Come ogni anno l’arrivo di maggio coincide con il finale della stagione calcistica, e ad ogni appassionato tornano alla memoria i successi o le sconfitte delle annate precedenti. Il 18 maggio non sarà mai una data banale per i tifosi del Milan. Quella sera del 1994, i rossoneri si apprestavano a giocare l’ottava finale di Coppa dei Campioni della loro storia, la quarta sotto la presidenza di Silvio Berlusconi e la seconda delle 3 consecutive tra il ’93 e il 95 (nel ’93 la squadra meneghina perse contro e Marsiglia e nel ‘95 con l’Ajax).

L’ultimo ostacolo che separava il Milan dalla sua quinta coppa dei campioni era lo straordinario Barcellona allenato da Johann Cruijff, già laureatosi campione d’Europa due anni prima a Wembley, ai danni di un’altra italiana, la Sampdoria di Mancini e Vialli.  I campioni di Spagna, già campioni di Liga, apparivano sulla carta nettamente favoriti, sia per via della grande rosa a disposizione (Romario, Ronald Koeman,  Pep Guardiola e Hristo  Stoickov, solo per citarne alcuni) che per le assenze nella squadra rossonera. Fabio Capello dovette fare a meno del suo capitano, Franco Baresi, dell’altro pilastro difensivo, Alessandro Costacurta, e del Cigno di Utrecht, Marco Van Basten, sempre alle prese con quei maledetti problemi alla caviglia

Cruijff si sentiva molto vicino alla seconda Coppa dei Campioni in 3 stagioni, tant’è che si dice si fosse già fatto fotografare accanto al trofeo alla vigilia del match (cosa da non fare mai) accompagnando il tutto con  dichiarazioni molto sicure e roboanti. Il Maestro olandese era convinto di poter sfondare agevolmente la difesa quasi inedita del Diavolo, e composta per l’occasione da Sebastiano Rossi, in porta, Mauro Tassotti, con la fascia al braccio,  Filippo Galli, Paolo Maldini e Christian Panucci.

La troppa sicurezza, nel calcio, non fa mai bene e il campo, dopo il fischio d’inizio, lo dimostra. La squadra di Capello gioca una partita incredibile sotto ogni punto di vista e,  sotto il cielo greco di Atene, schianta i Blaugrana con un netto 4-0.  Il protagonista numero 1 della notte magica ateniese è Daniele Massaro, autore di una doppietta nel primo tempo con gli assist Savicevic prima e Donadoni poi.  Nella ripresa sarebbe lecito aspettarsi la reazione dei catalani, ma la musica non cambia e anzi, il divario tra le due finaliste aumenta. La terza rete è una vera e propria perla di Savicevic, il Genio, che supera il poritere Zubizzarreta con un pallonetto morbidissimo; chiude il discorso un gol in penetrazione di Marcel Desailly.

25 anni fa il Milan saliva sul tetto d’Europa. Ad un quarto di secolo di distanza i rossoneri lottano per tornare in Champions e per far rivivere, al proprio popolo, le emozioni della Partita del Secolo.

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