Al tramonto dell’età vittoriana, nel borgo londinese di Haringey, viene inaugurato il White Hart Lane, casa dell’Hotspur Football Club, squadra nata dall’idea di una classe di grammatica della All Hallows Church. Intanto, nel sud est di Londra, nel borgo reale di Greenwich, un gruppo di operai del Royal Arsenal di Woolwich, fonda il Diel Square. Due rette parallele destinate a rincorrersi senza incontrarsi mai.

La loro storia inizia nel 1910 quando Herry Norris, noto imprenditore e massone britannico, capisce che la sponda sud del Tamigi non è il posto adatto per una squadra di calcio, un luogo lontano e difficile da raggiungere per qualsiasi tifoso. 22.000 sterline, i soldi che Sir. Norris utilizza per affittare il terreno del St. John’s College of Divinity, nel borgo di Islingotn. L’istituto religioso, risalente al 1825, impone inizialmente alla squadra il divieto di disputare partite il giorno di Natale e il Venerdì Santo. È qui che sorge l’Highbury, a due passi dalla vecchia fermata di Gillespie Road, sulla Piccadilly line, facilmente raggiungibile dai supporters dell’Arsenal Football Club.

Quando l’Arsenal emigra al Nord, dopo un disastroso tentativo di fusione con il Fulham, il Tottenham, club di First Division, tenta di opporsi in tutti i modi. Al sopraggiungere della Grande Guerra le ostilità calcistiche cessano ma riprendono dopo la firma dell’armistizio di Copiègne. La federazione decide di ampliare la massima divisione: non più 20 squadre ma 22. Agli Spurs, ultimi in campionato, non dovrebbe toccare il declassamento perché, secondo le regole, una riforma di ampliamento azzera le retrocessioni. Nel Marzo 1919 però McKenna, presidente della lega, sostiene la posizione dell Arsenal – quinto in Second Division – in virtù di una più lunga permanenza dei Gunners nel calcio professionistico.
Si va al voto e gli inquilini di Highbury salgono in First Division a spese dei vicini di White Heart Lane. Inizia così la più accesa rivalità calcistica della City.

Oggi l’Highbury e White Heart Lane non esistono più: l’Arsenal gioca le sue partite all’Emirates Stadium, e il Tottenham, in attesa del suo nuovo gioiello architettonico, disputa le gare casalinghe a Wembley. All’ingresso dell’Emirates, sulla falsariga di un corridoio imperiale, campeggiano le statue di tanti campioni del passato. Tra tutte, la più amata, quella di Thierry Henry che scivola ginocchia a terra per esultare. Il francese prende il pallone di fronte la sua area di rigore, corre per ottanta metri, arriva a ridosso dell’area avversaria, dribbla per due volte e poi fa partire un sinistro radente al terreno di gioco. È il 16 Novembre del 2002 e l’Arsenal campione d’Inghilterra domina i rivali: The North London is red.

Il 20 Novembre 2010, il Tottenham di Luka Modric e Gareth Bale, gioca uno storico derby. Nel primo tempo i Gunners conquistano il doppio vantaggio e sembrano i padroni del match. Nella seconda frazione di gioco, le geometrie e la forza dei futuri galacticos trascinano gli Spurs che al minuto 86 completano la rimonta con il colpo di testa di Kaboul. Il Tottenham vince in casa dell’Arsenal dopo diciassette anni: The North London is white.

Tante le sfide tra le due compagini, alcune finite in goleada, altre da record, come quella del febbraio 2018, finita 1-0 per gli Spurs e seguita da 83.222 spettatori tutti comodamente seduti sugli spalti di Wembley (record per una partita di Premier). Tra tutte esiste una pagina triste, quella degli insulti antisemiti all’indirizzo dei sostenitori del Tottenham. Gli Spurs sono infatti conosciuti anche come ”Yids”. Il termine è un dispregiativo per indicare gli ebrei, gli abitanti dell’antico quartiere londinese dove giace White Hart Lane. Oggi però il termine è diventato quasi un vanto, perdendo la connotazione antisemita, specchio di un movimento calcistico e culturale in crescita continua. Ma il calcio inglese regala anche una goliardia senza eguali, ad esempio i tifosi dell’Arsenal hanno creato una vera e propria festività, il Saint Totteringham’s Day, il girono in cui il sorpasso degli Spurs sui Gunners diventa matematicamente impossibile.

Entrambe arrivano all’Emirates con una vittoria alle spalle. Il Tottenham, in Champions contro l’Inter, l’Arsenal, in Europa League contro il Vorskla. Quello di domani non è un derby normale, è il primo senza Arsene Wenger, storico allenatore dei Gunners, maestro scopritore di talenti: Weah, Vieira ed Henry parlano per lui.

Proprio domani, sotto questa stella, potrebbe esordire in Premier Emile Smith Rowe, centrocampista classe 2000 e già autore di due gol in Europa League. E se dovesse essere proprio lui a decidere il derby? Beh, potrebbe esserci una bella storia da raccontare.

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