“Forget the All-star Game. Start watching italian basketball”. Così titolava un editoriale uscito sul New York Times nel weekend in cui, mentre i fenomeni NBA si apprestano a calcare il parquet di Charlotte per il 68^ All-star Game, al di qua dell’Atlantico andava in scena l’italian dramma Final Eight di Coppa Italia.

Il format, ormai collaudato, prevede le prime otto squadre di serie a sfidarsi in un torneo ad eliminazione diretta che, tra giovedì e domenica, al Mandela Forum di Firenze, consegna il primo trofeo dell’anno.

A trionfare è la Vanoli Cremona che ha battuto in finale l’Happy Casa Brindisi 83-74 ma, in una tre giorni così tirata e spettacolare, è necessario partire dai quarti per capire come mai, anche dalla patria della pallacanestro, una competizione del genere attira attenzione e consensi.

Già dai quarti di giovedì, lo spettacolo non è mancato: nella prima partita Cremona si impone sulla Openjobmetis Varese 82-73; complice una partenza sprint (15-4 di parziale nei primi 6 minuti). Quando la partita si riequilibra (Varese arriva addirittura al sorpasso con un ottimo Ferrero), salgono in cattedra Crawford (che mette a referto 4 triple consecutive, per un totale di 20 punti alla sirena) e Sanders, che mette in campo l’esperienza necessaria a riportare sul +9 i ragazzi di Sacchetti, che riescono ad amministrare il vantaggio fino al 40^.

Il secondo quarto di finale rappresenta uno spot per il basket nostrano; innanzitutto per le squadre in campo: Virtus Bologna-Olimpia Milano è infatti lo scontro tra le due squadre più tifate e titolate d’Italia.

Sul parquet, la sfida regala un equilibrio quasi inaspettato. Parte bene Milano guidata da un super Nunnally, ma all’inizio del secondo quarto, un parziale di 7-0 per gli emiliani ribalta, soprattutto a livello mentale il match. È M’baye, l’ex col dente avvelenato, a far la differenza portando al massimo vantaggio (+11) la Virtus. Quando la sfida sembra ormai chiusa, due triple negli ultimi 30’’ regalano un perfetto finale thrilling; con il tiro del pareggio di Brooks che, sulla sirena, viene annullato dall’instant replay mandando a casa i grandi favoriti, sconfitti 84-86.

La seconda giornata vede l’incredibile sconfitta della Umana Reyer Venezia contro Banco di Sardegna Sassari 89-88.

Partita equilibrata nelle prime battute, finchè Daye, con tre triple, porta fino al primo tentativo di fuga l’Umana (+9) al primo intervallo. Percentuali devastanti per i veneti nel primo tempo che però, inaspettatamente, si blocca e, dopo un vantaggio che arriva ad essere di +20, si fa rimontare fino al sorpasso. Il finale punto a punto premia Sassari che, sull’onda dell’entusiasmo generato dalla super rimonta, porta a casa la semifinale.

A sfidare Sassari ci sarà Brindisi che batte 95-92 la Sidgas Avellino.

+18 di vantaggio che già alla fine del primo quarto indirizza la sfida ma, nel secondo quarto, un moto d’orgoglio dei campani riduce a soli 7 punti il distacco all’intervallo lungo. Terzo quarto sontuoso di Avellino che scappa sul +11 con cifre da NBA (40 punti in 10’) che però non basta. Dopo il pareggio a 34’’ dalla sirena, altro finale al cardiopalma: sbaglia da tre Sykes, non dalla lunetta Chappell, che porta i pugliesi in semifinale.

È la giornata di sabato svela i nomi delle due pretendenti ultime al trofeo.

Non basta l’entusiasmo generato dalla vittoria su Milano. Bologna non riesce a contenere Cremona, che arriva addirittura ad un punteggio in tripla cifra e conclude la sfida sul 102-91. Gara, in generale gestita bene dai ragazzi di Sacchetti, che guidati da un super Crawford e dai 26 punti di Diener. Nelle V nere deludono alcuni dei big e non basta un buonissimo Aradori a raggiungere la finalissima.

Decisamente più equilibrata l’altra semifinale, con Sassari battuta di un solo punto (86-87) dall’Happy Casa Brindisi. Primo quarto “all-star” con percentuali di tiro altissime e partita che scivola via senza troppi strappi fino al primo vantaggio in doppia cifra per Brindisi. Con uno svantaggio che arriva fino al -16, per Sassari serve un secondo miracolo purtroppo solo sfiorato. Saranno i pugliesi a giocarsi il trofeo.

Sono dunque due new entry a scendere sul parquet domenica serale la tensione si vede dalle scarse percentuali di tiro iniziali. È il solito Diener a spezzare l’equilibrio e portando subito avanti i suoi, che arrivano all’intervallo lungo sul +8.

Non cambia l’inerzia della partita dopo il riposo, Sassari ci prova ma la gestione dei Lombardi è perfetta e Crawford gioca un basket sublime su entrambi i lati del campo e giustificando (qualora ce ne fosse bisogno) la nomina ad MVP della competizione. L’infortunio a Rozzier è di fatto il sipario sul match, che si conclude 83-74; per il primo trofeo nella bacheca Vanoli e la terza coppa di coach Sacchetti.

Di solito tendiamo ad ascoltare i consigli degli americani, ad imitarne usi e costumi e mai come in questo weekend il messaggio da recepire è Watch the italian baketball, ne vale sempre la pena.

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