Con il Galles in testa alla classifica, Inghilterra e Irlanda che seguono a ruota, l’ultima giornata del Sei Nazioni si appresta ad essere decisiva per la vittoria finale del torneo. Un round pieno di sorprese e con una partita tra le più assurde degli anni Duemila. Analizziamole assieme.

Italia – Francia (15-24)

Per l’occasione la squadra guidata da O’Shea propone un XV tradizionale con un solo cambio rispetto alla “formazione tipo”, dentro Zanon da secondo centro e fuori Michele Campagnaro. I “galletti” invece, ancora alla ricerca di una vera identità stravolgono nuovamente i trequarti lasciando in panchina Ramos, una delle poche note positive del torneo, per schierare il redivivo Medard, autore di una prestazione non sufficiente.

La partita inizia con gli azzurri sprintosi, che si portano sul 6 a 0 grazie ai piazzati di Tommaso Allan, il quale nel corso degli ottanti minuti fa vivere degli incubi agli italiani con due errori che a fine match si dimostrano fatali per padroni di casa. Al minuto 15 arriva la meta del mediano di mischia francese Dupont, trasformata da Ntamack che poi piazzerà il calcio del 10 a 6. A mettersi tra la vittoria e l’Italia si mette anche la sfortuna, che impedisce all’esordiente Zanon di marcare due mete. Il secondo tempo è molto equilibrato, l’Italia gioca bene e la Francia è in totale confusione, un’occasione del genere per i nostri ragazzi non si ripeterà, è la volta buona per vincere!

Tebaldi risponde a Huget e porta l’Italia a -3. Gli azzurri nel finale di partita sono sempre nei 22 metri avversari ma le azioni sono poco ordinate. Negli ultimi minuti, grazie all’estro del subentrato Serin e ad una perla di Ntamack la francia va a marcare l’ultima meta per il definitivo 24 a 15 con Penaud.

Questo Sei Nazioni lascia alle due squadre ben poco di positivo. Gli azzurri, con il cucchiaio di legno, dovranno leccarsi le ferite e capire se la gestione O’Shea potrà essere riproposta anche dopo la Coppa del Mondo, che si appresta ad essere un’ennesima débâcle. La Francia invece deve vedere il bicchiere mezzo pieno e puntare tutto su Ntamack e Penaud che hanno dimostrato di essere due fuoriclasse assoluti.

Galles – Irlanda (25-7)

Al Millennium Stadium va in scena la partita decisiva di quest’edizione del Sei Nazioni, da una parte la squadra di Warren Gatland alla ricerca del Grande Slam, dall’altra quella di Joe Schmidt che con una vittoria potrebbe sperare in un’improbabile vittoria finale in caso di vittoria scozzese a Twickenham.

I “dragoni” mettono in campo i titolarissimi ma sono costretti a fare a meno dopo pochi minuti di George North per infortunio. L’Irlanda lascia in panchina il talentuoso Larmour e schiera Kearney estremo.

La partita è da prendere come esempio per la perfezione difensiva gallese, di un pack di mischia inossidabile ed insuperabile guidato da Navidi e da capitan Jones. Il primo tempo termina con un secco 16 a 0, con una meta al primo minuto di Parkes e il piede perfetto di Anscombe.  Nel secondo tempo la storia non cambia e il galles si porta sul 25 a 0 con tre calci piazzati. La meta della bandiera arriva con il cronometro già “rosso” grazie al subentrato Jordan Larmour. Il match si conclude sul 25 a 7 che significa vittoria del torneo per il Galles e terzo Grande Slam della gestione di Gatland.

In vista del mondiale le due squadre arriveranno da principali contendenti degli All Blacks, anche se con il Galles leggermente in vantaggio sugli irlandesi per la capacità di adattare il proprio gioco in più situazioni e una difesa che ad oggi è la migliore al mondo.

Inghilterra – Scozia (38-38)

La celeberrima Calcutta Cup si apre con i pronostici tutti in favore degli inglesi e infatti il match inizia con un dominio dei padroni di casa. Nel primo tempo arrivano quattro mete con Nowell, Curry, Launchbury e May che valgono il provvisorio 31 a 7 all’intervallo per la squadra capitanata da Owen Farrell. La Scozia sembra non essere nemmeno scesa in campo ma allo scadere riapre i conti con la marcatura di McInally.

Nel secondo tempo succede di tutto. L’Inghilterra “stacca l’interruttore” e i rivali storici rientrano passo dopo passo in partita. Swing low sweet chariot passa dall’essere un boato assordante ad essere appena appena percettibile, mentre l’inno scozzese alza sempre di più i decibel. La scozia timbra quattro mete con Graham (2), Bradbury e Russell riportando il punteggio in parità.

Negli ultimi dieci minuti va in scena un kolossal holliwoodiano. La Scozia al minuto 76 si porta in vantaggio con una meta schiacciata in mezzo ai pali da Johnson ed erige un muro davanti alla propria linea dei 22 metri per difendere la vittoria provvisoria. L’Inghilterra non ci sta e con la sola forza dell’orgoglio, due minuti oltre l’ottantesimo va a marcare con Ford e sancisce il definitivo 38 pari.

Considerati i percorsi in questa competizione, le due squadre non dovrebbero avere molte ambizioni per la Coppa del Mondo, anche se la fase offensiva inglese è tra le prime tre in assoluto. In questi mesi coach Jones avrà il duro compito di sistemare la difesa.

 

 

LA CLASSIFICA FINALE:

Galles 23 e Grande Slam

Inghilterra 18

Irlanda 14

Francia 10

Scozia 9

Italia 0

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