« Un sacco di uomini si chiamavano ”Dai”, abbreviazione di David, o Daffydd in Gallese. Billy aveva appreso a scuola che David era un nome diffuso in Galles perchè era quello del santo patrono del paese, come Patrick in Irlanda. I vari ”Dai” si distinguevano tra loro non per il cognome – quasi tutti in città si chiamavano Jones, Williams, Evans o Morgan – ma per il soprannome. »

Mr. David ”Dai” John Bowen naque a Trehebert, in Galles, il 30 luglio del 1891. Penultimo di otto fratelli rimase orfano di padre a circa sei anni e presto avrebbe rinunciato ad un usuale impiego da minatore. «Billy compiva tredici anni (…) Quel giorno Billy avrebbe iniziato la sua vita da apprendista minatore, come quasi tutti i suoi compaesani aveano fatto alla sua età.» Allenato da George Cundick, istruttore dell’esercito britannico in India, Dai iniziò il suo percorso da pugile incrociandolo a quello del suo migliore amico, classe 1888, Leslie ”Les” Williams. L’allenatore aveva organizzato per la coppia di promesse una serie di incontri e concorsi oltreoceano e prontamente provveduto a procurare loro due preziosi biglietti. Charles Barnett, corrispondente gallese, scriveva: “By the time these notes appear Leslie Williams and Dai Bowen will be on their way to America. They originally intended to sail last Saturday, however, it was not only too late to book, but Leslie could not possibly get ready in time, and as I did not want either to sail alone, I booked their passages for Wednesday.” I due quindi mancarono l’appuntamento con la Lusitania in partenza da Liverpool il 6 aprile per salpare alla volta dell’ America sul transatlantico più famoso del mondo.

Al 67 di St. Mary Strett a Cardiff, gli agenti turisici Dean e Dowson fornirono i biglietti agli atleti. Terza classe, numero 53636, 16 sterline e due scellini; il prezzo più alto del previsto è dovuto alla possibilità concessa ai due atleti di allenarsi nella palestra riservata agli ospiti di prima classe. Dal porto di Southampton iniziò il viaggio senza ritorno del Titanic e dei due amici. Dai, senza moglie e famiglia, scrisse una lettera a sua madre: ”My Dear Mother, I am just writing you a few lines before I go sick for I have been very good so far. This is a lovely boat, she is very near so big as Treherbert, she is like a floating palace, against you walk from one end of her to the other you are tired(…) if I will feel like I do now when I land in Yankee Land I shall be alright (…) so cheer up now mother, for I am in the pink, so don’t vex(…) From your loving son, David Jhon.”

La notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912, il transatlantico che si portava dietro tutte le speranze della Belle Époque, affondò nell’oceno atlantico al largo del Canada. Il corpo di Leslie Williams, che sarebbe diventato padre da lì a qualche mese, fu ritrovato con con un cappotto verde, un completo da uomo blu, una camicia rossa a strisce e due sciarpe. Con sè portava due libri tascabili, due anelli d’oro, gemelli d’argento, un coltello, dei soldi e i documenti. Del corpo David Bowen nessuna traccia, solo le parole di suo fratello:

(…)And after that the dark.
And may there be no sadness or farewell
When it embark.
Some day, some time my eyes shall see thy loving face
Never shall your memory fade.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here