Alla fine dell’anno si è soliti cercare la prestazione più bella di uno sportivo italiano. Fabio Fognini, con qualche mese d’anticipo, ha deciso di porre la propria candidatura con una vittoria da capogiro nel Master1000 di Montecarlo. Una settimana fantastica che lo ha visto di nuovo protagonista nel tennis mondiale, dopo lunghe settimane di difficoltà. Ieri, poi, è arrivato in Italia il primo Master 1000 da quando questa è la suddivisione dei tornei, un ritorno alla gioia nel principato dopo 51 lunghissimi anni di digiuno, iniziato nel lontano 1968 dopo l’ultimo trionfo di Nicola Pietrangeli.

La settimana di Fabio Fognini rappresenta quel genio e sregolatezza che da sempre campeggia sul suo conto. Sì, perché il ligure, prossimo ai 32 anni, già dal lunedì era stato ad un passo dal capolinea, dopo aver salvato cinque palle del 1-5 e un set sotto. Poi la rinascita, una partita conquistata tanto di nervi quanto di forza di volontà. Una rinascita che non ha avuto bisogno di essere testata con il francese Simon, ritiratosi ancor prima di scendere in campo. La rinascita definitiva, invece, è certificata dalla vittoria ai danni di Alexander Zverev, n.3 del mondo per 7-6/6-1. Poi, la battaglia lunga due ore esatte con Borna Coric che sembravano estrometterlo da tutto dopo il primo set di fatto non giocato e i primi dolori che si alzavano, fasciature vistose al braccio destro.

Ancora una volta Fabio ha due facce, quella più bella è la seconda ed è quella che porta il successo anche contro il croato. Una vittoria che regala l’ennesima grande sfida con Rafael Nadal, da anni padrone indiscusso del circus sul rosso. Quell’imperfezione cronica che per un giorno diventa perfezione per certi versi anche inaudita. Il campionissimo spagnolo è in completa balia dell’azzurro in primis e poi anche del vento, anch’egli autentico protagonista della settimana. Fabio è bellissimo e l’impresa contro Nadal, in 6-4/6-2 di circostanza, lo lancia nella final con Lajovic in cui parte con i favori del pronostico. L’occasione della vita in cui Fognini sa di non poter sbagliare. Alle 16.21 del 21 aprile 2019 il match point che fa la storia e scrivendo il definitivo 6-3/6-4 sul tabellone.

Quanto successo nel principato, nonostante Fognini sia l’emblema della praticità, può dar voce all’immensa moltitudine di concetti astratti che ruotano attorno all’espressione “perfezione“, che trova un suo contrario in “imperfezione“. Nel gioco del n.1 italiano trova molto più spazio il secondo dei due concetti, anche se da ieri abbiamo imparato come esista un copione in cui la perfezione prevale e in cui tutto è possibile. Fognini è sempre stato l’incarnazione del: “se avesse la testa potrebbe…”, che oggi viene tanto di nuovo decantata e riportata in auge. Vero, ma Fabio Fognini è uno dei più grandi portatori nel mondo di quell’ideale di italiano divertente, un po’ stupido, ma alla fine un vero e proprio personaggio, capace di vincere divertire e divertirsi. Il grande minestrone di emozioni lo ha colto al momento della premiazione, ne è la grande dimostrazione. L’alternanza di italiano e inglese che vorrebbero dire confusione, non hanno limitato le battute di spirito e quel grande sorriso contagioso. 

Il ligure è un personaggio anche per il mondo che ha saputo costruirsi alle sue spalle. In primis c’è Flavia Pennetta, moglie, manager e tutto fare di casa che è stata anche capace, entro certi limiti, di tranquillizzarlo in campo. Poi il team di preparazione e coaching in cui Corrado Barazzutti recita un ruolo determinante; la famiglia natale con Fulvia, la sorella, sempre presente e la mamma a cui è stata dedicata la vittoria perché oggi compie gli anni. C’è poi chi ha cambiato completamente il modo di vivere la quotidianità di Fabio, ed è suo figlio Federico, prossimo a spegnere due candeline. Colui che ha fatto scoprire a tutta l’Italia come si comporta un babbo tennista di ottimo livello, con in testa la famiglia prima e poi la vita professionale.

Ad oggi teniamoci stretta questa versione di un giocatore al best ranking, n.12, con la top10 ad un tiro di schioppo. Ora un meritato riposo con la famiglia prima dei grandi appuntamenti di Roma e Parigi. Neanche una settimana fa ci chiedevamo che fine avesse fatto quali stimoli potesse avere, ora sogniamo un nuovo ingresso fra i grandi e tutto questo non può che essere perfezione nell’imperfezione.

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