Pioggia, tanta pioggia. Gare accorciate, poca visibilità, neve bagnata e quindi terreno scivoloso. Prima di tutto, ci resta questo. Dopo tutto, ci sono anche tante cose che rimarranno nella storia di questi Mondiali ma non solo. Partendo dall’Olimpo, il ritiro della più grande sciatrice di tutti i tempi, Lindsey Vonn, che ha chiuso la sua carriera con una medaglia di bronzo in Discesa Libera. Un gradino sotto, ma non per demerito, un altro grande Campione che ha detto addio allo sci: Aksel Lund Svindal, anche lui autore di una splendida prova in Discesa Libera che gli ha regalato l’ennesima ed ultima medaglia, d’argento solamente per 2 centesimi.

Continuando a parlare di Campioni, con la C maiuscola, che invece continueranno, si spera per tanto, a far “godere” gli amanti dello sci, la scena passa a Marcel Hirscher e Mikaela Shiffrin. L’austriaco, che avrebbe potuto battere il record di Anton Engelbert Sailer, detto Tonisciatore che tra il 1956 e il 1958 vinse sette ori mondiali, l’ha eguagliato, vincendo l’oro in Slalom Speciale. Marcel è ora fermo a 7 ma, fisico permettendo, potrà superarlo a Cortina d’Ampezzo nel 2021 e diventare il più vincente di sempre ai Mondiali. Il classe 1989 ha poi vinto l’argento in Slalom Gigante, dove è stato battuto dal rivale Henrik Kristoffersen che si è parzialmente rifatto dopo tutte le “sconfitte” in Coppa del Mondo.

La Shiffrin invece ha vinto sia in SuperG che in Slalom Speciale, ed è arrivata “solo” terza in Slalom Gigante, raggiungendo quota 5 ori e 1 bronzo. Con il successo in Slalom Speciale è diventata la prima sciatrice della storia a vincere 4 titoli iridati consecutivi in una singola specialità (Schladming 2013, Vail/Beaver Creek 2015, Sankt Moritz 2017, Are 2019).

Altra protagonista al femminile dei Mondiali è stata la slovacca Petra Vlhova, vincitrice della medaglia d’oro nello Slalom Gigante, di quella d’argento in Combinata e di bronzo in Slalom Speciale.

Per quanto riguarda l’Italia, a farci gioire sono state, come sempre, le discipline veloci. Dominik Paris ha trionfato in un SuperG dove, come riportato da lui stesso, la visibilità era molto limitata: “Non si vedeva niente, visibilità piatta, ma in qualche modo sono riuscito a volare comunque”. L’azzurro, partito con il numero 3, è stato il più veloce, tenendo dietro di sé, a soli 8 centesimi, il francese Johan Clarey e Vincent Kriechmayr (secondi a pari merito).

Tra le donne la protagonista è stata, ancora una volt, una splendida Sofia Goggia. Ripresa al meglio dopo l’infortunio che l’ha tenuta fuori per la prima parte di stagione, si è conquistata la medaglia d’argento nel SuperG. Per il resto, se nelle discipline tecniche non  ci siamo nemmeno avvicinati al podio, ci consoliamo con un fantastico bronzo nel team event. Fantastico perché gli atleti che hanno partecipato sono stati Lara Della Mea, Simon Maurberger, Alex Vinatzer e Irene Curtoni. Due di questi, Lara e Alex, sono nati nel 1999. L’Italia ha dunque deciso di affidarsi ai giovani e l’esperimento è riuscito con successo. È proprio da qui che deve ripartire l’italia, dai giovani e dal loro talento.

In definitiva, l’Italia ha chiuso al quinto posto del medagliere con 1 oro, 1 argento e 1 bronzo. A comandare, a pari merito, sono state la Svizzera e la Norvegia (2 ori, 1 argento e 1 bronzo), seguite dagli USA (2 ori e 2 bronzi) e dall’Austria (1 oro, 4 argenti e 3 bronzi).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here