Non penso di essere l’unico ad essere rimasto affascinato dal gioco della Juventus ieri sera. Lezione di calcio all’andata e lezione di calcio al ritorno, per 85 minuti, prima del black out. 5 minuti di totale distrazione che hanno rovinato la partita perfetta, dominata e condita da un gol spettacolare del fenomeno con il 7. Il possesso palla della Juventus è straordinario, lo United non la prendeva mai. Così com’è straordinaria la pressione in fase di non possesso, con una ricerca sfrenata di recupero palla, tipico delle squadre di Guardiola. I bianconeri non concedono quasi nulla alla squadra di Mourinho, ricompattandosi e non lasciando spazi quando gli inglesi attaccano. Un palo di Khedira e una traversa di Dybala precedono la prodezza di Ronaldo. Lancio millimetrico di Bonucci per il portoghese che, di destro al volo, fulmina De Gea, trovando il 121esimo gol in Champions League.

La Juve non ha intenzione di fermarsi e, alimentata dalla rete del marziano e da un pubblico in delirio, crea numerose occasioni. Prima un destro di Pjanic, parato da De Gea, poi quella clamorosa di Cuadrado, che solo sul dischetto del rigore “spara” alto sopra la traversa. E’ ancora Pjanic a cercare il raddoppio, con un bel tiro da fuori che sfiora l’incrocio dei pali. I bianconeri giocano bene e creano tanto, ma non chiudono la partita.

Allegri toglie De Sciglio inserendo Barzagli, passando inevitabilmente al 3-5-2 per difendere il risultato. Mossa che risulterà fatale. Matuidi stende Pogba al limite dell’area, del tutto evitabile con il francese spalle alla porta, e Mata firma il pareggio su punizione. Un altro fallo ingenuo, 4 minuti più tardi, regala ai Red Devils una punizione sanguinosa dalla quale scaturisce l’autogol di Alex Sandro.

Finisce 2-1 per Mourinho, che si toglie un “sassolino dalla scarpa” facendo il gesto dell’orecchio davanti ai tifosi bianconeri. Beffa per la Juventus, che esprime un gioco fantastico ma non vince, dimostrando che le teorie di Allegri sull’importanza dei 3 punti a discapito del bel gioco non erano così sbagliate. Le sconfitte, se prese nella maniera giusta, possono far bene e aiutare la Juve a maturare anche a livello europeo, sapendo che errori come quelli di ieri non saranno più permessi. Serve un mix di bel gioco e concretezza, sprecando meno occasioni e segnando più gol, trovando la giusta direzione per proseguire il cammino che porta a Madrid.

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