È una giornata nuvolosa dell’aprile 2017. Billy Monger accende la sua monoposto appena vede il segnale luminoso. È l’ennesima volta che compie quest’azione. Lui sa che, una volta cominciata la gara, il tempo per avere paura non c’è più e l’unica cosa da fare è tenere i nervi saldi.

Mancano due settimane al suo 18° compleanno ma il suo interesse ricade solamente sulla gara. Quel giorno, a Donington Park, uno dei circuiti più famosi dell’Inghilterra, si corre una gara del Formula 4 British Championship. Questa categoria è il primo step per ogni giovane pilota come Billy, che sogna di approdare un giorno in Formula 1. Fino ad allora, la sua stagione procede alla grande. Un piazzamento nei primi 3 gli permetterebbe di passare alla categoria successiva.

La gara comincia in maniera confusionale. Il 19enne Jamie Caroline, il suo migliore amico, parte fortissimo e costringe Billy a fare altrettanto. Improvvisamente, ad una curva, due macchine davanti a Billy si scontrano e vanno fuori pista, lasciando una terza macchina ferma in mezzo al tracciato. È troppo tardi. Monger, lanciato a 120 km/h, non ha tempo di cambiare traiettoria e la collisione è inevitabile.

A Castle Donington incombe il silenzio più totale. Lo schianto è pauroso. “Si sa che, quando incombe il silenzio in pista, la situazione è grave”, racconta il suo amico Jamie al termine della gara. Fin da quando aveva 10 anni, Billy sognava di correre in F1 come il suo idolo Luis Hamilton ma, tutto ad un tratto, il suo sogno sembra svanire

Billy era un semplice e vivace bambino di tre anni quando, suo padre Rob, amante dei Go-Karts, lo fece salire per la prima volta su uno di quei veicoli, così da condividere la sua passione con il figlio. Quando Billy comincia a crescere, la passione trasmessagli dal padre diventa il suo obiettivo primario. “Ho provato a giocare a calcio – racconta Billy – ma non era lo stesso. Non riesco a provare queste emozioni da nessun altra parte.

“Facendo questo sport sappiamo tutti quanto sia pericoloso per noi – ammette l’amico Jamie – ma è solo quando succede qualcosa di grave che si realizza il fatto che potrebbe capitare ad ognuno di noi”.

Dopo l’incidente il soccorso è immediato. A tenerlo in vita in quei minuti terribili, oltre all’equipe medica, è la sorella Bonny, capace di “tranquillizzarlo” durante il tragitto in ospedale. “Andrà tutto bene Billy – gli ripete lei in continuazione – non ti preoccupare, andrà tutto bene”.

La riabilitazione

Quando, tre giorni dopo l’accaduto, Billy riprende conoscenza, il suo chirurgo, Dottor Tony Westbrook, gli da la notizia di aver perso l’uso delle gambe. Il Dr. spiega come, anche il quel frangente, Billy dimostrò il suo grande carattere, prendendo per mano Tony e dicendogli: “It’s okay”. L’altro medico, Colonel Tom Rowlands, conferma quanto detto in precedenza: “lui non ha mai smesso di sorridere, sembra impossibile ma è la verità”.

“Solo una cosa mi terrorizzava – racconta Billy – le persone che mi dicevano che non sarei potuto tornare a gareggiare”.

Dopo un lungo periodo in ospedale, Billy torna a casa e continua la riabilitazione da lì. Nonostante la sua grande positività, l’unico posto in cui si sentiva frustrato erano le tribune del circuito della sua città, dove andava a seguire gli altri giovani piloti.

Il ritorno in gara

Tre mesi dopo l’incidente gli viene offerta la prima possibilità di tornare in pista alla guida di una macchina specializzata e adattata alle sue esigenze, partecipando alla Fun Cup al circuito di Brands Hatch.

Ma a Billy non basta. Il suo obiettivo è quello di tornare a correre in Formula 3. Grazie a Natalie McGloin, nel dicembre 2017, ottiene la licenza per tornare a gareggiare, sponsorizzato dalla Motor Sport Association.

Sam Waple, ingegnere del team di Monger, mette a punto un prototipo di macchina che contenga tutte le funzioni sul volante.

La prima gara della stagione di Formula 3 prende il via nel marzo del 2018. Prima del suo grande ritorno in pista, Lewis Hamilton, suo idolo dalla nascita, passa a trovarlo: “Sono molto fiero di te e di quello che hai fatto, non molte persone hanno la capacità mentale che hai tu”.

Billy arriva terzo. Un ottimo risultato considerando il suo esordio in F3. “Andare lì fuori e dimostrare a tutti che sono ancora competitivo è la più bella cosa che io potessi desiderare”.

Nel settembre del 2018, a distanza di un anno e mezzo dall’incidente, Billy ritorna a Donington Park e conquista due pole positions, arrivando quarto sabato e terzo domenica, dimostrando, nonostante tutto, di poter competere con i suoi avversari.  

“Hopefully, one day I can become the first disabled driver to race in Formula 1.

Il futuro è tuo. Good luck Billy.

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