“Una volta ho letto che la scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare: è così. La speranza di una vita migliore è più forte di qualunque sentimento.”
– Fabio Geda, scrittore italiano

Si dice spesso che un vero bomber il gol ce l’ha nel sangue: non importa dove giochi, quando giochi e in che posizione, perchè “chi nasce centravanti, muore centravanti”. Anche chi i suoi natali li ha avuti ai piedi del Vesuvio col mito di Maradona e poi, per un motivo o per un altro, è finito a gonfiare le reti lontano (in verità neanche troppo) da casa. Questa è la storia di Mario Fontanella, attaccante e capocannoniere del Valletta FC, il club più prestigioso della Premier League maltese.

Sì, perchè dopo essere cresciuto nelle giovanili dell’allora Napoli Soccer in Serie C, e aver realizzato un numero impressionante di reti nelle serie minori, stanco della sempre poca considerazione datagli dalle più importanti squadre italiane nelle varie cadetterie, il nostro Mario, ormai quattro anni fa, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera ed è approdato a Malta. Dopo tre anni al club Floriana, l’attaccante napoletano classe ’89 da questa stagione come detto veste la maglia del Valletta, società che ha vinto il titolo nazionale per ben 24 volte nella sua storia. Fontella a Malta è senza alcun dubbio uno dei giocatori più forti (se non il più forte) del campionato. Negli ultimi anni si è tolto le soddisfazioni di vincere coppe nazionali e il titolo di capocannoniere; in questa stagione, se possibile, sta cercando di fare ancora meglio. La Valletta infatti lotta sempre per lo scudetto, e quest’estate l’approdo nel nuovo club gli ha addirittura permesso di poter debuttare in Champions League nei preliminari. Nonostante il doppio confronto li abbia visti uscire sconfitti contro una squadra albanese, nell’intervista che abbiamo avuto il piacere di fare con lui oggi, Fontanella ci ha confermato di come il calcio maltese sia in crescita, e raggiungere anche solo la prima fase eliminatoria della coppa dalla grandi orecchie per lui e per i compagni è stato un grande traguardo. Traguardi che comunque il nostro bomber “doppiamente azzurro” non si sta ponendo da quando è nell’isola mediterranea, riuscendo a migliorare di anno in anno.

In questa chiacchierata con Mario abbiamo quindi parlato dei suoi obiettivi, oltre che in generale della sua esperienza all’estero e di come veda la situazione del calcio italiano oggi. Sì, perchè molto spesso da “casa nostra” non guardiamo più in la di quello che ci circonda, chiedendoci poi come mai il calcio italiano sia stato (e probabilmente ancora è) in crisi. Venendo a conoscenza di certe storie come questa, invece, non possiamo far altro che renderci di conto di quali scelte professionali lontane dall’Italia debbano compiere alcuni dei “nostri ragazzi” per aver miglior sorte. Tuttavia, per sua fortuna nel caso di un bomber vero come Mario non c’è campionato che tenga, è questione di DNA.

Ciao Mario, per prima cosa ti vanno fatti i complimenti per la stagione che stai disputando qui a Malta: i 20 gol e 12 assist (in tutte le competizioni) che hai siglato ti rendono senza alcun dubbio uno dei giocatori più forti di questo campionato. Nonostante tu abbia sempre segnato parecchio nella tua carriera, che effetto ti fa poter essere considerato uno di quei giocatori che fanno la differenza pur in una realtà diversa da quella da cui provengono?

“Ti ringrazio per i complimenti. Sicuramente sto vivendo un’ottima annata ed anche a livello individuale sto riuscendo a mantenere costante la mia continuità realizzativa. Sono contento che questa mia costanza mi abbia permesso di approdare nel Valletta, il club più importante di Malta.”

Questo è il tuo quarto anno qui: da questa stagione sei a Valletta, mentre sei stato per tre stagioni al Floriana. Che ricordi conservi dei tuoi primi mesi qui? In generale, com’è stato l’adattamento al nuovo campionato ma soprattutto alla “nuova vita” che ti aspettava?

“Guarda al Floriana ho vissuto annate bellissime e ho vinto anche diversi trofei: una FA Trophy, una Super Cup (equivalenti alle nostre Coppa Italia e Supercoppa, ndr.) e un titolo di Top Scorer, realizzando in totale 57 reti in tre stagioni. Ho solo ricordi positivi anche se a l’inizio ovviamente è stato difficile adattarmi ad un calcio e ad una mentalità diversa da quella italiana. La Premier League maltese a mio avviso è un campionato che si avvicina molto di più a quello inglese essendo più fisico e veloce.”

Perché secondo te sono ormai in tanti i calciatori nostrani che, come nel tuo caso, provano questa avventura estera?

“Sicuramente il numero di calciatori che sta andando via dall’Italia è in enorme crescita. In Italia ci sono molte difficoltà sia economiche che strutturali. Ci sono molte regole che andrebbero cambiate in tanti ambiti, e per quanto riguarda i giocatori purtroppo spesso è il procuratore ad essere più importante delle abilità dei suoi assistiti…”

Entriamo nel merito della stagione che stai vivendo e che sta per concludersi: purtroppo dopo essere stati saldamente in testa al campionato, adesso siete in piena lotta con i rivali dell’Hibernians a sole due giornate dal termine. Quanto ci tieni a poter vincere il titolo?

“Sì, siamo in lotta: a due partite dalla fine ci ritroviamo con 2 punti di vantaggio ma con una partita in più. Sarà una battaglia fino alla fine perché Hibernians è davvero un’ottima squadra. Per me vincere il campionato ovviamente sarebbe un sogno, e sono venuto a Valletta proprio per questo. In ogni caso, sono molto fiducioso per questo finale.”

Dall’Italia tiferemo tutti per te. Stagione a parte, che comunque vada nel tuo caso rimarrà positiva a livello personale, che piani hai per il futuro? Speri ancora in una chiamata dall’Italia o sei deciso a continuare la tua carriera qui?

“Sì, come hai detto prima ho fatto un ottima stagione fino ad ora ma spero di finire ancora meglio. Ho ancora tanti obiettivi da raggiungere e sono molto positivo. Per quanto riguarda il futuro, sinceramente ho molte chiamate dall’Italia in ogni sessione di mercato, ma andare in Lega Pro a questa punto della mia carriera sarebbe come fare un passo indietro, quindi preferisco continuare all’estero. Ho un contratto con il Valletta fino al 2021 e per adesso mi godo questo privilegio di giocarci e vincere il più possibile, poi se in questi mesi o in futuro ci saranno offerte importanti le valuterò insieme al mio agente.”

Quel che è certo è che comunque a livello tecnico sicuramente faresti le gioie di tantissimi allenatori. Sei un centravanti un po’ atipico: segni tanto, ma spesso e volentieri metti anche i compagni davanti al portiere. Se da napoletano ti paragoniamo ad Alex Del Piero ti offendi?

“Grazie! Sicuramente non sono il solito numero 9. Il calcio ormai è cambiato e per fortuna le mie caratteristiche mi permettono di giocare in tutti i ruoli offensivi: questo, per me per gli allenatori è un grande vantaggio. Mi considero un giocatore altruista comunque: gioco per la squadra e mi metto a disposizione dei compagni anche se mi piace fare sempre goal. Per quanto riguarda il paragone con Del Piero, ti ringrazio nuovamente e mi fa piacere, ma ti dico che non potrei pulire neanche gli scarpini di Del Piero (ride, ndr.)… lui è un mostro sacro del calcio.

Mentre a te a chi piace ispirarti? C’è qualche giocatore in particolare che segui o che hai seguito da ragazzo?

“Il mio calciatore preferito per caratteristiche è sempre stato Totò Di Natale. Anche lui un centravanti moderno, veloce, rapido e capace di goal pazzeschi.”

Chiudiamo con una tua riflessione sul nostro calcio: ultimamente stanno venendo fuori diversi giovani talenti e sembra che finalmente si stia andando nella direzione di una valorizzazione dei settori giovanili. Secondo te cosa serve per far sì che i nostri giocatori riescano ad emergere in Italia senza essere “costretti”, un po’ come è successo a te, ad andare all’estero?

“Penso che il passo più grande lo stia facendo Mancini chiamando in nazionale molti giovani calciatori. Per cambiare la situazione in Italia bisognerebbe cercare talenti in casa e non andare a prenderli sempre all’estero.”

 

“Contadina: Voi siete napoletano?
Gaetano: Sì, ma non emigrante, eh! No, no, pecché ccà pare ca ‘o napulitano nun po’ viaggia’, po’ sulamente emigra’, perciò uno esce, nun po’ ffa’ ‘nu viaggio. ‘O napulitano invece viaggia.”
– Massimo Troisi in Ricomincio da Tre

Un ringraziamento speciale a Mario Fontanella.

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Intervista di Marcello Mazzari

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Fondatore e Direttore reponsabile della testata. Nella vita quotidiana uno studente 24enne di Giurisprudenza, nato e cresciuto a Catania. Oltre all’attività con Journalism Zoom, lavora come articolista ed inviato per la testata giornalistica registrata Catania Channel, che segue le vicende sportive e non solo dell’omonima squadra di calcio. Collabora inoltre in qualità di redattore con Calciomercato.com e saltuariamente, come web content, con vari blog sportivi. Ha partecipato al Corso di Alta Formazione Calcistica in Giornalismo e Uffici Stampa della scuola Élite Football Center a Milano. Ideatore e gestore della rubrica “Born Striker”, normalmente si occupa di approfondimenti su Calcio e Basket.

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