Continua la nostra analisi di ogni singolo team per quanto riguarda la stagione 2018 di F1.
Dopo avervi raccontato questa mattina l’ennesima stagione trionfale della Mercedes, questo pomeriggio è il turno di una scuderia gloriosa che ha fatto la storia: la Williams.
Fondata nel 1977 da Frank Williams e Patrick Head, il team britannico, con sede a Grove, ha vinto 7 titoli mondiali piloti e 9 come costruttori. Gli ultimi nel 1997 grazie alla coppia Jacques Villeneuve (campione del mondo)-Heinz Harald Frentzen. Le gare vinte in totale sono 114. Purtroppo i fasti di un tempo sono soltanto un nostalgico ricordo.

Il bilancio della stagione

Le aspettative per la stagione 2018 non erano delle più rosee vista la complicata situazione finanziaria in cui la scuderia si trova ormai da alcuni anni. Ed anche i continui cambiamenti nella gestione tecnica hanno portato più confusione che soluzioni.
La vettura infatti, nonostante la power unit Mercedes, si è mostrata fin da subito la peggiore della griglia e nel corso del campionato il rendimento della monoposto non è mai migliorato, infatti la Williams ha chiuso il mondiale costruttori all’ultimo posto con soli 7 punti totalizzati in 21 gare.
Il miglior piazzamento della stagione è stato raggiunto nel Gran Premio d’Azerbaijan con l’8va piazza del canadese Stroll. Mentre, l’unica gara in cui entrambe le macchine sono giunte in zona punti è stata in Italia, a Monza, con il 9.no posto di Stroll ed il 10mo di Sirotkin.

Il duello interno

I piloti scelti per il campionato 2018 sono il confermato Lance Stroll, al secondo anno nel team, ed il russo Sergej Sirotkin, esordiente in F1. L’esperto (e migliore) Robert Kubica nominato terzo pilota.

La decisone di affidare loro il volante delle due monoposto venne presa per il semplice fatto che i due portavano in dotazione capitali freschi per le casse del team.
Stroll ha sempre potuto contare, fin dal suo esordio, sul sostegno economico fornito dal padre Lawrence, investitore milionario.
Sirotkin invece, grazie all’appoggio degli sponsor, che volevano assolutamente che un pilota russo prendesse parte al mondiale (vista la presenza in calendario del Gran Premio di Russia), ha trovato i fondi necessari per convincere la scuderia ad affidargli il ruolo di seconda guida, a discapito proprio del polacco Kubica.
In 21 Gran Premi disputati, Stroll ha raccolto un bottino di 6 punti, chiudendo al 18° posto della classifica piloti; il compagno di box invece, ha ottenuto soltanto 1 punto, finendo 20° ed ultimo in classifica.
Per quanto riguarda il confronto diretto tra i due piloti, il bilancio definitivo in gara vede vincitore Stroll, con 11-9 vittorie in suo favore (in Germania entrambi si ritirarono), mentre in qualifica, invece, ha avuto la meglio Sirotkin con un risultato di 13-8 nei confronti del ventenne canadese.

In ottica 2019

Per la prossima stagione la Williams monterà ancora la power unit Mercedes.
Il cambiamento maggiore riguarderà i piloti: George Russell, fresco vincitore del mondiale in Formula 2, sostituirà Lance Stroll che andrà in Force India (dopo che in estate è stata salvata dalla bancarotta grazie all’intervento proprio di Papà Stroll). Robert Kubica invece, ha risolto il suo principale problema, ossia quello di trovare sponsor che lo finanziassero, e così è stato promosso titolare a discapito di Sirotkin. Claire Williams (figlia del fondatore Frank e vicepresidente) ha confermato che l’intenzione del team fosse di creare un perfetto mix di gioventù ed esperienza.
Senz’altro la line-up dei piloti della prossima stagione sembra più competitiva rispetto a quella del 2018. Resta però il dubbio se Kubica, ormai assente dal circus dal lontano 2010 a causa del terribile incidente di cui è stato vittima nel 2011 (mentre era impegnato in un rally), riuscirà a compensare il suo deficit, ossia la limitata mobilità del suo braccio destro. Certamente la sua esperienza potrà risultare preziosa per lo sviluppo della vettura durante l’annata. Russell invece, all’esordio in F1, nonostante il suo indubbio talento, avrà bisogno di fare esperienza e di crescere, senza essere caricato di troppe pressioni.

Il vero punto interrogativo rimane ancora quale sarà il livello di competitività della vettura che prenderà parte al mondiale 2019. Pensare ad una Williams in grado di lottare per la zona punti ad ogni gara, ad oggi, pare un miraggio.

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