“Al camminare apparve veramente Dea” scriveva così Publio Virgilio Marone, poeta romano nato nel 70 a.C.. Ed è proprio una vera Dea quella vista in campo all’Atleti Azzurri d’Italia, che interrompe il fantastico cammino dell’Inter proveniente da 8 vittorie consecutive in campionato e da un pareggio in Champions contro il Barcellona. Se i meriti dell’Atalanta sono evidentissimi, i demeriti dei nerazzurri di Milano lo sono altrettanto. Primo tempo dominato in lungo e in largo dalla formazione di casa, che esprime un gioco di altissima qualità, con ritmi forsennati e pressing a tutto campo che mette in completa confusione l’Inter, che si salva solo grazie a innumerevoli interventi del proprio numero 1 Handanovic (miracoli quelli su Ilicic e Toloi). Un’Atalanta che dopo un avvio di stagione difficile, con l’eliminazione dai preliminari di Europa League subita dal Copenhagen, e culminata con una 16esima posizione in classifica dopo le prime 7 giornate, si è completamente rialzata cambiando rotta e inanellando una serie di 4 successi consecutivi.

Il ritrovamento del miglior Ilicic è stata la chiave della rinascita della Dea, che ieri ha disputato la miglior prestazione stagionale, ricordando a molti la spettacolare squadra degli ultimi anni. La squadra di Gasperini è stata in grado di abbinare una qualità straordinaria, con Ilicic e Gomez su tutti, a quantità, con prestazioni straordinarie da parte dei due esterni Hateboer e Gosens e pure del due invalicabile di centrocampo De Roon-Freuler. Proprio questa la qualità migliore di questa squadra: il binomio vincente di qualità e quantità che tutti i suoi giocatori riescono a mettere in atto e che permettono alla squadra bergamasca di giocare a ritmi forti, che in Italia probabilmente son giocabili solo dalla Juventus.

Dall’altra parte invece un Inter mai vista così in difficoltà, nemmeno nella partita del Camp Nou, dove davanti ad un Barcellona stellare ha comunque cercato di reagire e di giocare la propria partita con le idee di calcio che Spalletti ha instillato nella squadra: una gestione del possesso palla tesa a non buttare mai via il pallone inutilmente e un pressing sempre costante sui giocatori avversari. Se contro il Barcellona era già stato impossibile riuscire su questi due fronti, a causa del tasso tecnico elevato dei giocatori blaugrana, quello che non era mancato nel doppio confronto di Champions era stata la voglia di lottare e la compattezza difensiva.

Ieri invece c’è stata una prestazione scialba e incolore da parte di tutti i giocatori scesi in campo e una squadra apparsa molto stanca e poca vogliosa di combattere, in completa balia degli avversari. Passo indietro e bocciatura per i nerazzurri che si erano autocandidati come “anti-Juve”? O solamente incidente di percorso che può servire per crescere e maturare ulteriormente ? Solo il tempo potrà chiarirci questi dubbi, ma quel che è certo è che questa pausa nazionali arriva nel momento perfetto dopo un mese intensissimo, fatto di successi e prestazioni convincenti, e permetterà ai giocatori di Spalletti di riposarsi e recuperare l’energie per proseguire il cammino intrapreso.

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