Domenica 8 aprile 2007 si disputò la novantunesima edizione della “classica universitaria”, il Giro delle Fiandre, con un percorso leggermente insolito: 259 chilometri da Bruges a Meerbeke, senza la scalata del Koppenberg e diciotto cotes tutte nella seconda metà di gara. Alla partenza i favori del pronostico erano rivolti agli specialisti belgi tra cui Devolder, Hoste e Boonen su tutti, oltre al campione del mondo in carica Bettini.

La gara fu senza grossi colpi di scena fino al Valkenberg quando i gregari degli uomini di punta alzarono il ritmo per scremare il gruppo. La Quickstep si defilò dopo la caduta di capitan Boonen, il quale tuttavia non abbandonò la corsa ed anzi utilizzò l’apparente precaria condizione fisica per tenere il “treno blu” a sua disposizione in vista del Grammont, o Muur van Geraardsbergen, e del Bosberg. (se sei interessato a conoscere i muri delle fiandre http://jzsportnews.com/2019/01/21/storiedisport-i-muri-del-giro-delle-fiandre/)

Proprio sul celeberrimo Muur si infiammò la corsa e, a ventimila metri dal traguardo, iniziò l’inferno per i padroni di casa. All’imbocco della scalata il gruppo contava ancora una settantina di unità ma dopo poche pedalate rimasero solo i migliori e Tom Boonen provò la prima azione prepotente per staccare i rivali. L’unico in grado di tenere la ruota del fiammingo fu Daniele Bennati del team Lampre, ma in pochi secondi rientrarono Hoste, Nuyens, Cancellara, Paolini e Ballan. Così, una volta arrivati sul tratto di maggiore pendenza del Grammont, la stoccata decisiva venne tirata dal ciclista di Castelfranco Veneto Alessandro Ballan, che con un rapporto lunghissimo fece un forcing micidiale nel tratto al 15%. Nessuno riuscì a tenere il suo passo in salita, Boonen andò “fuori giri” e abbandonò le speranze di vittoria, ma una volta scollinati Hoste riuscì a riprendere Ballan mantenendo una decina di secondi su un gruppetto di inseguitori.

Alle porte dell’ultimo muro, il Bosberg, la coppia di testa mantenne il comando senza affanni e solo Filippo Pozzato, tra gli inseguitori, tentò una vera e propria controffensiva, trovandosi però a fare da elastico tra i due fuggitivi e gli inseguitori. Nei dieci chilometri che dividevano Ballan ed Hoste dalla gloria, il belga si sentì finalmente vicino al trionfo in una gara divenuta ormai un tabù dopo i secondi posti nel 2004 e nel 2006. Ai -8 il destino del Giro delle Fiandre 2007 sembrava scritto, con una volata a due visto che in cima all’ultima asperità il vantaggio era di oltre venti secondi, e difatti così fu. Ai tremila metri, l’italiano ed il fiammingo del team Predictor iniziarono “a gurdarsi” e persero buona parte del tesoretto sugli inseguitori, fino al triangolo rosso quando un estenuante surplace riavvicinò Paolini, Gusev e Kroon.

Le fatiche iniziarono a farsi sentire in modo lancinante ed Hoste decise di stare a ruota per più di un chilometro, reputandosi battuto in uno sprint ad armi pari. Ma ai -300 metri Hoste partì con una volata lunga che lasciò per un momento sul posto Ballan, il quale però con un colpo di reni si tenne aggrappato alla ruota di Leif e ad una manciata di pedalate dal traguardo compì il sorpasso decisivo vincendo al fotofinish tra lo stupore del pubblico di parte. L’amarezza di Hoste si vide ad occhio nudo e sul podio, in mezzo a due italiani visto che Paolini si classificò terzo), il suo sguardo lasciava intendere che quel tabù sarebbe rimasto tale per tutta la vita.

Questa è la storia dell’ultimo dominio italiano in casa dei tanto odiati e temuti belgi, una sana rivalità sportiva tra le due nazionali con il maggior numero di titoli e medaglie iridate. Nella speranza che un giorno, non troppo lontano, possano riproporsi eventi del genere per arricchire la storia di questo meraviglioso sport.

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