Nella Boxe ci sono incontri epocali da ricordare e celebrare e quello di sabato notte del Barclays Center di Brooklyn sembra proprio uno di quelli.

Deontay Wilder per l’appunto si è sbarazzato letteralmente dello sventurato Dominic Breazeale che non è riuscito a resistere nemmeno un round nell’incontro dei pesi massimi in cui in palio c’era la cintura WBC che ora, a ragion di logica, rimane salda nelle mani di Wilder.

 

Di fatto in 2 minuti e 17 secondi The Bronze Bomber ha scagliato il colpo del KO (un montante destro dritto al mento dell’avversario) ed ha ribadito al mondo la sua forza, la sua fame di vittoria e la sua voglia di scalare la montagna arrivando a sfidare presto uno fra The Gipsy King Tyson Fury, il campione iridato della categoria, e Anthony Joshua, il campione delle cinture IBF, WBO, WBA e IBO. Questo è il 20esimo KO che Wilder infligge al primo round ad un avversario e lo stesso pugile dell’Alabama ha difeso sabato notte per la Nona volta in carriera con successo la sua cintura WBC, cintura che coccola e custodisce come una figlia.

Figlia a proposito stimolo continuo del campione di Tuscaloosa che ha rimarcato nei social come la sua principessa sia la sua fonte d’ispirazione più grande per arrivare fino in fondo.

#TilThisDay, questo l’hashtag lanciato ovunque da Wilder che conferma la volontà di unificare tutte le cinture e di prendersi il titolo di Re, di Campione assoluto della categoria.

Le potenzialità dell’americano sono indiscutibili e le probabilità che ciò accada sono tutt’altro che irreali. Basta vedere lo score di questo bestione di 201 cm x 104 kg per rendersi conto di chi e cosa si ha davanti. 42 match disputati, ben 41 vittorie (di cui 40 per KO) ed 1 solo pareggio (quello con Fury dello scorso dicembre, nonostante i due KO inflitti all’inglese nel ring che però non sono bastati a sconfiggerlo a punti).

Nessuna sconfitta dunque per Wilder, parola che non sembra esserci nel suo vocabolario che a 33 anni tende invece sempre più ad ampliarsi di parole forti e ad effetto.

Parole come Uccidere (lo stesso pugile ha affermato l’anno scorso la volontà di avere un morto nel suo score, essendo il ring l’unico luogo in cui è legale l’omicidio), ferire, eletto (si è definito l’eletto, il predestinato dei pesi massimi) e fare del male (in riferimento a Breazeale, più volte insultato e minacciato nelle settimane pre match).

 

Ad ogni modo l’ira di Wilder con la vittoria si è attutita e fortunatamente le minacce contro la vita di Breazeale sono state ritirate sabato notte nell’immediata intervista post gara.

 “I know there was a lot of words and animosity against each other and it just came out tonight. This is what makes boxing so great when you can have so much inside and just overcome.” (“So che c’erano molte parole e ostilità l’una contro l’altra, e ciò è venuto fuori stasera. Questo è ciò che rende la boxe così grande quando si può avere così tanto dentro, nel senso di frustrazione e nervosismo, e superarlo nel ring”).

Tralasciando il carattere e le parole discutibili utilizzate troppo spesso da Wilder, non si può negare che siamo di fronte ad un campione, una leggenda attuale della Boxe, un professionista nel ring come negli allenamenti, un vincente nello sport ed un guerriero con un solo obbiettivo in testa, vincere, anche a costo di demolire in tutto e per tutto l’avversario e chi si frappone tra lui e il suo traguardo.

E allora se dobbiamo pensare ad un motto da attribuire al gigante spietato niente meglio di questo può calzarci a pennello : “Vincere, Trionfare, Stupire e fregarsene di tutto il resto”.

Questo è The Bronze Bomber!

So Deontay Wilder is ready, Joshua you’re in? … Aspettando con ansia che i managers trovino un accordo per svolgere l’incontro, chissà magari coinvolgendo anche Fury in un triangolare da paura, godiamoci nuovamente le gesta del GGG, il grande grosso gladiatore.

 

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