse tra i 37 e i 30 punti che nel corso di questo campionato si sono delineate come troppo forti per preoccuparsi della retrocessione, ma allo stesso tempo troppo fragili per ambire a un posto nelle zone prestigiose della classifica. Stiamo parlando di Fiorentina, Parma, Genoa, Sassuolo e Cagliari. Mentre, come detto, almeno i viola del baby fenomeno Chiesa inseguono ancora l’obiettivo della Coppa Italia, le altre 4 dovranno focalizzare tutte le loro energie su queste ultime 11 giornate di campionato per portare a termine il compito, nemmeno troppo proibitivo in realtà, di salvarsi con tranquillità, e possibilmente anche con qualche giornata d’anticipo, per iniziare a programmare già da ora la prossima stagione anche in ottica calciomercato. Il Grifone si è già assicurato, per il prossimo anno, Sinan Gumus, di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa, mentre i sardi sono pronti a vendere Barella al miglior offerente dell’asta di mercato che si scatenerà tra qualche mese e i ducali riceveranno molte richieste per Inglese, autore fin qui di un’ottima stagione; i neroverdi cercheranno di dare continuità al progetto giovani, ma anche per loro non sarà facile resistere agli assalti per Sensi, centrocampista di buona prospettiva.

Salvezza o inferno?

La zona retrocessione è lo spauracchio di tutti piccoli club dal quindicesimo posto in giù. Attualmente le tre condannate sarebbero Chievo (ultimo a 11 punti), Frosinone (penultimo a 17 punti) e Bologna (terzultimo a 24 punti). Mentre clivensi e ciociari sembrano ormai a un passo dalla cadetteria, i felsinei, rinvigoriti dall’arrivo in panchina di Mihajlovic, hanno raccolto punti preziosi nelle ultime uscite e il successo contro il Torino nell’ultima trasferta ha dato ulteriore fiducia ai rossoblu. Ha ben donde di preoccuparsi, quindi, la Spal, a +2 dalla zona rossa grazie al recente 2-1 ai danni della Roma, oltre alle più esposte Udinese (con una partita i meno) ed Empoli, entrambe a 25 punti e pronte ad affidarsi ai ritorni, sulle rispettive panchine, di Tudor e Andreazzoli. Chi riuscirà a salvarsi? E chi invece, dovrà soccombere alle grinfie di quella bolgia infernale meglio conosciuta come Serie B?

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