Son passati quasi cinque anni da quel 16 luglio 2014, giorno dell’annuncio di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus. Ancora inebriati dal tris di scudetti dell’era Conte, smaltita la doppia eliminazione europea contro Galatasaray e Benfica, i tifosi bianconeri si mostrarono scettici e all’arrivo dell’ex Milan. “Noi Allegri non lo vogliamo” era il tormentone che risuonava da Vinovo alla più piccola e sperduta cittadina di provincia italiana.

Ad oggi è chiaro che Allegri la sua rivincita se la sia presa: è entrato di diritto nella storia del calcio italiano diventando il terzo allenatore più vincente sulla panchina della Juventus con 5 Scudetti di fila, 4 Coppe Italia di fila e 2 Supercoppe Italiane, per un totale di 11 trofei sollevati al cielo in 5 anni, alle spalle solo di Lippi e Trapattoni, mostri sacri di una generazione di allenatori ormai tramontata.

Il divorzio non è certo una questione di risultati – considerando che lo spauracchio Champions è in piedi da 23 anni e il buon Max ad abbatterlo ci era quasi riuscito – ma la situazione è lentamente degenerata e l’ambiente ormai saturo nell’allenatore ha trovato il capro espiatorio; forse solo tra qualche anno si realizzerà la grandezza di questo ciclo bianconero. Chi sostituirà Allegri avrà l’onore di allenare una big come la Juventus ma, allo stesso tempo, l’onere di far meglio del suo predecessore: e l’unico modo per far meglio di Allegri è continuare a dominare in Italia e salire contemporaneamente sul tetto d’Europa. Un compito certamente non di poco conto considerando le difficoltà del massimo torneo continentale dove un solo gol può far la differenza tra la vittoria e il fallimento.

Il percorso di Allegri al fianco della Vecchia Signora è stato costellato di grandi partite e colpi di genio ma non sono mancati errori e problemi. Ripercorriamo stagione per stagione gli alti (molti) e i bassi (pochi ma dolorosi) del quinquennio “allegriano”.

2014/15

Nella stagione d’esordio di Allegri, la Juve ha continuato senza grossi problemi il filotto di Scudetti, si è cucita sulla maglia la coccarda della decima Coppa Italia (trofeo che Conte non era mai riuscito a vincere) e si è arresa solo in Supercoppa ai rigori contro il Napoli e contro il Barcellona del trio stellare al termine di una Champions League sensazionale (indimenticabili lo 0-3 a Dortmund e l’eliminazione del Real Madrid), iniziata temendo di non superare il girone con Atletico Madrid, Olympiacos e Malmö, e terminata sfiorando il triplete.

2015/16

Il secondo anno, iniziato con la Supercoppa ad agosto e le grandi difficoltà nelle prime giornate di campionato, è proseguito con una rimonta incredibile per lo Scudetto (passato anche da Carpi-Juventus 2-3, con lo show di rabbia di Allegri negli ultimi minuti) a cui la Juve ha aggiunto nuovamente la Coppa Italia. In Champions il cammino si è interrotto contro il Bayern Monaco, in una delle partite per cui Allegri è stato messo sotto accusa a causa della sostituzione di Morata, migliore in campo fin lì, per Mandzukic.

2016/17

La coppa dalle grandi orecchie ha continuato ad essere una chimera irraggiungibile per i bianconeri anche nel 2017 quando, a Cardiff, il Real Madrid ha spezzato i sogni dei piemontesi. La scelta incriminata è stata quella di schierare come terzino Barzagli che poco ha potuto contro la dinamicità dell’attacco dei Blancos. Non va comunque dimenticato il percorso della Juve che aveva eliminato il Porto (all’andata doppio cambio vincente di Allegri che ha messo in campo i due marcatori Pjaca e Dani Alves), Barcellona (memorabile il 3-0 casalingo) e Monaco. In Italia, intatta l’egemonia: ancora Scudetto e Coppa Italia ma Supercoppa persa ancora ai rigori, stavolta contro il Milan.

2017/18

La gioia bianconera più grande dello scorso anno è derivata indubbiamente dal duello serrato vinto in campionato contro il Napoli. Allo scudetto si è nuovamente aggiunta la Coppa Italia, senza Supercoppa e senza Champions, sognata ancora dopo la vittoria agli ottavi contro il Tottenham (decisivo il cambio di Allegri che gettò nella mischia Lichtsteiner a Wembley) e svanita drammaticamente al Bernabeu dopo una rimonta clamorosa e un rigore di Ronaldo allo scadere.

2018/19

Questa è stata la peggiore delle stagioni, non tanto per i risultati, che pur non sono mancati (in bacheca Scudetto e Supercoppa), quanto per il clima che si è creato. Le aspettative erano alte e la Juve, dopo aver illuso i tifosi superando l’Atletico Madrid agli ottavi, le ha tradite facendosi eliminare ai quarti di finale dall’Ajax: l’avventura di Massimiliano Allegri alla Juventus terminerà a fine stagione.

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