Proseguiamo la nostra analisi stagionale per ciascuno dei 10 team del circus 2018. È il turno della McLaren, una delle scuderie più blasonate della storia della Formula 1, ma protagonista suo malgrado di un periodo difficile che dura già da diverso tempo. Vediamo com’è andata quest’anno.

Bilancio della stagione

Di accettabile, la stagione del team anglosassone ha solo il piazzamento finale nel campionato costruttori (6o posto). Il risultato non è affatto un dettaglio, anzi, alla fine è ciò che conta di più, soprattutto in termini economici… però i numeri devono sempre essere contestualizzati. Dopo la fine del disastroso triennio targato Honda e in virtù delle nuove Power Unit Renault, la McLaren si era presentata, a marzo, come la possibile outsider dell’anno, persino per la lotta al vertice. Le prestazioni in pista, invece, hanno evidenziato l’inadeguatezza di una vettura troppo poco competitiva per Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne, confermando i sospetti di chi sosteneva che i problemi degli anni precedenti non fossero legati esclusivamente al motopropulsore nipponico. L’avvio di stagione con 3 doppi arrivi a punti nelle prime 4 gare sembrava presagire che fosse arrivato l’anno della svolta; in seguito però, la MCL33 ha fatto passi di gambero ritrovandosi spesso a lottare con la Williams, fanalino di coda. Il piazzamento finale è dovuto anche al fallimento finanziario in medias res della Sahara Force India, a cui sono bastati solo 9 GP per ottenere, col nuovo nome Racing Point Force India, quasi gli stessi punti raccolti dalla McLaren in 21 gare.

Il duello interno

Senza storia la rivalità interna tra Alonso e Vandoorne. Nonostante i 6 ritiri (2 quelli del belga), il Samurai Spagnolo è prevalso nella classifica piloti (50 punti e 11o posto per Fernando, 12 punti e 16o posto per Stoffel), nel confronto di piazzamenti in gara (12-9) e in quello del numero di arrivi in top-ten (9-4), per non parlare dell’impietoso testa a testa in qualifica: 21-0 in favore dell’asturiano. L’ultima volta che un pilota riuscì a lasciare il compagno di scuderia a secco nel duello del sabato risale al 2008, quando proprio Nando, alla guida della Renault, si impose per 18-0 contro Nelson Piquet Jr.

In ottica 2019

Rivoluzione radicale in casa McLaren: il due volte campione del mondo Fernando Alonso, in cerca di nuovi stimoli, non correrà in F1 nel 2019 (ma non è detto che sia un addio…), mentre Stoffel Vandoorne, dopo una stagione deludente, proseguirà il suo cammino in Formula E. I due sedili vacanti saranno destinati a un altro spagnolo, Carlos Sainz, e al britannico Lando Norris. Il primo, reduce da una buona stagione in Renault, ha già sulle spalle 4 anni di esperienza in F1; il secondo, fresco vicecampione di F2, non vede l’ora di mettersi in gioco. Entrambi sono chiamati all’arduo compito di risollevare una scuderia storica e restituirle anche una piccola parte del prestigio che le appartiene.

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