Venerdì sera allo Juventus Stadium torna in scena il Derby d’Italia tra bianconeri
e nerazzurri. Da oggi fino al giorno della gara vi accompagneremo raccontandovi le varie sfaccettature di questa grande classica del calcio italiano.

Oggi, per il primo appuntamento, i protagonisti sono… i protagonisti.
O meglio, quelli che hanno vestito entrambe le maglie.
Dal presente con Asamoah e Candreva da una parte e Cancelo e Bonucci dall’altra, fino al passato remoto di Cevenini e Allemandi negli anni trenta, sono più di 30 i giocatori che hanno militato sia per la Beneamata che per la Vecchia Signora.

 

Post-Calciopoli

Nel periodo successivo a Calciopoli, i casi più illustri sono quelli di Ibrahimovic e Vieira, che con la Juve retrocessa in B “tradirono” i colori bianconeri per indossare la casacca nerazzurra. La cosa curiosa è che entrambi hanno militato anche nel Milan. Così come Leonardo Bonucci, colonna dell’undici di Allegri che, oltre alla parentesi recente nel Milan, nel suo passato annovera anche l’esordio in Serie A in maglia nerazzurra in un Inter-Cagliari 2-2 del 2006.
Oltre a loro, Andrea Pirlo. Colonna della rinascita juventina (e dei successi del Milan di Ancelotti), fu protagonista di una parentesi deludente all’Inter ad inizio carriera con un rendimento al di sotto delle aspettative.

Anni duemila

Prima del terremoto calcistico che ha infiammato ancor di più questa rivalità, erano comunque frequenti i trasferimenti da una parte all’altra della “barricata”. Ultimo in ordine di tempo fu lo scambio Cannavaro-Carini del 2004, con la Juve unica a guadagnarci.
Il difensore, una volta approdato in bianconero vinse due scudetti (poi revocati) ed un Pallone d’oro, mentre il portiere uruguayo collezionò appena una decina di presenze in maglia neroazzurra. Oltre a loro vanno ricordati anche Peruzzi e Davids, che non incisero in nerazzurro dopo aver fatto incetta di trofei all’ombra della Mole, così come Totò Schilllaci una decina d’anni prima.

Da Bobo… a Bobo

Negli stessi anni, il fiore all’occhiello dell’attacco interista era Bobo Vieri, già alla Juve per un solo anno nel 97-98. Bobo di soprannome come Sergio Gori, centravanti scudettato con entrambe le maglie (inframezzate da un altro tricolore vinto col Cagliari). Altro centravanti che timbrò il cartellino sia per l’Inter che per la Juve (e anche per Toro e Milan) fu Aldo Serena. In cima ai marcatori del derby d’Italia con 12 reti c’è invece Roberto Boninsegna. Dopo aver castigato 9 nove volte la Vecchia Signora, nel 1976 Bonimba cambiò divisa e realizzò altri tre gol questa volta in bianconero (compresa una doppietta nel 2-0 del 1977).

La fantasia… Baggio e Platini

Baggio regalò magie ai tifosi di entrambe le squadre, mentre pochi sanno che Platini “rischiò” di regalarle agli avversari. Il Divin Codino, dopo aver vinto un Pallone d’oro in bianconero, giocò per due anni sotto la Madonnina. Le Roi, invece, nel ’77 firmò un pre-contratto per l’Inter ma il blocco agli stranieri ne impedì l’approdo in nerazzurro. Cinque anni più tardi, alla riapertura delle frontiere, l’Inter aveva altre priorità e così Platini fu libero di accasarsi alla Juve dove vinse praticamente tutto, compresi tre palloni d’oro e una Coppa dei Campioni. Una vera beffa per i neroazzurri.

Tardelli e Altobelli

Infine, doppi-ex sono stati anche due dei tre marcatori della mitica finale dell’82.
Tuttavia, i due campioni del mondo, una volta cambiata maglia, resero al di sotto delle attese. Tardelli andò da Torino a Milano, Spillo fece il viaggio inverso. Entrambi senza fortuna. Ma entrambi indimenticabili e sacri per il calcio italiano.

Proprio come Inter-Juve, la grande classica del nostro calcio!

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