Per gli amanti della Boxe con la B maiuscola c’è solo un match che potrebbe scombussolare e rallegrare il 2019, quello tra i due pesi massimi più discussi dell’ultimo periodo, Anthony Joshua campione mondiale di quattro delle cinque corone iridate, quelle WBA, IBF, WBO e IBO (difese l’ultima volta nel match a senso unico dello scorso settembre a Wembley contro il russo Povetkin) e Deontay Wilder, l’americano detentore dell’ultima cintura che tanto piacerebbe al pugile britannico per completare la sua bacheca già stracolma, quella WBC.

Ad ogni modo come risaputo i sogni spesso rimangono tali e come dice Vasco “ci si deve accontentare”, per cui il match per volontà dello stesso pugile dell’Alabama non si svolgerà, almeno non prima che si sia disputato il rematch tra Wilder e il Gipsy King, Tyson Fury, tornato in forma strabiliante dopo i 3 anni di squalifica e di depressione (più volte ammessa dal gigante inglese di 2.06m x 117kg) con l’eccezionale performance dello scorso 1 dicembre nel match tecnicamente fenomenale svolto il primo di dicembre a Las Vegas proprio contro il padrone di casa campione iridato WBC da ormai più di 4 anni.

Il rematch sarà fissato per il 27 aprile o per il 18 Maggio, e finalmente dopo quel giorno fatidico sapremo chi dei due andrà molto probabilmente a sfidare Joshua in un incontro epocale per unire tutte le 5 cinture in una sola mano (non sarà sicuramente prima di Dicembre 2019) , cosa mai successa fino ad ora nella categoria dal riassetto delle federazioni avvenuto intorno agli anni 70’.

Nel frattempo però anche Joshua scalda i guantoni e si prepara all’incontro del 1 Giugno del Madison Square Garden contro Jarell “Big Baby” Miller che però in modo più spesso provocatorio è stato definito da Wilder una nullità poco conosciuta, stuzzicando ulteriormente l’avversario che ricordiamo è imbattuto come l’americano in carriera (rispettivamente i due hanno uno score di 22-0 di cui 21 vittorie per KO e 40-1-0, con l’unica “macchia” per Wilder che rimane di fatto il pareggio a punti con Fury).

Tuttavia il pugilato non si ferma qui e fra i protagonisti del 2019 ci sono anche personaggi di categorie minori che con il loro carisma e la loro forza piano a piano, passo dopo passo, stanno prendendosi la scena.

Fra questi non può mancare chiaramente il messicano Saul Alvarez, in arte Canelo per il colore appunto colore cannella dei suoi capelli, che dallo scorso anno ha deciso di svolgere il grande salto di categoria passando ad essere oltre che campione dei pesi medi anche campione WBA dei supermedi (tra i 73 e i 76kg) battendo il 15 dicembre un impotente Rocky Fielding, che nulla ha potuto contro l’aggressività e la potenza esplosiva di Canelito, che ha dimostrato come il suo avversario fosse Rocky solo di nome ma non di fatto non avendo nulla in comune con quello più famoso di creazione hollywoodiana.

Canelo ora punta sempre più in alto e nel weekend della prima settimana di Maggio sfiderà il campione mondiale IBF dei pesi medi Daniel “Miracle Man” Jacobs alla T-Mobile Arena di Las Vegas per unificare tutte le cinture della categoria tranne quella WBO che rimane salda per il momento dell’americano 30enne Demetrius Andrade.

Altra “Beast” della propria categoria, quella dei superleggeri, da seguire assolutamente ancora in questo 2019 non può che essere Manny Pacquiao, il 40enne filippino immortale che il 16 gennaio ha letteralmente divorato con la sua velocità ed agilità il 29enne Adrien Broner (nonostante appunto gli 11 anni di differenza).

Il filippino colpisce soprattutto per la sua storia, essendo passato da venditore di sigarette nella sua città natale di Kibawe a pugile professionista per mantenere la famiglia ed essendo attualmente allo stesso tempo senatore della repubblica dopo essere arrivato settimo nel conto totale dei voti.

Ultimi, non per importanza, per rimanere in Europa ci sono da tenere d’occhio il francese Souleymane Cissokho, già medaglia di bronzo a Rio 2016 dei Superwelters (medi leggeri) e consacrato lo scorso weekend a Parigi campione di francia della categoria, gli inglesi Joe Joyce e Anthony Yarde, rispettivamente campione WBA dei pesi massimi dal Dicembre scorso e seconda forza dei mediomassimi che tornerà in scena il 23 febbraio , l’altro francese, il 26enne Tony Yoka campione olimpico dei supermassimi (però attualmente squalificato fino all’estate per aver saltato 3 controlli antidoping consecutivi durante l’anno passato), e il nostrano prodotto italiano Carmine Tommasone , che nonostante la batosta nel ring dello scorso 2 febbraio nella categoria pesi piuma (dimenticata poi con la successiva proposta di matrimonio commovente sul ring alla sua fidanzata) siamo sicuri tornerà a brillare ed a regalare emozioni al pugilato italiano che, dopo i tempi di Clemente Russo e Roberto Cammarelle, cerca ancora un degno sostituto anche nei pesi massimi e supermassimi (attualmente ahimè siamo lontani anni luce dai mostri sacri attuali della categoria).

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