La stagione di Formula 1 che sta per terminare vedrà il ritiro del due volte campione del mondo Fernando Alonso.
Lo spagnolo è giunto a questa decisione dopo l’ennesima stagione deludente della McLaren.

Dal ritorno nel team inglese infatti, avvenuto nel 2015, il trentasettenne pilota di Oviedo ha collezionato soltanto dispiaceri: zero podi all’attivo, mentre del numero dei ritiri per problemi di affidabilità della vettura si è perso il conto. Dopo il triennio targato Honda caratterizzato da guai tecnici a non finire (celebre il team radio di Fernando nel 2015 a Suzuka: “Gp2 engine”), nemmeno il passaggio ai propulsori Renault ha consentito alla scuderia di Woking di alzare il livello delle prestazioni: ciò a dimostrazione del fatto che anche il team, nel matrimonio con il motorista nipponico, ha avuto la sua bella fetta di responsabilità.

È un vero peccato che uno dei piloti più talentuosi debba chiudere la sua straordinaria carriera (in Formula 1) in modo così triste: i due titoli iridati conquistati dallo spagnolo risalgono ai lontani 2005-2006 alla guida della “sua” Renault, quando riuscì ad avere la meglio sulla McLaren di Kimi Raikkonen nell’anno del primo successo, e su Michael Schumacher, all’ultima stagione in Ferrari, nel campionato successivo.

Nel 2007 decise di raccogliere la sfida della McLaren-Mercedes, ma l’annata si rivelò particolarmente difficile a causa della burrascosa convivenza con il compagno di box Lewis Hamilton, al primo anno in Formula 1 e beniamino della squadra.
L’epilogo di quel campionato fu clamoroso, con la coppia McLaren che, all’ultima gara, venne sopravanzata per un punto nella classifica iridata dal ferrarista Raikkonen (110 punti del finlandese contro i 109 dei due rivali).

Dopo l’anonimo ritorno per due stagioni alla Renault, nel 2010 Alonso prese il posto proprio di Raikkonen alla guida della scuderia di Maranello.

Durante gli anni in rosso Fernando raggiunse altissimi livelli di guida, ma per sua sfortuna, si trovò a lottare contro una Red Bull decisamente superiore: nel 2010 e nel 2012 arrivò ad un passo dal successo, giocandosi in entrambe le occasioni la vittoria iridata all’ultima gara. A festeggiare però, fu sempre Sebastian Vettel, vincitore di quattro titoli mondiali dal 2010 al 2013.

Il 2014 fu l’anno della rivoluzione tecnica, caratterizzata dal passaggio ai motori ibridi, ed anche l’ultima stagione a Maranello di Alonso: la Ferrari si dimostrò poco competitiva nell’arco del campionato non permettendo al suo pilota di punta di lottare per la vittoria del Mondiale. Nacquero così dei malumori che portarono lo spagnolo alla decisione di cambiare scuderia ed accettare il ricco contratto offerto dalla McLaren-Honda, dove è rimasto fino ad oggi.

Lascia così un pilota che nella sua carriera ha vinto 32 Gran Premi e 2 Mondiali e che, visto il suo valore, avrebbe probabilmente meritato di vincerne altri.

Nel 2019 parteciperà alla 500 miglia di Indianapolis per realizzare quell’impresa compiuta solo da Graham Hill nella storia dell’automobilismo, la Tripla Corona: avendo già vinto il Mondiale di Formula 1 e, nel 2018, anche la 24 ore di Le Mans, a Fernando manca solo la vittoria nella famosa corsa americana per coronare il suo sogno.

Dopo aver annunciato l’intenzione di chiudere la sua avventura al termine della stagione corrente, di fronte alla domanda se un giorno fosse possibile il grande ritorno nel circus, lo spagnolo ha sempre fornito risposte piuttosto vaghe, lasciando così aperto uno spiraglio.

 

Resta dunque da vedere se il suo sarà un addio definitivo alla classe regina dell’automobilismo o, come molti appassionati sperano, soltanto un arrivederci.

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