Alle porte dei Giochi olimpici di Pechino 2008 l’attenzione del panorama mondiale è tutta rivolta su Michael Phelps, 23enne prodigio e stella del nuoto. Soprannominato il Kid, o lo squalo, di Baltimora, Phelps si appresta a scrivere la pagina più importante della storia delle Olimpiadi moderne: superare il record di 7 ori detenuto da Mark Spitz e risalente a Monaco ‘72. Un record abbastanza annunciato, lui è il più forte nuotatore di sempre e le staffette americane sono dominanti, tutto quasi scontato.

I primi segnali negativi arrivano il 14 ed il 15 agosto durante le batterie e le seminali dei 100m farfalla, una gara nella quale il Kid non ha mai lasciato altro che le briciole agli avversari. A scombussolare i piani arriva un serbo, Milorad Čavić, non particolarmente noto alle masse, già vincitore di qualche titolo continentale in vasca corta ma che in confronto a Phelps è sempre apparso come un principiante.

Il miglior tempo in batteria è proprio del serbo (50’ 76’’ Record olimpico); il miglior tempo in semifinale è sempre di Čavić. Il 16 agosto succede quello che nessuno si poteva immaginare.

Fianco a fianco i due rivali, che tanto si odieranno da lì in poi, non si guardano fino allo start. Già dallo start i segnali sono chiari, il più veloce in acqua è il serbo che propone una farfalla non molto elegante e particolarmente ruvida; alla virata Phelps è in un baratro, non solo vede lontanissimo Čavić ma vede allontanarsi anche la possibile di medaglia. Ai 70 metri tra Phelps, in rimonta, ed il serbo c’è più di mezzo busto.

Ma gli ultimi 30 segnano l’inizio della salita del Kid sull’Olimpo: con una nuotata di sola potenza il ragazzo di Baltimora si trova appaiato al suo rivale. Phelps è in preda a dieci secondi di onnipotenza natatoria. Ma, alla fine, il primo a toccare il muretto è chiaramente Čavić. Si vede ad occhio nudo e la desolazione dei tifosi dello squalo sparsi in tutto il mondo è già alle stelle.

Eppure, la grafica segna:

Oro Micheal Phelps 50’ 58’’ (nuovo record olimpico)

Argento Milorad Čavić 50’ 59’’

Bronzo Andrew Lauterstein 51’ 12’’

La folla a casa è scossa, dagli spalti invece non si capisce molto; i video sono chiari, la mano del serbo arriva di poco prima di quella dello statunitense. 

Com’è possibile che l’oro sia stato assegnato a Phelps? I tg serbi gridano già al complotto, alla volontà di pilotare un risultato che doveva essere quello. La verità invece è un’altra: Čavić arriva a toccare il muretto senza la forza necessaria per attivare il touchpad dell’Omega, che scatta qualche istante più tardi quando il dito del serbo riceve la spinta del resto del corpo. Ma intanto l’oro va a Phelps, il più grande nuotatore di sempre, che si accinge a conquistare il record di medaglie d’oro tanto atteso.

La rivalità Phelps vs Čavić non finisce qua. Ai mondiali di Roma 2009 ci sarà la tanto attesa rivincita.

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