Bianconero contro Rossoblu. Petrarca e Rovigo: due colori, due simboli, due Storie, due città, due tifoserie, due squadre di rugby.

Novembre 1980. Petrarca e Rovigo si incontrano per la prima sfida stagionale. I “tutti neri”, campioni d’Italia in carica, fanno visita al campo della Sanson, dove perdono malamente 22-3.

Le due squadre si ritrovano nel marzo del 1981, con i padovani in lotta con l’Aquila per cucirsi al petto l’ottavo scudetto. Si gioca a Padova. I padroni di casa disputano un primo tempo memorabile dove segnano tre mete, due con Galeazzo e una con Bergamasco. Finisce 16-9 per i ragazzi in maglia nera, che sognano di ripetere l’impresa della stagione precedente.

Da Parma giunge l’insperata voce della sconfitta dell’Aquila, che subisce così l’aggancio  dei padovani proprio nella giornata che precede lo scontro diretto. Il Petrarca gioca “la partita più brutta da due anni a questa parte”, così come viene definita dall’allenatore Dolfin, perdendo e abbandonando i sogni di gloria.

La stagione 1981-1982 ha un che di “maledetto” per i padovani che, da possibili candidati per il Titolo, finiscono a lottare non retrocedere. Petrarca e Rovigo si incontrano due volte e l’esito è sempre lo stesso: bandiere rossoblu al cielo e bersaglieri in festa. A Padova il Petrarca domina la partita, vincendo una grandissima quantità di palloni ma sbagliando addirittura 6 calci: il punteggio finale dice 7-15 per la Sanson. Qualche settimana più tardi si gioca a Rovigo il match che può valere la qualificazione per la poule scudetto. Il primo tempo finisce 14-3 per i petrarchini, che dominano in lungo e in largo andando a marcare 3 mete. Nella seconda frazione succede quello che nessuno si aspettava: il Petrarca smette di giocare e il Rovigo ribalta la partita: 18-14. Nonostante i numeri favorevoli ai bianconeri (mischie 13-9, rimesse laterali 32-11, ruck 23-8), arriva la seconda doccia fredda e il secondo derby perso nel giro di poche settimane. A fine partita il Battaglini intona il coro “Serie B! Serie B!” contro i neri, scesi a sorpresa nella poule retrocessione.

Il Petrarca alla fine si salva e vince, come “premio di consolazione”, la Coppa Italia, battendo in finale i campioni abruzzesi 12 a 9.

Per la stagione 82-83 ai petrarchini serve una svolta e questa arriva con il cambio in panchina: via Dolfin, dentro Lucio Boccaletto. In estate sbarca a Padova il primo dei “canguri” australiani, Roger Gould, estremo. Con lui giungono anche i livornesi Marzio Innocenti e Guastini. Il Petrarca inizia la stagione come meglio non si poteva pensare, vincendo a Milano il Maa esprimendo un grande rugby. I ragazzi di “Bocca” vincono anche a Treviso contro la Benetton (16-6), prima di schiacciare il Calvisano 50-0. La prima parte del torneo si chiude con il Petrarca saldamente in testa a +7 sui trevigiani. Il Petrarca vede già il tricolore: il gioco spumeggiante dei padovani non lascia scampo a nessuno.

Arriva anche il derby. Il Petrarca, con un netto dominio in mischia chiusa e un pressing asfissiante, spazza via la Sanson 13-0, vendicando le sconfitte della stagione precedente. Sul cammino dei padovani c’è ancora una volta l’Aquila: i “tutti neri” perdono 20-6 in trasferta, compromettendo e non poco il loro cammino verso lo scudetto, che si interrompe definitivamente a Padova contro il Treviso la giornata successiva. La Benetton, dopo aver schiacciato la Sanson 22-6, disputa un’altra grande partita difensiva passando al Plebiscito. Il tricolore andrà ai trevigiani, il loro terzo. Ai padovani, al termine di una stagione cominciata al meglio ma finita con qualche difficoltà, resta una storica vittoria contro il Rovigo, al Battaglini. Seconda in stagione e prima in terra rossoblu dopo 9 anni.

To be continued…

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here