Ad inizio stagione, o per meglio dire al 10 Luglio 2018 (giorno dell’acquisto di CR7 da parte della Juventus), probabilmente in pochi avrebbero messo la mano sul fuoco su una vittoria abbastanza netta dell’Atletico Madrid contro la Juventus, dopo che gli spagnoli erano reduci da una scorsa stagione deludente con l’uscita ai gironi di Champions contro Chelsea e Roma e un campionato chiuso a -14 dalla vetta.

Tuttavia, il match di Mercoledì sera ha dimostrato al mondo intero come a volte a fare la differenza nel calcio – come nella vita – sia l’attitude (termine inglese che sta a significare letteralmente l’atteggiamento), cioè la mentalità con cui si approcciano certe sfide, potremmo dire una sorta di intelligenza (in questo caso calcistica) applicata al compito da svolgere o alla prova da superare, un’intelligenza quindi, da attuare a seconda del contesto, malleabile in tutto e per tutto.

Quest’intelligenza, come spesso accade, l’Atletico l’ha messa in campo l’altro ieri, rappresentando nella maniera migliore quel modo di giocare, quella grinta, quell’intensità agonistica, quel catenaccio e contropiede simbolo del Cholismo di origini italiane e Mourinhane ed ora abbellito anche da un pizzico di bel gioco. Perchè sì, inutile nasconderlo, i Colchoneros l’altro ieri in fase di possesso per certi tratti sembravano il Barcellona del Tiki Taka Guardiolano, con giocatori contraddistinti da un’eleganza e una tecnica che raramente si vedono, soprattutto nel nostro campionato.

Il Cholo ha vinto il primo atto, ma la Champions è ancora lunga e il ritorno all’Allianz Stadium ci dirà se Cristiano Ronaldo sia valso veramente l’investimento dei bianconeri per arrivare all’agognata Champions o se invece sarà l’Atletico Madrid a poter continuare a sognare di portare a casa la Coppa dalle grandi orecchie, l’unico trofeo che è mancato ai Colchoneros in questi ultimi anni e per tutta la loro storia (3 finali perse su 3 giocate).

Ad ogni modo, se l’Atletico del Comandante Simeone riuscisse a passare il turno, entrerebbe di diritto fra le pretendenti alla vittoria finale. Stesso discorso vale per la Juve che, in caso di Remuntada, arriverebbe spronata e col morale alle stelle (oltre che con un organico di stelle) tra le prime otto della classe europea, diventando probabilmente a quel punto la grande favorita ed il “Nemico pubblico Numero 1”.

La Champions però ci ha riservato spesso grandi sorprese e questo lo sa bene l’altra italiana in corsa, ossia la Roma, che dopo l’incredibile cammino della scorsa stagione non vuole porsi limiti neanche quest’anno.
I giallorossi con il 2-1 al Porto firmato dal nuovo pupillo, o per meglio dire il “nuovo Pupone” Nicolò Zaniolo, credono vivamente nel passaggio del turno e dimostrano per l’ennesima volta al calcio europeo come l’Olimpico quando il gioco si fa duro diventi una vera e propria fossa dei leoni, invalicabile ed allo stesso tempo emotivo, in grado di offrire l’incipit ai giocatori in campo di dare quel qualcosa in più che troppo spesso non viene recepito in campionato o in altre partite che nella carta possano sembrare meno importanti.

Tuttavia, nonostante i chiari favori del pronostico per il passaggio del turno dopo la vittoria contro i portoghesi, la “Magica” difficilmente si può considerare tra le favorite (a meno che non diventi proprio Magica come dimostrato lo scorso anno contro il Barça).

Ruolo che invece spetta senza alcun dubbio al PSG in primis, che quest’anno sembra assieme alla squadra uscente dall’ottavo tra Atletico e Juve la compagine più predisposta per arrivare fino in fondo.

Mercoledì sera sarà passato indiscreto sicuramente il 5-1 in Ligue 1 inflitto dal PSG in modalità Tsunami ad un indifeso ed impotente Montpellier, risultato che porta i parigini a 65 punti in 24 gare, con ormai già il campionato in tasca a fine febbraio e con un ottavo di Champions che a meno di disastri al Parco dei Principi non rivelerà sorprese.
Si perchè se vai a vincere così a Manchester in un ottavo di andata senza i tuoi uomini d’attacco migliori (sia Cavani che Neymar erano ai boxe) e contro i Red Devils che tutto si poteva dire tranne che erano fuori condizione (prima del match erano in striscia positiva da 11 partite), è normale e doveroso considerarti tra le Top. Così che non può più apparire assurdo e irresponsabile ammettere che questo PSG finalmente sembra essere costruito e comprovato – come squadra e non più come un insieme di singoli giocatori – per arrivare fino in fondo. 

Successivamente da questi ottavi ne escono bene il Manchester City che l’altro ieri ha ribaltato il match contro lo Schalke 04 vincendo 3-2 con 2 gol nei 5 minuti finali (in 10 uomini tra l’altro dopo l’espulsione di Otamendi) e il Real Madrid campione europeo da 3 edizioni consecutive che anche senza CR7 continua ad avere in Champions un ritmo strabiliante nonostante la non brillante prestazione offerta all’Amsterdam Arena dove l’Ajax a più riprese avrebbe meritato addirittura di vincerla.

Ma si sa le Top sono e restano Top e anche il Barcelona e la uscente tra Liverpool e Bayern Monaco restano grandi pretendenti al titolo finale, nonostante due opachi ottavi di andata.

Occhio quindi a sottovalutarle, soprattutto il Barcelona che se dovesse risvegliarsi e non dovesse incontrare nel suo cammino squadre ostiche e tenaci, in grado di verticalizzare in maniera eccelsa (e quindi di arginare il Tiki Taka) come Atletico e lo stesso Liverpool siamo sicuri possa arrivare fino in fondo.

Ultimo non per importanza il Totthenam che col 3-0 al Borussia (che ricordiamo aveva umiliato letteralmente con un secco 4-0 ai gironi lo stesso Atletico che ieri ha battuto la Juve) vede i quarti a un passo nonostante difficilmente potrà giocarsela con compagini che sulla carta e sul campo si dimostrano superiori.

E allora dopo questi primi strabilianti match di Champions le verità che ci rimangono sono poche, i dubbi tanti, le emozioni idem, e se al 22 Febbraio 2019 ci fosse da fare un pronostico, da mero appassionato di calcio da Pub per intenderci, tra le prime quattro non avrei dubbi ad inserire il PSG, la vincente fra Atletico e Juve, il Real Madrid ed una tra Barça e Manchester City (sorteggi permettendo ovviamente).

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