Proseguiamo la nostra ormai quotidiana analisi delle scuderie F1 della stagione appena conclusa con uno dei team più importanti del Circus: la Red Bull.
Come sempre, il nostro approfondimento partirà da un bilancio generale sulla stagione, per poi passare ad un confronto più specifico sul duello interno fra i due piloti e chiudere infine ponendo un occhio sulle prospettive per il 2019.

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Il bilancio della stagione

Sembra quasi strano definire “prevedibile” la stagione della Red Bull, eppure tra le 10 scuderie del lotto è stata quella a regalare meno sorprese in termini di distacco tra aspettative e risultati: alla vigilia del Gp di Melbourne era designata da tutti come terza forza del mondiale ed effettivamente così è stato. Il costruttore di Milton Keynes, infatti, si è trovato da subito escluso dalla lotta per i primi due posti in classifica tra Mercedes e Ferrari, ma allo stesso tempo si è dimostrato nettamente superiore ai team in bagarre per il quarto posto: gli abissali distacchi in classifica rispetto a Ferrari (2a) e Renault (4a) testimoniano come la scuderia austriaca abbia disputato un campionato “solitario”. Altrettanto, invece, non si può dire delle singole gare: in tante occasioni la RB14 è stata molto competitiva e, come facilmente ipotizzabile a inizio stagione, è stata l’unica vettura ad assumere il ruolo di terzo incomodo nella serrata lotta tra le Frecce d’Argento e le Rosse.

Il duello interno

Uno dei duelli più avvincenti tra compagni di scuderia, quello tra Max Verstappen e Daniel Ricciardo, quest’anno ha delineato un chiaro vincitore: l’olandese (4o in classifica piloti con 249 punti) ha battuto l’australiano (170 punti, 6o) nel confronto in qualifica (15-6), nei piazzamenti in gara (14-5, più i due doppi ritiri dei bibitari a Sakhir e Baku) e nel numero di podi (11-2). Curioso, però, come i 2 podi di Danny Ric coincidano con le sue 2 vittorie, che gli permettono di pareggiare il conto dei successi stagionali del compagno. Inoltre, nonostante il predominio di Max in qualifica, il duello delle pole registra un secco 2-0, con “The Honey Badger” che in Messico ha strappato al compagno l’ultima chance per diventare il più giovane poleman di sempre. In generale, comunque, la stagione di Verstappen è stata migliore, ma sul groppone di Ricciardo pesano gli 8 ritiri (4 quelli di Max) e gli innumerevoli problemi tecnici che hanno incredibilmente flagellato l’australiano.

In ottica 2019

L’addio di Ricciardo, oltre ad aver dato inizio a un misterioso calo prestazionale dell’australiano, ha spalancato le porte della Red Bull al “torello” Pierre Gasly, pronto a lottare per le posizioni che contano. Il 2019 sarà una stagione chiave per la scuderia di Milton Keynes: il motore Honda, dopo l’esperimento sulla Toro Rosso, è stato promosso nella scuderia madre nella speranza di risolvere i problemi legati alla Power Unit.

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A questa novità si aggiunge quella relativa al regolamento 2019: le limitazioni allo sviluppo aerodinamico ostacoleranno le prestazioni della Red Bull, che di ciò ha sempre fatto il proprio cavallo di battaglia? Per avere delle risposte, non ci resta che aspettare la nuova stagione.

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