Per quanto la stagione NBA sia appena ad un terzo del suo percorso, i tempi sono già maturi per fare il punto della situazione sui principali contendenti dei vari premi individuali che la massima lega americana assegna ogni anno a fine stagione.

Most Value Player

Partiamo con il riconoscimento più atteso, quello che verrà assegnato al miglior giocatore della regular season in assoluto: l’MVP. In quest’ottica, la situazione sta già iniziando a delinearsi: i favoriti sono Antetokoumpo, Leonard, il solito e immortale James, uno dei due del duo Warriors CurryDurant e, per finire, Embiid e Irving. Questi sono i nomi caldi per questa stagione.

Giannis Antetokoumpo, al momento al comando della speciale graduatoria, sta guidando i suoi Bucks al secondo posto della Eastern Conference con prestazioni a tutto tondo e cifre sempre più “monstre” (26.6 i punti, 13.2 i rimbalzi e 6.1 gli assist), che dimostrano il suo continuo e inesorabile miglioramento.

Su Kawhi Leonard invece veleggiava un alone pieno di dubbi e incertezze, dopo che la passata stagione era stato quasi sempre ai box per colpa degli infortuni e dopo la burrascosa estate che lo ha portato a separarsi dagli Spurs. Tutti gli scetticismi sono stati gettati via da queste prime 32 partite di Toronto (23-9 e miglior record della lega) e una leadership già divenuta evidente. Leonard non è peggiorato per niente nell’anno di “pausa” e, oltre ad essere un attaccante capace di segnare 26.3 punti a partita e catturare 8.4 rimbalzi a partita (secondo in questa classifica tra le ali), rimane uno dei pochi giocatori della NBA capace di dominare e cambiare una partita in entrambe le metacampo.

Quando si parla di MVP, come visto, non può mancare Re LeBron James.
Sbarcato quest’estate a Los Angeles con il compito assai arduo di riportare i Lakers ad alti livelli, King James sta disputando un’altra buona stagione, anche se al momento vissuta con alti e bassi derivanti dal tentativo di ambientarsi nel migliore dei modi coi nuovi compagni e con una nuova filosofia di gioco diversissima da quella di Cleveland. Nonostante ciò, le sue statistiche rimangono esaltanti (28.4 punti, 7.6 rimbalzi e 7.0 assist) e per questo potrebbe essere un serio contendente fino a fine stagione, soprattutto se i suoi Lakers dovessero ulteriormente migliorare il già buon record (18-12) e continuare il loro processo di crescita.

Sponda Warriors, Steph Curry e Kevin Durant sono candidati credibili anche quest’anno perché, oltre alla continua frantumazione di record personali (stanotte Curry ha raggiunto i 15mila punti e Durant ha superato Larry Bird nella classifica dei migliori realizzatori della storia) giocano nella miglior squadra della lega. Rispettivamente secondo e terzo nella classifica marcatori, a 29.3 e 29.0 punti a partita, sembra sempre che non giochino al massimo delle loro potenzialità ma che cerchino di gestire le energie, con l’unica intenzione di arrivare il più riposati possibili ai Playoff.

Un altro serio e rispettabile candidato al premio può essere Joel Embiid, che a Philalphia sta vivendo la stagione dell’assoluta consacrazione: il lungo camerunese ha innalzato ogni cifra delle sue statistiche (26.9 i punti conditi da 13.4 rimbalzi e 2 stoppate a sera) aumentando vistosamente il suo minutaggio: 34.2 minuti a partita. Da quando l’ex Kansas è arrivato nella Lega questo dato non è mai stato così in alto e la “questione infortuni” potrebbe dirsi definitivamente conclusa. Dal punto di vista del gioco è il centro puro più dominante della Lega, abile ad abbinare un gioco in post basso ad una capacità di attaccare il ferro fronte a canestro soprattutto grazie alla velocità dei suoi piedi, che gli permettono di eseguire movimenti che per un lungo di 2.13 e 115 kg non sono di certo ordinari.

Il discorso MVP potrebbe dunque fermarsi a questi 6, James Harden e Antony Davis permettendo, visto che per entrambe le loro franchige, Rockets e Pelicans, sembra essere arrivato un repentino cambio di rotta, soprattuto per i primi.

Ecco la classifica ponderata completa (fonte gazzetta.it):

1- Giannis ANTETOKOUNMPO (Bucks) 25.9 punti, 13.1 rimbalzi, 6.0 assist;
2- LeBron JAMES (Lakers)  28.4 punti, 7.6 rimbalzi, 7.0 assist;
3- Kawhi LEONARD (Raptors) 26.1 punti, 8.3 rimbalzi, 48.8% al tiro;
4- Anthony DAVIS (Pelicans) 28.1 punti, 12.4 rimbalzi, 2.8 stoppate;
5- James HARDEN (Rockets) 30.8 punti, 8.3 assist, 44.8% al tiro;
6- Kevin DURANT (Warriors) 28.9 punti, 7.7 rimbalzi, 6.2 assist;
7- Damian LILLARD (Blazers) 27.0 punti, 6.1 assist, 43.9% al tiro;
8- Joel EMBIID (Sixers) 26.5 punti, 13.3 rimbalzi, 1.9 stoppate;
9- Paul GEORGE (Thunder) 24.3 punti, 7.9 rimbalzi, 2.2 recuperi;
10- Kyrie IRVING (Celtics) 22.5 punti, 6.4 assist, 48.2% al tiro.

*Curry al momento è escluso in quanto ha saltato ben 11 partite nello scorso mese.

Rockie Of The Year

Per la questione ROY, invece, la corsa sembra essere a due: Luka Doncic e DeAndre Ayton. Per quanto riguarda lo sloveno, a sorprendere non sono solo le sue strabilianti cifre (18.2 punti 6.7 rimbalzi e 4.7 assist) ma la maturità e la leadership che gli appartengono e che lo rendono già il vero Leader di Dallas. Allo stesso modo, il talentuoso Ayton viaggia con una doppia doppia di media, grazie ai 15.6 punti e 10.1 rimbalzi a gara e, nonostante l’andamento poco entusiasmante dei suoi Phoenix Suns, la sua stagione non potrà passare in dimenticatoio.

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