Sul sito ufficiale della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali vi è un documento, come un inventario di desideri per gli esperti del settore, dove si possono leggere uno ad uno tutti i nomi degli atleti di interesse nazionale. Scorrendo la lista si arriva a Giorgia Di Cosimo, giovane atleta della Karate Body & Soul di Avezzano. La scorso 7 aprile nel ventesimo Adidas Open d’Italia la classe 2001 ha guadagnato la medaglia d’oro di categoria; un palcoscenico importante quello di Riccione considerando le partecipazioni nazionali e internazionali. 

La Di Cosimo non è però nuova a successi di questo genere: già nel 2016 aveva trionfato nel campionato italiano eso.b  cat. +63 per poi ripetersi nel Campionato italiano junior 2018 cat. – 66 e conquistare, nello stesso anno, anche il bronzo all’open d’Italia junior cat. +59. 

L’anno passato si è chiuso con lo spettacolo pirotecnico della Convocazione nazionale per la WKF Youth League-Sofia (BU) antipasto di un 2019 in under 21 cat. -68 già addobbato con due medaglie. 

Ma cosa si prova ad essere una promessa della propia disciplina? Come si fa a vincere le medaglie e che effetto fa ricevere riconoscimenti? Giorgia ci ha rivelato qualche segreto.

Com’è il viaggio di ritorno a casa quando al collo si ha una medaglia d’oro? Si ascoltano le stesse canzoni che si ascoltano all’andata? Hai una playlist o qualche brano a cui non rinunci per scaramanzia o affetto?

Sempre pieno di soddisfazioni e con voglia di fare sempre di più. Ogni gara che vinco mi lascia tanta felicità ma, alle volte, un peso sulle spalle che lascio scivolare parlando con i maestri o con i compagni.
La musica è una compagna di viaggio ma a differenza di molti atleti non sento la solita playlist ”da carica”, preferisco canzoni che lasciano immaginare una grande vittoria e al ritorno alcune le riprendo, ad esempio il nuovo album di Ultimo. Ne ascolto sempre di nuove e sopratutto felici.
Le canzoni scaramantiche sono quelle che mi rappresentano anche nella vita e non solo nello sport: Bad Liar o Natural all’andata e l’intero album di Alessandra Amoroso al ritorno.

Se ti fermi a pensare come vedi la strada che ti ha portato fino a questo pit stop? Quando eri bambina avresti immaginato un futuro sportivo entusiasmante e in crescendo?

Per come ero fisicamente quando ero bambina mi vedevo solo dietro al bancone del Mc Donald. Ho però sempre fatto ogni tipo di sport avendo un profondo animo competitivo. La svolta totale è arrivata proprio con il karate: dopo una competizione andata malissimo mi sono rimboccata le maniche ed ho iniziato a lavorare duro.
Dopo il primo titolo italiano ho deciso di curare la condizione fisica e di non concentrarmi esclusivamente sulla tecnica, da quel momento ho iniziato a crescere sportivamente e umanamente.

Sembra banale parlare di costanza e dedizione ma son necessarie. Com’è la tua giornata tipo? Come coesiste quello che il karate ti ha inseganto con quello che sei e i valori che hai? 

La costanza è fondamentale per portare a termine qualsiasi tipo di impegno, quando c’è passione viene naturale però: io ho un magone ogni qualvolta devo saltare un allenamento!
Solitamente ogni giorno, tornata a casa da scuola, mangio velocemente, mi dedico allo studio e una volta finito vado ad allenarmi in palestra; alle 21:30 sono sotto le coperte. Ogni arte marziale è fonte di disciplina. A me il karate ha regalato una famiglia formata da tecnici, compagni di allenamento e amici sparsi per l’Italia. Ogni giorno mi insegna qualcosa di nuovo forse sopratutto in momenti difficili. Proprio prima dell’ultima gara ho avuto un momento di sconforto ma, dopo ogni “piantarello” (come sono soliti chiamarlo i miei maestri) arriva quasi sempre una bella medaglia. In generale ho imparato a vivere il tutto con più leggerezza perché “leggerezza non è superficialità” e divertirsi sempre.

C’è un atleta a cui ti ispiri, che sia un campione nella tua disciplina o in altre? Trovi somiglianze con altri sport? Differenze sostanziali?

Nella mia testa l’atleta per eccellenza, pur non esseno appassionata di calcio, è Cristiano Ronaldo, un uomo che si sveglia la mattina con il solo obiettivo di migliorarsi e vincere. Nel karate sono molti gli atleti da cui tento di riprendere lo stile.
Essendo di parte direi che questo è uno sport completo che unisce tecnica, lavoro muscolare e testa e mi sento di precisare che senza testa, pur avendo doti innate, in nessuna disciplina si può andare avanti.

Com’è stato indossare i colori della nazionale in Bulgaria, non essendo neanche maggiorenne?

È arrivato tutto all’improvviso e distanza di un anno posso assicurare di non aver ancora realizzato ciò che ho vissuto. Per me è stato un grande onore rappresentare la nazione seppur questa prima esperienza non abbia riportato risultati; spero di avere la possibilità di ripartire con quella maglia ma se non dovesse succedere lo farò con quelli della mia società che mi ha cresciuta.

Quali sono i tuoi prossimi impegni e i tuoi sogni, non solo i più vicini?

Gli  impegni imminenti sono tutti scolastici, frequento il quinto anno del liceo scientifico della mia città e tra qualche mese dovrò affronatre la maturità. Subito dopo ci saranno grandi gare sui cui dovrò lanciarmi come un treno.
I mie sogni non sono così diversi da quelli di ogni atleta adolescente: vittorie, nazionale e olimpiadi.  L’importante è restare sempre con i piedi per terra.

Il tuo motto, una frase che ti rappresenta.

Bruciare sempre, spegnersi mai.

Un ringraziamento speciale a Giorgia Di Cosimo.

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