Nella settimana dell’andata dei quarti di finale di Champions ed Europa League, in Serie A ha avuto luogo uno scossone sulla panchina di una piazza importante; dopo la clamorosa sconfitta casalinga della Fiorentina contro il Frosinone, Stefano Pioli ha dato le proprie dimissioni da allenatore della Viola. La decisione dell’ormai ex tecnico viola è maturata in seguito a un comunicato molto deciso con cui la società comunicava di voler prendere del tempo per valutare l’eventuale esonero dell’allenatore ex Inter. La partita contro i ciociari è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, essendo arrivata dopo un pessimo periodo in termini di risultati: l’ultima vittoria al Franchi in campionato, infatti, risale al 16 dicembre nel derby toscano contro l’Empoli, mentre l’ultimo successo tra le mura amiche, in tutte le competizioni, è stato il clamoroso e fondamentale 7-1 sulla Roma ai quarti di finale di Coppa Italia. Nei mesi successivi, Chiesa e compagni si sono allontanati in maniera definitiva dalla zona Europa distante ormai troppi punti.

La Fiorentina, che ormai non ha più obiettivi in campionato, spera di salvare la stagione, rendendola anzi memorabile, con la conquista della Coppa Italia. Per riuscirci, i fratelli Della Valle hanno deciso di richiamare alla guida della squadra Vincenzo Montella. Per l’aeroplanino si tratta di un ritorno sia a Firenze che in Italia, dopo la parentesi spagnola, non troppo esaltante, col Siviglia. L’allenatore campano spera di poter conquistare un trofeo che manca in Toscana da 18 anni, e che è sfuggito alle grinfie dei viola dopo la finale persa contro il Napoli nel 2014.

La vittoria della Coppa Italia permetterebbe alla Fiorentina di giocare non solo l’Europa League, ma anche la Supercoppa Italiana, che Montella ha vinto nel 2016 col Milan battendo la Juventus ai rigori. L’obiettivo dei gigliati però, sarà anche quello di preparare al meglio la prossima stagione per provare a coronare il sogno dei tifosi fiorentini: tornare a giocare la Champions League ai piedi della la Fiesole. Un obiettivo sempre sfuggito sotto la  guida di Montella, che nelle 3 stagioni nel capoluogo toscano, era sempre arrivato a un passo dai gironi della coppa dei campioni piazzandosi al 4° posto (all’epoca in Champions andavano le prime 3). L’esperienza dell’aeroplanino sulla panchina dei gigliati, comunque, è stata positiva: in Europa League la squadra aveva regalato grandi emozioni raggiungendo perfino una semifinale contro il Siviglia (squadra poi vincitrice del torneo): un motivo in più motivo per ambire alla vittoria della vittoria della Coppa Italia, e garantirsi un posto nella piccola Europa.

Montella non ritroverà nessuno dei calciatori avuti nella prima esperienza in Viola, ma riabbraccerà il suo pupillo Luis Muriel (allenato alla Sampdoria e rivoluto al Siviglia), e conterà sull’affetto della gente di Firenze, che, al di là dei risultati, lo apprezzò per il gioco espresso dalla sua squadra, grazie anche a un centrocampo molto tecnico guidato da Borja Valero e Pizarro e a fantasisti come Jovetic e Ljajic. Adesso il nuovo allenatore viola ripartirà da Muriel, come detto, e da Chiesa; a livello di moduli, è possibile che vengano proposti il 4-2-3-1 o il 4-3-3, anche se il tempo per gli esperimenti è limitato considerando che la semifinale di ritorno i coppa in casa dell’Atalanta, dopo il 3-3 dell’andata, è tra due settimane. Montella vuole tornare a spiccare il volo ripartendo dalla “sua” Fiorentina, e si giocherà tutto nella sfida di Bergamo contro la Dea: chi arriverà in finale?

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