Anfield Road, Liverpool, 27 aprile 2014. I reds di Brendan Rodgers, in testa alla Premier League con un vantaggio di 3 punti sul Manchester City, ospitano in casa il Chelsea di José Mourinho nella 36esima giornata per tentare l’allungo decisivo e continuare a tenere i citizens distanti fino alla fine. Un testa a testa davvero incredibile tra le due squadre dopo che il Liverpool due settimane prima, sempre in casa, si era imposto per 3-2 nello scontro diretto dopo una partita davvero spettacolare, trascinato da un super Coutinho. E dopo la vittoria per 2-3 a Carrow Road contro il Norwich – in molti ricorderanno il “We go Norwich exactly the same!” di Steven Gerrard nel dopo partita -, ecco che ad Anfield arrivano i blues. Minuto 45′: Sakho serve Gerrard all’altezza del centrocampo, il capitano scivola e spiana la strada a Demba Ba che tutto solo davanti a Mignolet sigla lo 0-1.

Il colpo è durissimo, la Kop non molla e intona il You’ll never walk alone ma lo scivolone del numero 8 è solo il preludio ad una giornata da dimenticare per il Liverpool. Nella ripresa nonostante gli sforzi profusi, gli uomini di Rodgers, presi dal panico e dalla fretta, non riescono a rimettere in piedi la partita: ad ogni minuto che passa il pallone inizia a pesare il doppio, la pressione aumenta e il tempo invece diminuisce sempre più. Ed ecco che al 90′ con il Liverpool tutto sbilanciato in avanti, il grande ex Fernando Torres si invola verso la sguarnita metà campo avversaria assieme a Willian, con il povero Mignolet anche stavolta ad ergersi come ultimo baluardo: assist per il brasiliano che mette a segno il più facile dei gol e manda i reds all’inferno. Anfield è attonito, incredulo, sta vedendo sfumare anche stavolta l’occasione di vincere quella Premier che dalle parti della Kenny Dalglish Stand mancava da 24 anni. E il sogno va in fumo nello stesso pomeriggio di quel 27 aprile: a Selhurst Park il City di Manuel Pellegrini archivia con un comodo 0-2 la pratica Crystal Palace. Liverpool agganciato ed in virtù della differenza reti (+62 City e +50 Liverpool) che in Inghilterra è il criterio prescelto in caso di arrivo a pari punti, si porta al primo posto che manterrà poi fino alla fine.

E se Nietzsche nel 1882 parlò per la prima volta di eterno ritorno dell’uguale, ecco che oggi 14 aprile 2019, a distanza di cinque anni, assistiamo alla più completa manifestazione di questa teoria. Ne “La gaia scienza” il filosofo tedesco espone la sua concezione ciclica del tempo, secondo la quale l’universo ripete eternamente un certo corso, ma rimanendo sempre sé stesso. Ebbene, il calendario della Premier alla giornata numero 34 propone proprio Liverpool-Chelsea e Crystal Palace-Manchester City.

Sono cambiate molte cose, non c’è più Gerrard, così come Brendan Rodgers e Manuel Pellegrini; c’è sempre un super Raheem Sterling, ora con la divisa del City, c’è Momo Salah, stella di questo Liverpool, che in quella partita vestiva la maglia del Chelsea, e sulle rispettive panchine ci sono Klopp e Guardiola, due veri e propri maestri. Ancora Liverpool e City in lotta per il titolo dunque, proprio come cinque anni fa. Gli uomini del tecnico tedesco sono ora in testa con due punti di vantaggio, ma Pep ha una partita da recuperare (il derby con lo United). Il crocevia decisivo può essere proprio quello che le due squadre dovranno affrontare questo pomeriggio: il Palace dal canto suo è abbastanza tranquillo mentre il Chelsea di Sarri si sta giocando un posto nella prossima Champions League.

Sarà un intenso pomeriggio di aprile, che come nella stagione 2013-2014 potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti della Premier League. Gli incroci sono gli stessi e se da un lato rievocano gioiosi e piacevoli ricordi dalle parti di Manchester, dall’altro suscitano solo disperazione e l’immagine di una giornata da incubo per ogni tifoso del Liverpool. Non ci resta che aspettare e vedere chi scivolerà per primo.

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