Nel quinto secolo a.c., dopo la fine delle Guerre Persiane, Atene e la lega delio-attica di cui era a capo videro aumentare notevolmente il proprio potere sulla Grecia Antica. Inevitabile fu così lo scontro con l’altra forza egemone della regione, Sparta, capofila della lega peloponnesiaca.
Due visioni del mondo molto distanti tra loro. Da una parte la democrazia ateniese, che ebbe i suoi padri in Solone, Clìstene ed Efialte, e la sua forma più compiuta sotto l’azione di Pericle. Dall’altra la diarchia spartana: due Re, controllati e guidati da cinque Efori e dai ventotto saggi della Gherusia. L’assemblea (Ecclesia) cui partecipavano tutti i cittadini ateniesi, divisi in dieci tribù, opposta alla rigida divisione in tre classi sociali (Spartiati, Perieci, Iloti) degli spartani. Lo sviluppo delle arti, della filosofia e delle scienze ricercato da Atene avverso all’arte della guerra di Sparta. La forza navale ateniese contro la leggendaria falange spartana.
La Guerra del Peloponneso vide fronteggiarsi le due città-stato per quasi trent’anni, dal 431 al 404 a.c.: tutti l’abbiamo in qualche modo studiata ma, dite la verità, non è facile ricordare chi prevalse..

Venendo ai giorni nostri, sono due le forze egemoni che si contendono la conquista della Premier, in quella che potremmo definire la Guerra di Albione. City e Liverpool, capofila di quel movimento inglese che vuole dominare l’Europa, stanno vivendo una stagione di straordinario equilibrio. In un paragone semiserio – nessuno si senta offeso – può essere lecito avvicinare Atene agli Sky Blues e al loro calcio ragionato, quasi scientifico, portato avanti da Pep Guardiola. Il quale non sarebbe poi così strano da immaginare a discutere di filosofia nell’agorà ateniese. Dall’altra parte i Reds, con le loro feroci transizioni offensive, da associare all’esercito spartano. Anche in questo caso, non sembra oltremodo blasfemo immaginare uno Jürgen Klopp alla testa di qualche migliaio di opliti pronti alla battaglia.

Separate da due punti (ma i citizens devono recuperare una gara) a cinque turni dal termine, le due squadre si sono alternate diverse volte in vetta alla classifica. Intorno a Natale la doppia sconfitta degli uomini di Guardiola – contro Crystal Palace e Leicester – aveva permesso al Liverpool di involarsi fino a +7. Ma il City ha con pazienza ricucito il gap, anche e soprattutto grazie alla vittoria per 2-1 nello scontro diretto del 3 gennaio. Una sconfitta in quell’incontro avrebbe chiuso i giochi con largo anticipo.

Ora il momento decisivo: per la banda Klopp l’ultimo ostacolo davvero importante sembra essere l’incontro odierno, ad Anfield, con il Chelsea. Una partita che certamente non evoca dolci ricordi alla Kop.. Nelle restanti quattro sfide, il Liverpool affronterà Cardiff City e Huddersfield Town: la prima si trova in una situazione quasi disperata, terzultima  a -5 dal Brighton (e con una gara in più), la seconda è già da tempo retrocessa matematicamente. A chiudere, gli incontri con Newcastle e Wolverhampton: i Magpies sono già ora praticamente certi della salvezza mentre i Wolves – se proprio il City si aggiudicasse la FA Cup nella finale contro il Watford – potrebbero giocarsi le chance di settimo posto che significa Europa League.
In mezzo, la Champions: il ritorno dei quarti di finale contro il Porto, partendo dal 2-0 dell’andata a Liverpool, potrebbe persino permettere qualche ragionamento a Klopp, sebbene il passaggio del turno non sia comunque scontato.

Calendario più complesso per il City, tuttora in corsa per uno storico Quadruple (la League Cup è già in bacheca, dopo la vittoria ai rigori sul Chelsea). La fase decisiva sembra essere proprio quella in cui stiamo entrando: dopo il tranquillo Crystal Palace di oggi, infatti, i ragazzi di Guardiola affronteranno due volte il Tottenham. Nella prima, mercoledì, proveranno a ribaltare l’1-0 subìto a Londra, per accedere alla semifinali di Champions. Il sabato successivo poi ancora gli Hotspur, in piena corsa per il quarto posto. A seguire, il recupero della trentunesima giornata contro lo United, anch’esso in lotta per un piazzamento Champions. E’ forse questa la gara che più di tutte i tifosi reds hanno segnato in rosso sul calendario: se fossero proprio i Red Devils a spianare la strada verso un titolo atteso dal 1990.. In chiusura, sfide assolutamente abbordabili per i citizens: Burnley, Leicester e Brigthon non possono rappresentare ostacoli credibili, nonostante la prima e la terza potrebbero trovarsi – in linea teorica – ancora in corsa per evitare la retrocessione.

State ancora cercando di ricordare chi abbia avuto la meglio nella Guerra del Peloponneso? Fu Sparta. Per la Grecia, devastata dalle gravi perdite umane ed economiche dovute ai lunghi anni di battaglie, quel momento segnò la fine dell’epoca d’oro  della civiltà ellenica. Atene, in particolare, non recuperò più l’antico splendore.
Ma quella era davvero un’altra Storia..

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  1. […] dal termine del campionato inglese le attenzioni non possono che cadere sull’avvincente lotta per il titolo tra Manchester City e Liverpool, con i primi in vantaggio di un punto sui rivali. Scendendo un po’ la classifica notiamo come […]

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