È l’ora di analizzare l’annata appena trascorsa della Toro Rosso, seguendo la crescita ed il percorso del team italiano durante questa stagione, focalizzandoci poi, sull’ormai consueto confronto interno tra i piloti della scuderia e sul futuro del team di Faenza.

Il bilancio della stagione

Il 2018 è stato un anno pieno di cambiamenti per la scuderia Toro Rosso, con l’avvicendamento del propulsore Honda in cambio di quello Renault, e con l’arrivo di uno dei rookie più promettenti del circus, Pierre Gasly. Cambiamenti che sicuramente, hanno influito in quelle che si è rivelata essere una delle stagioni più deludenti per il Team di Faenza: 33 punti totali conquistati nel mondiale Costruttori (ben 20 in meno del 2017), e 9° posto finale, nonché penultimo, davanti solo alla Williams. Davvero poco quindi da cui ripartire, soprattutto se pensiamo alla reale funzione della Toro Rosso in Formula uno ( vero e proprio vivaio per il Team maggiore  Red Bull), e se paragoniamo quest’ultimo a tutti gli altri team “vivai”: dietro ai rivali per quasi l’intera stagione. Ciò, tuttavia, non ha impedito ai rispettivi piloti, Pierre Gasly e Brendon Hartley, di mettersi in mostra in svariate occasioni: 4° posto e 6° posto rispettivamente in Bahrain e in Ungheria per il francese, 10° e 9° posto in Germania ed in Texas per l’australiano.

Il duello interno

Nonostante un campionato prettamente anonimo, come piu’ volte detto in precedenza, il confronto interno fra i piloti della scuderia si è rivelato essere, per gran parte del Campionato, abbastanza avvincente. A spuntarla, come era prevedibile all’inizio del campionato, è stato il pilota francese Pierre Gasly:  14-7 in qualifica per il francese, 15-6 in gara, ed un totale di 29 punti conquistati nel Campionato del Mondo piloti, valevoli per il 15° posto Finale, contro solo 4 punti conquistati dal rivale australiano, ed un 19° posto finale.

Uno sguardo al futuro: il 2019 della Toro Rosso

Tutto stravolto in casa Toro Rosso per quanto riguarda il 2019: Pierre Gasly, infatti, approderà al team maggiore Red Bull come sostituto di Daniel Ricciardo, mentre Brendon Hartley, non sarà confermato per la stagione seguente, a causa di risultati non esaltanti e mancanza di sponsor sopra tutto. Ai loro posti subentreranno Daniil Kvyat, che farà ritorno in Formula uno dopo un anno di pausa e dopo le non piacevoli esperienze in Red Bull, ed il debuttante Alex Albon, proveniente dalla Formula 2: pilota Thailandese, entra a far parte del Red Bull Junior Programme nel 2012, e dopo svariate stagioni nelle serie minori approda e rimane in formula 2 due stagione, nel 2017 dove conclude con 10° posto finale, e nel 2018, dove arriva a giocarsi il titolo sino all’ultima gara contro i rivali Lando Norris e George Russell: egli, tuttavia, conclude il mondiale al 3° posto, non riuscendo per un soffio ad aggiudicarsi la corona.

 

La line up 2019 della Toro Rosso prevede pertanto, scintille e fuochi d’artificio in pista, tra due piloti giovani che avranno tutto da giocarsi e niente da perdere.

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