A tre giornate dal termine del campionato non si è ancora a conoscenza della terza squadra che, dopo le ormai condannate Chievo Verona e Frosinone, retrocederà in Serie B. Tante le incognite e anche le sorprese. La classifica attuale riporta: Cagliari (40), Bologna (40), Fiorentina (40), Parma (38), Udinese (37), Genoa (36), Empoli (35).

A tal proposito, Cagliari e Fiorentina, nonostante le sconfitte dell’ultima giornata rispettivamente contro Lazio e Milan, non nel raggiungimento dell’obiettivo, in quanto gli basta un pareggio nelle prossime due giornate per raggiungere la salvezza aritmetica (in più, naturalmente, tutte le altre inseguitrici dovrebbero fra 6 punti o poco meno). Lo stesso vale per il Bologna che, dopo il pesante 4-1 rifilato al Parma nel posticipo di ieri sera, ha fatto un altro passo in avanti verso la permanenza in Serie A. Sono quattro dunque le squadre più coinvolte in questa lotta e che potenzialmente potremo vedere a rischio sino al fischio finale di questa stagione 2018-2019.

Analizziamo quindi le loro situazioni e i prossimi impegni che le attendono per cercare di capire chi riuscirà a farcela e chi, purtroppo, dovrà retrocedere in cadetteria.

Parma

Quello che riguarda il Parma è proprio uno “strano caso”: sì, perché in questa stagione gli emiliani erano partiti col botto, ritrovandosi addirittura in zona Champions dopo le prime giornate e proseguendo con un sereno cammino sino a metà campionato, cullando il sogno di poter verosimilmente lottare per l’Europa League quantomeno per qualche settimana. Tuttavia, ad un certo punto qualcosa si è inceppato: probabilmente l’eccessiva tranquillità dovuta agli ottimi risultati ottenuti sino a quel momento ha portato i biancoscudati a staccare la spina troppo presto. Complici anche diversi infortunii di rilievo (Gervinho e Inglese su tutti) e un generale calo fisico della rosa, ben presto i ducali si sono ritrovati nelle zone basse della classifica: adesso, dopo un filone di pareggi che andava avanti da un mese ed una vittoria che manca addirittura dal 9 marzo, con l’ultima sconfitta subita ieri nel derby emiliano contro il Bologna, gli uomini di Roberto D’Aversa si ritrovano in 15^ posizione a 38 punti (tre di vantaggio sull’Empoli terz’ultimo) e sono quindi costretti a lottare per la salvezza.

Inoltre, i ducali nelle ultime gare dovranno affrontare Fiorentina e Roma, due squadre che al momento sono in corsa per i propri obbiettivi stagionali: i Viola dopo un’annata quasi totalmente fallimentare vogliono ipotecare il discorso salvezza (ne parlavamo sopra), mentre i giallorossi sino all’ultimo turno saranno in corsa per il quarto posto e la conseguente qualificazione in Champions. Per il Parma quindi, due impegni difficili e, nonostante i tre punti di vantaggio, un “rischio beffa” proprio dietro l’angolo.

Udinese

Per i friulani la stagione che sta per concludersi è stata l’ennesima annata piena di alti e soprattutto molti bassi, con il solito susseguirsi di diversi allenatori sulla panchina bianconera. Infatti, dopo aver cominciato la stagione con lo spagnolo Julìo Velazquez e averla proseguita con Davide Nicola, da diverse settimane è arrivato (o meglio tornato) Igor Tudor, scelto come traghettatore (?) fino all’ultima giornata. Quest’estate il progetto tecnico portato avanti dal nuovo ds Daniele Pradè e la rosa allestita sembravano ben congegnati per affrontare in maniera tranquilla questo campionato, ma i diversi infortuni e probabilmente anche i repentini cambi di guida tecnica hanno portato la squadra a soffrire di una discontinuità che a questo punto potremmo definire “cronica”. Un rendimento altalenante che ha contraddistinto anche la stagione di uno dei giocatori più attesi e coccolati dal popolo bianconero: Kevin Lasagna, il quale suo malgrado è stato probabilmente la causa principale della sterilità del reparto offensivo friulano (solo 6 reti in campionato quest’anno), che ha quest’anno ha potuto contare solo sulla sorpresa Ignacio Pussetto e su un grande Rodrigo De Paul ormai pronto per il salto in una grande ma che comunque non è stato in grado di risolvere da solo le grane della squadra di Pozzo. Lo stesso Stefano Okaka, arrivato nel mercato invernale dal Watford, ha fatto fatica a trovare la via della rete con continuità non riuscendo a colmare questo vuoto.

Tuttavia, nonostante le diverse difficolta e le poche vittorie portate a casa anche nelle precedenti dieci giornate (solo tre successi), nell’ultimo turno è arrivata una fondamentale vittoria per 4-1 contro il già retrocesso Frosinone che ha portato gli uomini di Tudor a due lunghezze dall’Empoli terz’ultimo con un calendario che adesso li vedrà affrontare “le tranquille” SPAL e Cagliari, ormai aritmeticamente salve (nel caso dei ferraresi) o quasi, e che quindi potrebbero scendere in campo contro i friuliani senza troppe motivazioni. Tuttavia, la capacità di autosabotamento di Lasagna e compagni ci induce a pensare che la questione è tutt’altro che chiusa.

Genoa

Anche per il Genoa questa stagione ha rappresentato l’ennesima annata piena di alti e bassi ma soprattutto pesantemente condizionata dalle scelte di mercato del presidente Preziosi. L’addio della rivelazione Piatek a gennaio, infatti, non può che aver contribuito a togliere certezze ad una squadra che di per se, ormai da qualche anno, in ogni campionato per un motivo o per un altro fa fatica a trovare serenità ed una tranquilla salvezza. Nonostante una rosa qualitativamente ben attrezzata, anche in questo caso i diversi – e a tratti scellerati – cambi di guida tecnica non hanno portato miglioramento in tal senso. Inoltre, tornando alle questioni di mercato, gli arrivi a gennaio degli attesi Toni Sanabria e Stefano Sturaro, al momento non si sono rivelati dei grandi colpi, ma a tratti delle vere e proprie delusioni.

In tutto ciò quindi, in questo momento la squadra guidata dal discusso Cesare Prandelli si ritrova in 17^ posizione, ad un solo punto dalla zona retrocessione, e nelle prossime gare affronterà Cagliari e Fiorentina, come detto in precedenza entrambe a quota 40 punti ma che hanno ancora bisogno di un punto per centrare l’obbiettivo permanenza. Il Grifone è quindi chiamato a due grandi partite perché, nonostante il vantaggio negli scontri diretti contro l’Empoli, con un eventuale passo falso potrebbe pagare molto amaramente quest’ennesima stagione oggettivamente mal gestita.

Empoli

Chiudiamo con i toscani, che da ormai diverse settimane in parte sembrano destinati a dire addio alla massima serie dopo appena una stagione dal loro ritorno. Tuttavia, il reintegro di Mister Aurelio Andreazzoli a metà stagione si è rivelato un vero e proprio punto di forza per la squadra del presidente Corsi, che con il tecnico che l’anno scorso li ha portati in Serie A sono riusciti a tornare in corsa per la salvezza. Importanti anche i diversi acquisti di gennaio, su tutti quelli di Dell’Orco, Pajac e Farias che hanno assicurato un buon rendimento e ad alcuni punti importanti conquistati dagli empolesi. Tuttavia, com’è noto, le sorti della squadra biancoazzurra sono dipese e molto probabilmente dipenderanno dai gol del bomber Ciccio Caputo, assoluto protagonista con 15 reti in questo campionato seppur con qualche errore di troppo dal dischetto (ben tre rigori sbagliati). Adesso, consapevoli che il loro destino non dipende esclusivamente dai risultati che ottengono, ma soprattutto da quelli delle squadre che inseguono, le ultime due vittorie consecutive su Fiorentina e Sampdoria hanno rimesso in gioco la squadra toscana e riaperto il discorso permanenza che ora, come detto, vede a rischio diverse compagini.

Tuttavia, per quanto riguarda il calendario che Caputo e i suoi dovranno affrontare nelle ultime due gare, alla terz’ultima posizione in classifica che al momento li condanna alla retrocessione, si aggiungono anche i due impegni almeno sulla carta più complicati: Torino ed Inter. Com’è noto infatti, i granata continuano a sognare in grande sperando in un posto in Europa, e allo stesso tempo l’Inter deve centrare il terzo posto in classifica o comunque la qualificazione in Champions che al momento è insidiata dagli ottimi risultati dell’Atalanta e delle sue inseguitrici. Davvero difficile quindi per l’Empoli riuscire a risolvere questa matassa, ma la lotta salvezza di queste ultime stagioni di Serie A ci ha insegnato che non è detta l’ultima parola fino al fischio finale dell’ultima partita. Da spettatori neutrali quindi, non possiamo far altro che aspettarci ed augurarci grandi partite ed un finale di stagione ricco di colpi di scena!

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